"È la famiglia che tiene in vita un paese nei momenti di crisi"

Monsignor Paglia e il cardinale Coccopalmerio intervengono in occasione del XXX anniversario della Carta dei diritti della Famiglia

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 365 hits

Il XXX anniversario della Carta dei diritti della Famiglia ha fornito lo spunto per l'organizzazione del Convegno Internazionale I Diritti della Famiglia e le sfide del mondo contemporaneo (19-21 settembre), promosso dal Pontificio Consiglio per la Famiglia, in collaborazione con l'Unione dei Giuristi Cattolici italiani.

Sul tema sono intervenuti stamattina presso la Sala Stampa della Santa Sede, il presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, monsignor Vincenzo Paglia, il cardinale Francesco Coccopalmerio, presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, ed Helen M. Alvaré, docente di diritto presso la George Mason University di Washington.

In un'epoca di "confusione teoretica", ha esordito il cardinale Coccopalmerio, è particolarmente importante parlare di famiglia e di matrimonio. Se fino a poco tempo fa, infatti, il messaggio della Chiesa in questo campo era ascoltato e compreso, seppure da molti ritenuto "impraticabile", oggi è messo in discussione finanche sul piano teoretico.

Concetti come "matrimonio", "famiglia" o "filiazione" rappresentavano un tempo le "pietre di un edificio che la cultura odierna ha scomposto, conferendogli un senso diverso", ha osservato Coccopalmerio.

Perciò è importante "riproporre ai credenti questa dottrina" e fare in modo di trasmettere ai non credenti "elementi antropologici che tutti possano cogliere".

Secondo monsignor Paglia, "quello della famiglia è un tema che riguarda tutti come la pace" e la famiglia va riconosciuta "come detentrice di diritti propri". La Carta dei diritti della Famiglia, quindi, "non ha inventato alcun principio ma ha recepito dei principi e li ha elaborati in chiave tecnico-giuridica e proposti alla comunità".

Citando alcuni articoli della Carta (5f, 8, 9b), monsignor Paglia ha ricordato che tra i vari diritti della famiglia ci sono, ad esempio, l'aiuto nella disoccupazione, la giusta remunerazione per mantenere tutti i figli, il mantenimento in casa degli anziani.

"Della famiglia, la stampa non parla quasi mai - ha proseguito il presule - eppure è proprio la famiglia che tiene in vita un paese nei momenti di crisi, spesso anche con eroismo".

A tal proposito, monsignor Paglia ha riportato l'episodio di un cresimando tredicenne, malato terminale, che, rivolto ai familiari, li consolò dicendo: "Coraggio, sto per ricevere lo Spirito Santo!".

La prof.ssa Alvaré si è invece soffermata sul ruolo della donna nella famiglia, osservando quanto il femminismo, separando la sessualità dal matrimonio e dalla procreazione, "non rispetti il desiderio di tante giovani donne di dare vita a una famiglia".

Sollecitato in merito al disegno di legge sull'omofobia, approvato ieri dalla Camera dei Deputati, il cardinale Coccopalmerio ha ribadito quella che è la dottrina della Chiesa in merito: "L'omosessualità è oggettivamente negativa - ha detto il porporato - ma le persone omosessuali meritano tutto il nostro rispetto, amore e comprensione".

Tale assunto, quindi, non discriminando le persone, non può essere etichettato come "omofobo". Al tempo stesso, però, nessuna legge può imporre che "tutti debbano accettare l'omosessualità".

Riprendendo la parola, monsignor Paglia ha sottolineato che il vero danno compiuto contro la famiglia in questi ultimi anni, sta nella "decresciuta responsabilità verso il noi", laddove "l'io ha avuto la prevalenza".

Pertanto "è nel noi che la famiglia può riguadagnare terreno e trovare il suo coagulo - ha aggiunto il presule -. Deve trionfare il primato del dono sull'interesse: solo così potremo andare avanti".

Usando una metafora automobilistica, monsignor Paglia ha definito la famiglia come il "differenziale" di una grande macchina che è la società: aggiustando tale differenziale, la macchina tornerà a procedere lungo la strada correttamente e senza sbandamenti.