"Eccomi, manda me!"

Il Messaggio di Benedetto XVI ai fedeli brasiliani per l'annuale Campagna quaresimale di Fraternità

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) | 1168 hits

Pubblichiamo di seguito in traduzione italiana il Messaggio che papa Benedetto XVI ha inviato ai fedeli brasiliani in occasione dell’annuale Campagna quaresimale di Fraternità promossa dalla Chiesa in Brasile, il cui tema quest’anno è: Fraternità e gioventù.

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Cari fratelli e sorelle,

Davanti a noi si apre il cammino della Quaresima, permeato da preghiera, penitenza e carità, che ci prepara a vivere e a partecipare più profondamente alla passione, morte e risurrezione di Gesù Cristo. In Brasile, questa preparazione ha trovato un valido appoggio e stimolo nella Campagna di Fraternità, che quest’anno è giunto alla sua 50° edizione ed assume già le tonalità spirituali della XXVII Giornata Mondiale a Rio de Janeiro nel luglio prossimo: da qui il suo tema Fraternità e gioventù, proposto dalla Conferenza Episcopale Nazionale nella speranza di vedere moltiplicata nei giovani di oggi la stessa risposta che ha dato a Dio il profeta Isaia: “Eccomi, manda me!” (Is 6,8).

Mi unisco ben volentieri a questa iniziativa quaresimale della Chiesa in Brasile, inviando a ciascuno di voi il mio cordiale saluto nel Signore, a cui affido gli sforzi di coloro che si impegnano ad aiutare i giovani a diventare - come chiesi loro a San Paolo - “protagonisti di una società più giusta e più fraterna ispirata al Vangelo” (Discorso ai giovani brasiliani, 10/05/2007). I “segni dei tempi” nella società e nella Chiesa, emergono anche attraverso i giovani; disprezzare questi segni o non saper discernerli, significa perdere occasioni di rinnovamento. Se loro sono il presente, sono anche il futuro. Vogliamo che i giovani siano protagonisti integrati nella comunità che li accoglie, dimostrando la fiducia che la Chiesa pone in ognuno di loro. Questo richiede guide - sacerdoti, consacrati o laici - che rimangono nuovi dentro, anche se non sono anziani, ma capaci di far strada senza imporre direzioni, di empatia solidale, di dare testimonianza della salvezza, che la fede e la sequela di Gesù Cristo alimentano ogni giorno.

Invito pertanto i giovani brasiliani a cercare sempre più nel Vangelo di Gesù il senso della vita, la certezza che è attraverso l’amicizia con Cristo che noi sperimentiamo ciò che è bello e ci redime: “Ecco, questo ha toccato le tue labbra,  perciò è scomparsa la tua iniquità e il tuo peccato è espiato” (Is 6,7). Da questo incontro trasformatore, che auguro ad ogni giovane brasiliano, emerge la piena disponibilità di chi si lascia invadere da un Dio che salva, “Eccomi, manda me! ai miei coetanei”, aiutandoli a scoprire la forza e la bellezza della fede immersi nei “deserti (spirituali) del mondo contemporaneo, devono portare con sé solo ciò che è essenziale: (…) il Vangelo e la fede della Chiesa, di cui i documenti del Concilio Ecumenico Vaticano II sono luminosa espressione, come pure lo è il Catechismo della Chiesa Cattolica” (Omelia apertura dell’Anno della Fede, 11/10/2012).

Che il Signore conceda a tutti la gioia di credere in Lui, di crescere nella sua amicizia, di seguirLo sul cammino della vita e testimoniarLo in tutte le situazioni, per trasmettere alla prossima generazione l’immensa ricchezza e bellezza della fede in Gesù Cristo. Con gli auguri di una Quaresima proficua nella vita di ogni brasiliano, in particolare delle nuove generazioni, sotto la protezione materna di Nostra Signora di Aparecida, imparto a tutti una speciale Benedizione Apostolica.

Vaticano, 8 febbraio 2013

BENEDICTUS PP. XVI