È morto un grande uomo!

Perdono, libertà, educazione, ottimismo: le armi di Nelson Mandela per vincere la discriminazione e garantire la pace

Roma, (Zenit.org) Antonio Gaspari | 849 hits

Si è spento ieri all’età di 95 anni un grande uomo, premio Nobel per la Pace e padre del Sudafrica: Nelson Mandela, un combattente per la libertà e per il rispetto delle dignità di ogni uomo e di ogni donna. Ha lottato per i diritti umani, la condivisione, lo sviluppo, la fratellanza, la pace. Non aveva commesso nessun crimine, ma il regime che discriminava le persone di colore lo ha condannato a 27 anni di galera. Ha continuato a battersi senza mai lasciarsi andare al rancore, senza mai cercare vendetta, al contrario si è educato al perdono, sempre alla ricerca di un dialogo fraterno per poter arrivare insieme a liberare il Sudafrica e il mondo dal razzismo.

“Detesto il razzismo – sosteneva Mandela - perché io considero come una cosa barbara sia che provenga da un uomo nero o da un bianco”. Quando fu eletto Presidente affermò: “Mai, mai e mai più avverrà che questa bella terra sarà di nuovo testimone dell'oppressione di uno sull'altro”. La sua testimonianza di umanità è una delle più belle del XX secolo.

Si è sempre battuto contro ogni tipo di discriminazione. Quando fu condannato all’ergastolo prese la parola in tribunale e disse: “Ho dedicato la vita intera alla lotta del popolo africano. Mi sono battuto contro il predominio dei bianchi, così come mi sono battuto contro il predominio dei neri. Ho perseguito l’ideale di una società libera e democratica in cui tutti vivano insieme in armonia e con pari opportunità. E’ un ideale per il quale spero di continuare a vivere, fino a conseguirlo. Ma per il quale, se necessario, sono disposto a morire”. Per decenni nessuno pensava che avrebbe potuto farcela. A questo proposito, ha scritto Mandela: “Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è mai arreso”.

Il 2 maggio del 1994, da poco uscito dal carcere, vinse le elezioni e pronunciò un discorso rimasto alla storia: “Questo è uno dei momenti più importanti della storia del nostro paese - disse - sono qui davanti a voi traboccante di gioia e di orgoglio. Sono il vostro servitore, è il momento di guarire le antiche ferite e di costruire un nuovo Sudafrica”. “Mai e poi mai – aggiunse – dovrà accadere che questa splendida terra conosca di nuovo l’oppressione dell’uomo sull’uomo…. Il sole non dovrà mai tramontare su questa gloriosa impresa dell’umanità: Che la libertà possa regnare in eterno. Dio benedica l’Africa!”. Ed ancora: Per essere liberi non c’è solo la via di togliere le catene ad una persona, ma di vivere in modo che si rispetti e si valorizzi la libertà degli altri”.

La vera forza di Mandela è stata quella di sopportare le ingiustizie, rispondendo con gesti di perdono, grande umanità e fratellanza. “Ci sono sogni di un bellissimo Sud Africa" diceva, "ci sono anche strade che portano al raggiungimento di questo obiettivo. Due di queste strade possono essere chiamate Bontà e Perdono”. “Se si vuole fare la pace con il nemico - affermava il leader - si deve lavorare con il proprio nemico. Esso deve poi diventare il vostro partner”. Perchè "la nostra compassione umana ci lega l' uno all'altro. Non per pietà o condiscendenza, ma come esseri umani che hanno imparato a trasformare la nostra sofferenza comune in speranza per il futuro”.

E sull’educazione, il bene più grande che veniva negato al popolo, Mandela scriveva: “L’educazione è il più grande motore dello sviluppo personale. E’ grazie all’educazione che la figlia di un contadino può diventare medico, il figlio di un minatore il capo miniera o un bambino nato da una famiglia povera il presidente di una grande nazione. Non ciò che ci viene dato, ma la capacità di valorizzare al meglio ciò che abbiamo è ciò che distingue una persona dall’altra”.

Secondo Madiba, “nessun paese potrà davvero svilupparsi se i suoi cittadini non avranno un'educazione" e “l'educazione è l'arma più potente che si possa usare per cambiare il mondo”. Quando gli chiesero quale fosse la radice del suo coraggio, rispose: “Ho imparato che il coraggio non è l'assenza di paura, ma il trionfo su di essa. L'uomo coraggioso non è colui che non si sente impaurito, ma colui che vince la paura”.

“Sono fondamentalmente un ottimista – affermò una volta Nelson Mandela - e non so se ciò dipenda dalla mia natura o dalla mia educazione. L’ottimismo è anche tenere la testa alta e continuare a camminare. In molti momenti cupi la mia fede nell’umanità è stata messa duramente alla prova, ma non volevo e non potevo cedere alla disperazione, perché quella strada mi avrebbe portato alla sconfitta e alla morte”.

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Per ogni approfondimento:

http://www.zenit.org/it/articles/nelson-mandela-sostenitore-della-fratellanza-tra-bianchi-e-neri-prima-parte

 http://www.zenit.org/it/articles/nelson-mandela-sostenitore-della-fratellanza-tra-bianchi-e-neri-seconda-parte