"È ora di trarre dalla crisi, la forza per nuovi sviluppi ed obiettivi"

Lo ha detto il cardinale Betori all'incontro con gli imprenditori fiorentini

Firenze, (Zenit.org) | 266 hits

Ieri sera, il Cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, ha incontrato gli imprenditori e i dirigenti della città riuniti nella Chiesa di San Filippo Neri, in Piazza San Firenze, per la tradizionale messa natalizia per l’UCID di Firenze, Associazione Cattolica che raccoglie imprenditori e professionisti con l’obiettivo primario dell’attuazione e la diffusione della dottrina sociale della Chiesa.

Alla celebrazione eucaristica hanno partecipato, tra gli altri, il Prefetto di Firenze, Luigi Varrata, il Vicesindaco di Firenze, Stefania Saccardi, il Presidente della Corte d’Appello di Firenze, Fabio Massimo Drago, il Comandante della Scuola allievi Marescialli e Brigadieri Carabinieri, e tante altre autorità civili e militari, oltre a Presidenti di associazioni di categoria.

Ricordando il numero 223 dell’Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium di Papa Francesco*, il Cardinale Betori ha detto che “oggi ci troviamo in un processo che se rischiamo di subirlo come qualcosa che ci viene addosso con in contrasto con quegli che sono le acquisizioni del passato, rischiamo di non coglierne invece le virtualità che esso porta con se”.

“È un po’ l’atteggiamento che ci domina di fronte alla crisi attuale – ha aggiunto il porporato -. Infatti la chiamiamo crisi come qualcosa che ha distrutto uno spazio, una situazione consolidata del passato, e non la percepiamo come crisi, tra l’altro anche nel senso etimologico della parola, e cioè di occasione che ci viene data per rivedere gli assetti, e rimodularli rispetto ad un futuro che può e deve essere migliore di quello che è stato il passato”.

“Il Papa – ha evidenziato il Cardinale Betori - che ci dice che i processi sono più importanti delle acquisizioni, direi che da anche una bella lezione di economia: non è né il capitale, né il profitto che rispetto al processo rappresentano la situazione iniziale e la situazione finale ciò che conta, ma ciò che sta in mezzo, è cioè la produzione, con al centro il lavoro. Se fossimo convinti di questo non avremmo paura di fronte a quello che chiamiamo appunto la crisi, e avremmo però anche gli strumenti per interpretarla nel modo giusto. Non è perché siamo impoveriti nel capitale che allora siamo messi in crisi”.

Per l’arcivescovo di Firenze “ciò che ci resta è tutto nelle nostre mani, la nostra capacità imprenditoriale di fare un progetto e di sostanziarlo con dei processi, processi di lavoro. E questo ci spinge in avanti. Una economia che ragiona così, come ci dice il Papa, è una economia che non ha stasi, che non ha paura delle crisi, ma trae dalle crisi la forza per trovare nuovi assetti, nuovi sviluppi, nuovi obbiettivi”.

“Ecco – ha proseguito Betori - mi sembra importante prendere coscienza di tutto questo con riferimento a quello che è la responsabilità sociale ed economica di tutti voi, perché se noi davvero ci immettiamo dentro questa mentalità noi traiamo il messaggio giusto anche dal Natale”.

Al termine della Messa, prendendo la parola, il Presidente Ucid di Firenze, Guido Guidi, ha annunciato ai presenti che Il Natale 2013 vedrà gli Imprenditori e Dirigenti iscritti all’Ucid adottare tutti coloro – stranieri, ma soprattutto, oggi, tanti italiani, e sottolineiamo tanti italiani – che quotidianamente si rivolgono alle mense della Caritas presenti sul territorio fiorentino per poter consumare un pasto caldo.

“A Natale – ha sottolineato Guidi - saremo noi a stare accanto a coloro che sono in gravi condizioni economiche, ma ci piacerebbe che ogni giorno ci fosse qualche associazione, anche non cattolica, o ente di categoria, ditte singole, banche, industrie, gruppo di negozianti, che adottassero una o più mense della Caritas fiorentina, offrendo il pasto a chi ne ha bisogno”.

“Un pasto che si potrebbe essere differente per generi alimentari usati e piatti finali preparati, rispetto ai ‘quotidiani piatti’, ma che sarebbe sicuramente diverso per chi lo consuma perché consapevole che qualcuno ha pensato a lui, a tutti loro, che giorno dopo giorno, schiacciati dalla situazione attuale, provati nell’animo, bussano alla Caritas per un piatto caldo”, ha quindi concluso il Presidente Ucid di Firenze.