È civile togliere la vita ai bambini malati?

Il Senato del Belgio approva la legge che autorizza l'eutanasia per i minori in fin di vita senza limiti d'età. Cristiani, ebrei e musulmani si uniscono contro questa legge "omicida"

Roma, (Zenit.org) Antonio Gaspari | 499 hits

Orrore e sgomento. L’utilitarismo e la "cultura dello scarto" denunciata da Papa Francesco non hanno più limiti. Con 86 voti a favore, 44 contrari e 12 astenuti, il Senato del Belgio ha approvato la legge che autorizza ad interrompere la vita anche di minori di età inferiore ai 12 anni. Per essere effettivo il decreto, già approvato in prima istanza lo scorso 12 novembre dalle commissioni riunite per gli Affari sociali e la giustizia del senato belga, manca solo della firma del re Filippo.

Si tratta di un evento che non ha precedenti. L’eutanasia su minori era già stata legalizzata in Olanda nel 2002, ma non era mai stata autorizzata per i minori di età inferiore ai 12 anni. Con questa legge il Belgio guadagna un triste primato di cui certo non potrà vantarsi.

Secondo i Vescovi del Belgio si tratta di “un crimine che apre la strada ad altri attentati contro la vita”. Contro la legge si sono schierati anche i rappresentanti delle altre confessioni cristiane, insieme a ebrei e musulmani. Intervistato da Radio Vaticana il cardinale Elio Sgreccia, presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita, ha commentato la notizia dicendo: “C’è anche un accento di crudeltà che rende orribile il solo pensare a quello che sta succedendo! C’è da dire che nel mondo manca l’amore, perché basterebbe una certa dose di pietà, di compassione umana per scongiurare queste cose”.

L’associazione Scienza & Vita in un comunicato diffuso oggi ha scritto: “L’approvazione dell’eutanasia per i bambini in Belgio rappresenta il passaggio di un limite che conduce direttamente al baratro antropologico”. Paola Ricci Sindoni e Domenico Coviello, Presidente e copresidente nazionali dell’Associazione, hanno sottolineato che “con questa legge l’uomo rinnega se stesso e perde la sua umanità, realizzando le peggiori distopie di un mondo che invece di adoperarsi per rendere disponibili e fruibili le cure palliative più adeguate ad alleviare le sofferenze e accompagnare verso la fine naturale, sceglie di troncare una vita”.

“La morte procurata – si legge nel comunicato - non è la soluzione a questi drammi e non è di sicuro un progresso della scienza”. “La deriva belga – conclude il comunicato -riguarda tutte le dimensioni dell’umano e interpella la coscienza di ciascuno. C’è da augurarsi che cresca l’opposizione che si leva da molti segmenti della società civile oltre le differenze di appartenenza culturale.