Famiglia piccola città. Le relazioni familiari e la formazione dei cittadini

In Emila Romagna, il terzo dei 16 Convegni pubblici regionali promossi dall'Azione Cattolica in preparazione alla prossima Settimana sociale dei cattolici Italiani

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PARMA, giovedì, 15 novembre 2012 (ZENIT.org) - Dopo Foligno e Brindisi e la volta di Parma. Nel capoluogo emiliano si terrà il terzo dei 16 Convegno pubblici regionali promossi dalla Presidenza nazionale dell’Azione Cattolica Italiana congiuntamente alle Delegazioni regionali dell’associazione allo scopo di offrire un contributo alla fase di preparazione alla prossima Settimana sociale dei cattolici italiani dell’ottobre 2013.

Ognuno dei 16 appuntamenti prende in considerazione, da uno specifico angolo prospettico, il tema più generale della famiglia concepita come risorsa essenziale della nostra società, in modo da individuare, attraverso il dialogo con le istituzioni territoriali e la società civile, nodi e prospettive tra loro complementari e toccare i diversi argomenti che saranno oggetto di riflessione durante i lavori di Torino.

Il tema scelto per il Convegno di Parma è «Famiglia piccola città» e richiama volutamente un vecchio libro di Carlo Carretto, “Famiglia piccola Chiesa”. In quel testo, che ha accompagnato il cammino di diverse generazioni di fidanzati e sposi, Carretto spiegava che l’esperienza della vita famigliare, vissuta nella sua bellezza e radicalità, senza risparmio, costituisce anche un’esperienza di Chiesa: di più, costituisce un’esperienza attraverso cui si concorre a fare la Chiesa.

Lo stesso si può dire in riferimento alla dimensione della cittadinanza: le relazioni e le dinamiche che si intrecciano all’interno delle famiglie e le modalità con cui le famiglie si relazionano al loro esterno non hanno un significato solo “privato”, non sono qualcosa che non ha a che fare con la dimensione “pubblica”, con la dimensione, cioè, della cittadinanza.

«In particolare - spiega Matteo Truffelli, delegato regionale Ac Emilia Romagna - il modo con cui viene costruita e vissuta la complessa rete di relazioni e di processi che si generano nelle famiglie e tra le famiglie esercita sicuramente un ruolo determinante nel formare (oppure nel “deformare”) il modo con cui concepiamo e viviamo il nostro essere cittadini.

La famiglia è, ad esempio - prosegue Truffelli - luogo fondamentale in cui si sperimentano le dinamiche della solidarietà e della responsabilità, dell’autorità e della gratuità, della fedeltà e del rispetto, oppure quelle dell’imposizione, della violenza, dell’egoismo, dell’irresponsabilità. E questo è vero non solo in riferimento alla formazione delle giovani generazioni, ma anche rispetto ai processi di maturazione delle persone adulte».

Il convegno di Parma vuole allora offrire un’occasione pubblica di confronto per gettare uno sguardo sulla realtà delle famiglie del nostro tempo e riflettere sulle opportunità e i nodi problematici con cui deve misurarsi, oggi, una prospettiva di impegno culturale, politico e anche ecclesiale volta a favorire il prodursi di processi virtuosi all’interno delle famiglie stesse, processi che possano essere capaci di formare, non deformare, cittadini responsabili.

Dopo un intervento di saluto di mons. Enrico Solmi, vescovo di Parma e presidente della Commissione episcopale per la Famiglia e la Vita, interverranno ai lavori del convegno Domenico Simeone, docente di Pedagogia generale e sociale (Università Cattolica del Sacro Cuore) e Chiara Giaccardi, docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi (Università Cattolica del Sacro Cuore), che tracceranno un’analisi delle dinamiche che caratterizzano le famiglie oggi e una lettura del loro rapportarsi con la società e con le istituzioni, muovendo dalla convinzione che buone relazioni famigliari costituiscono un indispensabile elemento fondativo per la costruzione della città.

Le conclusioni saranno a cura del presidente nazionale dell’Azione Cattolica Franco Miano. Ai lavori sarà presente mons. Domenico Sigalini, Assistente ecclesiastico generale dell’Ac.