Eroi mitici o protagonisti umili della storia?

Lettera del Vescovo Lorenzo Leuzzi agli studenti universitari di Roma per l'inizio del nuovo anno

Roma, (Zenit.org) Lorenzo Leuzzi | 272 hits

Cari studenti universitari,

da poche ore è iniziato il nuovo anno 2014. Mi unisco agli auguri che Papa Francesco ha rivolto a tutta l’umanità nella recita del primo Angelus con queste parole: “All’inizio del nuovo anno rivolgo a tutti voi gli auguri di pace e di ogni bene. Il mio augurio è quello della Chiesa, è quello cristiano! Non è legato al senso un po’ magico e un po’ fatalistico di un nuovo ciclo che Quando ho letto nel bollettino vaticano queste parole di Papa Francesco avevo da poco concluso la celebrazione eucaristica.

Nell’omelia avevo spiegato ai presenti come si scrive la data in modo completo, come l’avevo imparato negli anni delle scuole elementari. Ricordo che la maestra, all’inizio di ogni lezione, ci invitava a scrivere sul quaderno in alto la data: “Città, giorno, mese, anno, d. C.”. Se ci pensiamo un po’, da alcuni anni, forse decenni, la data si tronca dopo l’anno. Nessuno di voi, forse, ha mai scritto la data in modo corretto. Forse ci si ricorda del problema leggendo i libri di storia.

Ma perché è accaduto e accade questo? Perché la nascita di Gesù, da cui prende origine il computo degli anni in larga parte dell’umanità, è diventata sempre più insignificante rispetto al tempo, una semplice casualità. Infatti il tempo può essere contato a partire da diverse esperienze sia umane che naturali.  Ma ciò è indifferente per la vita dell’uomo? Papa Francesco ci ha ricordato che esiste un modo magico e fatalistico di computare il tempo e un modo cristiano. Ossia l’uomo può afferrare il tempo come cronologia o può scoprirlo come genealogia.

Il d.C. (dopo Cristo) è il segno di questa duplicità: cronologia o genealogia. È una scelta. Tu vuoi vivere nella cronaca o nella costruzione della storia? Ossia, vuoi essere un eroe mitico o un protagonista della storia, umile e autorevole? È la grande scelta che si pone davanti a noi dopo aver celebrato il Natale.

Il Bambino che abbiamo incontrato nella Grotta di Betlemme ci ha liberati dalla cronologia per inserirci nella genealogia, dove ciascuno di noi ha un’origine e un nome. Nella cronologia non c’è bisogno che sia garantita la propria identità, nella genealogia, invece, non si può vivere senza rivelare la propria identità.

Cari amici, 

noi siamo quelli del "d.C.". Noi abbiamo conosciuto Colui che può liberarci dalla cronologia, non solo perché è entrato anche Lui nella genealogia dell’umanità, ma perché ci garantisce di avere un’identità, di essere interpellati con il tu (ted. Du) e non con l’esso (ted. Es). Quel Bambino è la garanzia che ciascuno di noi è qualcuno! Tutti quelli che nascono d.C. hanno questa certezza. Ma non tutti lo sanno. Forse neanche noi! Entra anche tu nella genealogia. Non importa se tra gli anelli della tua genealogia ci sono personaggi un po’ discussi. Non ti vergognare! Ricordati che sei nato d. C.. Cosa sarebbe il mondo se tutti gli uomini nati d.C. decidessero di uscire dalla cronologia della storia? Non esisterebbero più uomini e donne senza origine, senza dignità, classificati in classi sociali, illusi da una cronaca che si consuma nell’apparire!

Nel terzo millennio cresce sempre di più il bisogno di atleti disponibili a far parte della staffetta della storia, di uomini e donne che con gioia e fiducia si assumono la responsabilità di dover consegnare il testimone della genealogia alle nuove generazioni ed evitare che l’umanità si lasci ingabbiare, ancora una volta, dall’illusione della cronologia.

Ecco perché è importante saper scrivere correttamente la data. Non è la propaganda di una fede religiosa, ma è l’annuncio che Dio si è fatto carne, che il tempo è ormai pieno per ogni esistenza. Insegna ai piccoli a scrivere la data. Impegnati ogni giorno a scriverla nel tuo diario perché la tua vita diventi anello forte e duraturo per il futuro della tua generazione e delle prossime. È la gioia di vivere nel tempo con la consapevolezza di essere un tu da donare ai fratelli, cercando sempre il loro bene e mai il tuo interesse. “Allora la gloria del Signore brilla sopra di te” (Is.60,1) È questo l’augurio cristiano di Papa Francesco. E anche il mio!

Vostro

+ Lorenzo, vescovo