Ecologia, nella Pacem in terris il "bene comune universale"

Sulla universalità fondata sul principio della dignità di ogni persona umana si colloca il progetto "Chiesa ecologica" per lo sviluppo sostenibile delle parrocchie romane

Roma, (Zenit.org) Paolo Pastore | 334 hits

Da sempre la Chiesa e la comunità internazionale hanno avuto punti di contatto sul tema dello sviluppo sostenibile. In questo contesto si colloca il “Vangelo della pace”, predicato da Giovanni XXIII nella sua Enciclica Pacem in terris dell’11 aprile 1963.

In quell’occasione il Santo Padre ha ribadito il valore perenne di un coraggioso impegno per la pace e, soprattutto, del “bene comune universale”, quale “fattore di aggregazione e vincolo unitario per i popoli della terra”.  Già dai tempi della Conferenza di Rio sull’Ambiente e lo sviluppo, la Santa Sede ha potuto spiegare, davanti alle diplomazie di tutto il mondo, non solo le sue linee guida in materia ambientale, ma soprattutto che la parola ambiente postula l’esistenza di un centro, attorno al quale l’ambiente stesso esiste.

Tale centro è l’essere umano, la sola creatura che non solo è in grado di essere cosciente di se stessa e di ciò che la circonda, ma che è dotata anche di un’intelligenza tale da esplorare il mondo circostante per utilizzarlo.

La sviluppo sostenibile è un concetto molto ampio che richiede un’attualizzazione della destinazione universale dei beni, della solidarietà e del bene comune. Il “bene comune universale”, inoltre, è il principio che meglio si adatta a far da collante a tre elementi fondamentali, vale a dire: economia, etica e sviluppo sostenibile.

In questa universalità si ravvisa una radice etica, fondata sul principio dell’eminente dignità di ogni persona umana, per cui “si tratta di costruire un mondo in cui ogni uomo, senza esclusioni di razza, di religione, di nazionalità, possa vivere una vita pienamente umana, affrancata dalle servitù che gli vengono dagli uomini e da una natura non sufficientemente padroneggiata”.

A tal proposito il primo principio della Dichiarazione di Rio sancisce che “gli esseri umani sono al centro delle preoccupazioni per lo sviluppo sostenibile. Essi hanno diritto ad una vita sana e produttiva in armonia con la natura”.  

In questo contesto si colloca il progetto “Chiesa ecologica” realizzato tra il Cesab, (Centro di ricerche in scienze ambientali e biotecnologiche), l’Ateneo pontificio Regina Apostolorum e il corso di laurea in scienze della comunicazione dell’università Lumsa. Questo progetto è articolato su una ricerca nel settore della comunicazione delle diverse parrocchie romane per sensibilizzare la cultura in materia di sviluppo sostenibile. Verranno realizzati anche degli audit energetici su alcuni siti campione.

* ricercatore CESAB

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