"È tempo di dare corso ad una stagione di vero e radicale rinnovamento spirituale"

Il presidente di RnS sulla prolusione del cardinale Angelo Bagnasco

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ROMA, lunedì, 24 settembre 2012 (ZENIT.org).- Salvatore Martinez, presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS) ha commentato la prolusione del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, tenuta in occasione dell’apertura dei lavori del Consiglio Episcopale Permanente:  

“Un grido d’allarme che non può rimanere inascoltato. Il Cardinale Presidente della CEI, con puntuale e drammatico rimando all’evidenza dei nostri giorni, chiama a raccolta i credenti e gli uomini di buona volontà del nostro Paese, perché insieme si faccia appello alle risorse belle e buone che ancora albergano nella vita delle nostre comunità. Le ricchezze negate prevalgono ancora sulle povertà emergenti, anche su quelle colpevolmente generate da una condotta pubblica inadeguata alla serietà che questo tempo di ristrettezze reclama. Alla vigilia dell’Anno della Fede, indetto da Papa Benedetto XVI, il Card. Bagnasco coniuga con grande idealismo e realismo la forza dell’amore per Dio e per gli uomini, elaborando un programma di contenuti spirituali e sociali insieme radicali e irrinviabili, da sottoscrivere interamente e da rilanciare con ogni sforzo. La fede non è resa supplicante, né mera denuncia sociale, ma forza di vero cambiamento, il più potente agente di trasformazioni, di modernità e di rinnovamento che le nostre società occidentali abbiamo mai storicamente conosciuto. Per rispondere al bisogno di una «nuova evangelizzazione», che abbia a cuore la vita e il destino della nostra gente e per destinatari primari i giovani, le famiglie e le istituzioni, occorre ridire e ridare il contenuto pratico della nostra fede ad un Paese anestetizzato da scandali e delusioni crescenti. La fede è intelligenza della realtà e genera in chi crede un supplemento di passione, di sacrificio, di responsabilità, per dare alla realtà un corso più umano, rispettoso della dignità integrale e trascendente dell’uomo. Sarebbe assai grave se la risposta dei credenti, in questo tempo drammatico e sfidante, non fosse inversamente proporzionale ai lamenti, alle fughe e al disimpegno di molti. È tempo di dare corso ad una stagione di vero e radicale rinnovamento spirituale e morale, che includa ogni ambito della partecipazione e delle rappresentanze, per restituire alla gente la fiducia perduta. Nel Vangelo di Gesù sono tutte le risposte, le strategie, le fattispecie per rilanciare un nuovo protagonismo dei laici, cristianamente ispirato. La Chiesa è viva; la speranza non è in sciopero e lo Spirito Santo non conosce recessioni! Serve più umiltà, più complementarietà di carismi e diaconie, più consapevolezza di essere un solo corpo in comunione”.

* Ufficio Stampa RnS

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