Famgilia: fucina vitale ed educativa

Il nucleo tradizionale a confronto con i nuovi modelli di convivenza

Roma, (Zenit.org) Osvaldo Rinaldi | 310 hits

Volendo analizzare la crisi della società odierna è doveroso partire dalla situazione delle famiglie. La vita incontra nella famiglia il suo inizio, la sua crescita e la sua maturazione per essere preparati a formare una nuova famiglia.

Potremo dire che la famiglia è una fucina vitale ed educativa continuamente all’opera, poichè tramanda la sua vocazione di padre in figlio e di madre in figlia. L’eredità della missione familiare è il principio della trasmissione e della prosecuzione della vita delle nuove generazioni.

Oggi si assiste a correnti ideologiche di pensiero, guidate magistralmente da poteri forti governativi ed economici, che cercano di proporre nuovi modelli di famiglia e nuovi orientamenti culturali e sociali.

La famiglia, quella cosidetta tradizionale, formata da un marito ed una moglie, che contrae un matrimonio con la promessa di mantenerlo per tutta la vita e che è aperta all’accoglienza dei figli che Dio vorrà donare, è ritenuta da molti una istituzione del passato.

Oggi questa istituzione è soppiantata da nuovi modelli di famiglia che prevedono un matrimonio a tempo determinato, un matrimonio tra persone dello stesso sesso, un legame civile tra persone che pretendono diritti senza assumersi la responsabilità dei propri doveri. 

La crisi della famiglia tradizionale è evidente. Non si può nascondere che negli ultimi decenni il triste fenomeno delle separazioni, dei divorzi e dell’assenza della missione educativa dei genitori verso i figli, siano stati la causa profonda dell’attuale malessere umano e sociale. 

Riconoscere l’esistenza della crisi della famiglia non significa indebolire o annullare questa antichissima istituzione. Al contrario, proprio perchè la famiglia tradizionale è la culla della vita, essa deve essere sostenuta con maggiore tenacia, proprio perchè attaccata nelle sue fondamenta.

Le diversità caratteriali e comportamentali tra l’uomo e la donna, considerate da sempre come una ricchezza di complementarietà e di arricchimento reciproco, oggi sono percepiti come ostacoli insormontabili di convivenza. L’ideologia che serpeggia nei nostri tempi è quella di annullare le differenze, proponendo l’alterazione della propria identità, per giungere a legittimare legami tra persone dello stesso sesso.Tutto questo illudendosi di aver trovato una medicina alternativa per risolvere i vecchi problemi delle famiglia tradizionale.

Questo attacco alla famiglia nasce già dall’infanzia, quando la teoria dei gender cerca di proporre l’ideologia della scelta del propio istinto sessuale, a prescindere dalla caratteristiche somatiche del proprio corpo.

Ed è curioso riscontrare che quando viene violato il principio natuale dell’appartenenza univoca ad un sesso, vengono proposte tante forme di procreazioni artificiali per garantire il desiderio di maternità e paternità. La nascita delle nuove forme di famiglia innaturali procede di pari passo con l’utilizzo di nuove forme di procreazioni innaturali, e al tentativo di accedere all’adozione di bambini da parte di persone sole o di coppie omosessuali. 

Tutto questo provoca sgomento e preoccupazione da parte di coloro che credono nell’istituzione familiare tradizionale, ma non dobbiamo mai cadere nella tentazione del giudizio. E’ evidente che tutto questo è frutto di un grande malessere interiore e rappresenta un serio attacco all’accoglienza naturale della vita umana. E’ chiaro che si tratta di un piano del maligno che ha trovato molti collaborati per cercare di portarlo a compimento. Laddove Cristo non è presente, Satana con le sue astuzie e la sua seduzione cerca di guadagnare terreno proponendo i suoi disegni di manipolazione della verità. 

Proprio per la presenza dell’inganno diabolico che cerca di avvelenare silenziosamente la visione della famiglia naturale, che ha il suo modello e la sua ispirazione nella Santa Famiglia di Nazareth,  è necessario combattere questi fenomeni a livello ecclesiale. La Chiesa, in quanto prolungamento della missione di Cristo, invita ogni fedele a diventare portavoce e testimone dei valori naturali della famiglia insiti nel cuore di ogni essere vivente. 

Il punto di partenza da cui partire sarà proprio quello di capire quale siano state le cause che hanno condotto a questa situazione. Il nodo cruciale è sicuramente l’indebolimento della fede, causata dall’allontamento di tutti i membri della famiglia dalla vita sacramentale ed ecclesiale. Diventando sordi alla Parola di Dio e trascurando i valori cristiani dell’accoglienza, del dialogo e del perdono, il tessuto familiare si sgretola. Vivendo la famiglia in questo modo, essa viene percepita come una prigione, invece di essere quello spazio vitale dove crescere per prepararsi alle sfide e agli impegni della vita futura. 

Quando viene a mancare l’autorità amorevole del padre che rimprovera i suoi figli senza giungere ad una insana esasperazione o una rigida oppressione; quando le madri invece di trasmettere affetto e calore umano si trasformano in scudo che vuole proteggere i propri figli da ogni difficoltà e sofferenza, allora i figli non riconoscono la loro collacazione all’interno della famiglia. Invece, quando i figli vedono riconoscersi una responsabilità graduale e controllata da parte dei genitori, avvertono che la famiglia è quell’ambiente che li sta preparando a rispondere degnamente alla loro vocazione. Così la famiglia partorirà figli maturi capaci di affrontare le sfide della vita. 

Senza dimenticare che la  trasmissione della fede è l’eredità più preziosa che i genitori cristiani lasceranno ai loro figli. La fede è quel tesoro spirituale accessibile da subito da parte dei figli. E’ possibile attingere da essa senza aspettare la morte dei genitori, come invece avviene per lasciti testamentari. La fede e la speranza cristiana sono una ricchezza da gadere già dal momento in cui vengono ricevuti, accolti e creduti.