È civile togliere la vita ai bambini malati?

Il Senato del Belgio approva la legge che autorizza l'eutanasia per i minori in fin di vita senza limiti d'età. Cristiani, ebrei e musulmani si uniscono contro questa legge "omicida"

Roma, (ZENIT.org) Antonio Gaspari | 592 hits

Si tratta di un evento che non ha precedenti. L’eutanasia su minori era già stata legalizzata in Olanda nel 2002, ma non era mai stata autorizzata per i minori di età inferiore ai 12 anni. Con questa legge il Belgio guadagna un triste primato di cui certo non potrà vantarsi.

Secondo i Vescovi del Belgio si tratta di “un crimine che apre la strada ad altri attentati contro la vita”. Contro la legge si sono schierati anche i rappresentanti delle altre confessioni cristiane, insieme a ebrei e musulmani. Intervistato da Radio Vaticana il cardinale Elio Sgreccia, presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita, ha commentato la notizia dicendo: “C’è anche un accento di crudeltà che rende orribile il solo pensare a quello che sta succedendo! C’è da dire che nel mondo manca l’amore, perché basterebbe una certa dose di pietà, di compassione umana per scongiurare queste cose”.

L’associazione Scienza & Vita in un comunicato diffuso oggi ha scritto: “L’approvazione dell’eutanasia per i bambini in Belgio rappresenta il passaggio di un limite che conduce direttamente al baratro antropologico”. Paola Ricci Sindoni e Domenico Coviello, Presidente e copresidente nazionali dell’Associazione, hanno sottolineato che “con questa legge l’uomo rinnega se stesso e perde la sua umanità, realizzando le peggiori distopie di un mondo che invece di adoperarsi per rendere disponibili e fruibili le cure palliative più adeguate ad alleviare le sofferenze e accompagnare verso la fine naturale, sceglie di troncare una vita”.

“La morte procurata – si legge nel comunicato - non è la soluzione a questi drammi e non è di sicuro un progresso della scienza”. “La deriva belga – conclude il comunicato -riguarda tutte le dimensioni dell’umano e interpella la coscienza di ciascuno. C’è da augurarsi che cresca l’opposizione che si leva da molti segmenti della società civile oltre le differenze di appartenenza culturale.