Elezioni in Irlanda del Nord: i Vescovi sottolineano il tema della povertà

Esortano i cristiani a votare conformemente ai valori evangelici

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BELFAST, martedì, 3 maggio 2011 (ZENIT.org).- In vista delle elezioni di questo giovedì in Irlanda del Nord, i Vescovi esortano gli elettori a considerare le questioni relative alla povertà, soprattutto riguardo ai bambini.



Il Consiglio Cattolico dell'Irlanda del Nord sulle Questioni Sociali (NICCOSA), un sottocomitato della Conferenza dei Vescovi Cattolici dell'Irlanda, ha organizzato di recente a Belfast un incontro pre-elettorale sul tema “Dalla crisi alla speranza: lavorare per raggiungere il bene comune”.

L'evento si è concentrato su un documento dallo stesso titolo diffuso a febbraio dalla Conferenza Episcopale.

In un intervento durante l'incontro, il Vescovo Noël Treanor di Down and Connor, presidente della Commissione episcopale per le Questioni Sociali e Internazionali, ha dichiarato che “mentre l'Irlanda del Nord emerge dalla dissonanza del conflitto violento, la dolorosa eredità di fragilità e necessità umana, sociale ed economica incombe sempre più e chiede una risposta concertata e strategica da parte di quanti eleggiamo per le nostre istituzioni politiche”.

Il presule ha riconosciuto che “gli eventi drammatici nel sistema bancario internazionale negli ultimi anni hanno avuto profonde conseguenze sia per gli individui che per le economie nazionali”.

“L'Irlanda del Nord è un'interfaccia unica in questa crisi globale”, ha osservato. “Deve rispondere a tagli drammatici alla spesa pubblica su cui non ha un controllo efficace a causa della situazione economica nel Regno Unito”.

Partnership locali


“E' necessario che la prossima Assemblea riconosca l'importanza di affrontare molte delle più urgenti necessità della nostra società sulla base di partnership con le comunità locali e con tutti gli agenti del capitale sociale che contribuiscono al benessere e alla qualità di vita di quelle comunità”, ha rilevato.

“Il settore in cui ciò è forse più urgente è quello della povertà infantile”, ha commentato il Vescovo, sottolineando che l'Irlanda del Nord ha “i livelli più alti di povertà infantile sia relativa che assoluta di tutte le regioni del Regno Unito e della Repubblica d'Irlanda”.

“Dopo qualche successo iniziale nel ridurre la percentuale di bambini che vivono in assoluta povertà nel periodo tra il 2000 e il 2005, le statistiche sottolineano un aumento dei livelli di povertà assoluta tra i bambini dell'Irlanda del Nord negli ultimi tre anni”, ha aggiunto.

“E' un'accusa terribile alle nostre priorità sociali ed economiche come società e alla determinazione dei nostri politici e di altri nell'affrontare la questione”.

“Più di 100.000 bambini in Irlanda del Nord vivono in povertà”, ha continuato il Vescovo.

“Ciò è inaccettabile. Per ogni cittadino l'orrore di questa povertà deve essere una questione fondamentale per determinare quale partito e quale politico votare nelle prossime elezioni”.

Dovere di giustizia

“Per i cristiani”, ha osservato il Vescovo Treanor, “considerare tale questione come prioritaria è un dovere fondamentale di giustizia che deriva direttamente dall'imperativo evangelico di dare priorità nelle nostre cure ai 'piccoli' di Dio”.

“L'obiettivo fondamentale dietro a tutte le nostre decisioni e alle nostre azioni come cittadini, incluso come utilizziamo il nostro voto, dovrebbe essere quello di costruire una società degna della persona umana”.

“Quanti cercano di limitare il ruolo o lo scopo del credo religioso alla sfera privata minano i principi della libertà, del pluralismo e della democrazia”, ha dichiarato.

“I cristiani hanno il diritto e il dovere di contribuire alla vita culturale, economica, politica e sociale della società a cui appartengono”.

“Sono chiamati ad essere cittadini attivi che lavorano per il bene comune attraverso la loro partecipazione a tutto ciò che contribuisce allo sviluppo integrale della società e della persona”.

Il presule ha affermato che “ciò include il dovere di valutare le opzioni in un'elezione e di scegliere i candidati o i partiti che sostengono maggiormente la dignità di ogni persona, dal concepimento alla morte naturale, e lo sviluppo integrale della società costruendo il bene comune”.

“Tutti i cristiani hanno un serio dovere di votare nelle prossime elezioni dell'Assemblea e di usare quel voto in conformità alla propria coscienza cristiana e ai valori che promuoveranno il bene comune della nostra società”, ha concluso.