Episcopato del Perù: la pillola del giorno dopo è abortiva e contraria alla Costituzione

Comunicato del Consiglio di Presidenza della Conferenza Episcopale Peruviana

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LIMA, mercoledì 7 aprile 2004 (ZENIT.org).- Di fronte al progetto del Ministero della Sanità peruviano di effettuare una campagna di distribuzione della “pillola del giorno dopo”, il Consiglio di Presidenza dell’episcopato peruviano ha messo in guardia, venerdì scorso, sugli effetti abortivi del farmaco e della sua incompatibilità con la Costituzione del Paese.



Pubblichiamo di seguito il testo integrale del comunicato.


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COMUNCIATO DEL CONSIGLIO DI PRESIDENZA DELLA
CONFERENZA EPISCOPALE PERUVIANA



Di fronte al progetto di promuovere, attraverso il Ministero della Sanità, una campagna di distribuzione della cosiddetta “pillola del giorno dopo”, nella nostra veste di pastori della Chiesa cattolica in Perù ci vediamo costretti a manifestare:

1. La nostra più energica protesta di fronte alla distorsione della verità riguardo alla pillola: i meccanismi d’azione riconosciuti scientificamente al prodotto conosciuto come la “pillola del giorno dopo”, il cui scopo è la mancanza di concepimento, fino a questo momento includono:

- L’inibizione dell’ovulazione
- Il ritardo della mobilità degli spermatozoi
- Un effetto sulla mucosa dell’utero che non permette l’impianto dell’embrione umano, causando la perdita dello stesso. PER QUEST’ULTIMO EFFETTO, LA PILLOLA E’ ABORTIVA.

2. Questa campagna indebolisce sempre più il nostro sostegno morale come società, perché, volendo decidere sulla vita del bambino che deve ancora nascere, che è poi il diritto fondamentale e primario, si aprirà la strada ad una frattura ancora più grande all’interno della nostra società.

3. Questa campagna si colloca al di fuori del contesto costituzionale vigente, dato che la nostra Carta Fondamentale stabilisce al capitolo I, articolo 2, che lo Stato riconosce il concepito come soggetto di diritto in tutto quanto lo favorisca, e la prima cosa che lo favorisce è il suo diritto a vivere.

4. Il bene di una creatura non si opporrà mai al bene di sua madre, e presentare il bene di uno e quello dell’altra come contrapposti è falso.

5. Rivolgiamo un appello agli uomini di buona volontà affinché, difendendo la dignità di ogni persona umana, si facciano difensori di coloro che non hanno voce e che per questo rischiano di essere privati del primo diritto: la vita.

6. Chiediamo alle istituzioni e alle persone responsabili di vigilare affinché nella nostra Patria sia rispettata la legalità e di agire in modo efficace per difendere il rispetto della Costituzione.

Concludendo, in questa settimana Santa invitiamo tutti, sacerdoti e fedeli, a pregare e a riaffermare una campagna a favore della vita, che è ciò che Cristo è venuto a portarci con la Sua Morte e Resurrezione.

Lima, 2 aprile 2004

+ José Hugo Garaycoa Hawkins
Vescovo di Tacna e Moquegua
Presidente della Conferenza Episcopale Peruviana

+ Miguel Cabrejos Vidarte, OFM
Arcivescovo di Trujillo
Primo Vicepresidente della CEP

+ José Ríos Reynoso
Arcivescovo di Arequipa
Secondo Vicepresidente della CEP