"Fare della nostra vita una testimonianza bella e credibile dell'amore di Dio"

La catechesi di papa Francesco durante l'Udienza Generale di oggi

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Redazione | 395 hits

Riportiamo di seguito la catechesi di papa Francesco durante la tradizionale Udienza Generale del mercoledì, svoltasi questa mattina nell’Aula “Paolo VI” in Vaticano.

Dopo la catechesi, il Santo Padre ha lanciato anche un appello per il terremoto in Cina.

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La Chiesa: 3. Nuova alleanza e nuovo popolo

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Nelle precedenti catechesi abbiamo visto come la Chiesa costituisce un popolo, un popolo preparato con pazienza e amore da Dio e al quale siamo tutti chiamati ad appartenere. Oggi vorrei mettere in evidenza la novità che caratterizza questo popolo: si tratta davvero di un nuovo popolo, che si fonda sulla nuova alleanza, stabilita dal Signore Gesù con il dono della sua vita. Questa novità non nega il cammino precedente né si contrappone ad esso, ma anzi lo porta avanti, lo porta a compimento.

1. C’è una figura molto significativa, che fa da cerniera tra l’Antico e il Nuovo Testamento: quella di Giovanni Battista. Per i Vangeli Sinottici egli è il «precursore», colui che prepara la venuta del Signore, predisponendo il popolo alla conversione del cuore e all’accoglienza della consolazione di Dio ormai vicina. Per il Vangelo di Giovanni è il «testimone», in quanto ci fa riconoscere in Gesù Colui che viene dall’alto, per perdonare i nostri peccati e per fare del suo popolo la sua sposa, primizia dell’umanità nuova. Come «precursore» e «testimone», Giovanni Battista ricopre un ruolo centrale all’interno di tutta la Scrittura, in quanto fa da ponte tra la promessa dell’Antico Testamento e il suo compimento, tra le profezie e la loro realizzazione in Gesù Cristo. Con la sua testimonianza Giovanni ci indica Gesù, ci invita a seguirlo, e ci dice senza mezzi termini che questo richiede umiltà, pentimento e conversione: è un invito che fa all’umiltà, al pentimento e alla conversione.

2. Come Mosè aveva stipulato l’alleanza con Dio in forza della legge ricevuta sul Sinai, così Gesù, da una collina in riva al lago di Galilea, consegna ai suoi discepoli e alla folla un insegnamento nuovo che comincia con le Beatitudini. Mosè dà la Legge sul Sinai e Gesù, il nuovo Mosè, dà la Legge su quel monte, sulla riva del lago di Galilea. Le Beatitudini sono la strada che Dio indica come risposta al desiderio di felicità insito nell’uomo, e perfezionano i comandamenti dell’Antica Alleanza. Noi siamo abituati a imparare i dieci comandamenti – certo, tutti voi li sapete, li avete imparati nella catechesi - ma non siamo abituati a ripetere le Beatitudini. Proviamo invece a ricordarle e a imprimerle nel nostro cuore. Facciamo una cosa: io le dirò una dopo l’altra e voi farete la ripetizione. D’accordo?

Prima: “Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli”.[Aula ripete]

“Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati”. [Aula ripete]

“Beati i miti, perché avranno in eredità la terra”. [Aula ripete]

“Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati”.[Aula ripete]

“Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia”.[Aula ripete]

“Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio”.[Aula ripete]

“Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio”.[Aula ripete]

“Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli”.[Aula ripete]

“Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia”. Vi aiuto: [ripete con la gente] “Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia”.

“Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli”.[Aula ripete]

Bravi! Ma facciamo una cosa: vi do un compito a casa, un compito da fare a casa. Prendete il Vangelo, quello che portate con voi… Ricordate che dovete sempre portare un piccolo Vangelo con voi, in tasca, nella borsa, sempre; quello che avete a casa. Portare il Vangelo, e nei primi capitoli di Matteo - credo nel 5 - ci sono le Beatitudini. E oggi, domani a casa leggetele. Lo farete? [Aula: Sì!] Per non dimenticarle, perché è la Legge che ci dà Gesù! Lo farete? Grazie.

In queste parole c’è tutta la novità portata da Cristo, e tutta la novità di Cristo è in queste parole. In effetti, le Beatitudini sono il ritratto di Gesù, la sua forma di vita; e sono la via della vera felicità, che anche noi possiamo percorrere con la grazia che Gesù ci dona.

3. Oltre alla nuova Legge, Gesù ci consegna anche il “protocollo” sul quale saremo giudicati. Alla fine del mondo noi saremo giudicati. E quali saranno le domande che ci faranno là? Quali saranno queste domande? Qual è il protocollo sul quale il giudice ci giudicherà? E’ quello che troviamo nel venticinquesimo capitolo del Vangelo di Matteo. Oggi il compito è leggere il quinto capitolo del Vangelo di Matteo dove ci sono le Beatitudini; e leggere il 25.mo, dove c’è il protocollo, le domande che ci faranno il giorno del giudizio. Non avremo titoli, crediti o privilegi da accampare. Il Signore ci riconoscerà se a nostra volta lo avremo riconosciuto nel povero, nell’affamato, in chi è indigente ed emarginato, in chi è sofferente e solo… È questo uno dei criteri fondamentali di verifica della nostra vita cristiana, sul quale Gesù ci invita a misurarci ogni giorno. Leggo le Beatitudini e penso come deve essere al mia vita cristiana, e poi faccio l’esame di coscienza con questo capito 25 di Matteo. Ogni giorno: ho fatto questo, ho fatto questo, ho fatto questo… Ci farà bene! Sono cose semplici ma concrete.

Cari amici, la nuova alleanza consiste proprio in questo: nel riconoscersi, in Cristo, avvolti dalla misericordia e dalla compassione di Dio. È questo che riempie il nostro cuore di gioia, ed è questo che fa della nostra vita una testimonianza bella e credibile dell’amore di Dio per tutti i fratelli che incontriamo ogni giorno. Ricordatevi i compiti! Capitolo quinto di Matteo e capitolo 25 di Matteo. Grazie!

[Appello del Santo Padre:]

Esprimo la mia vicinanza alle popolazioni della provincia cinese dello Yunnan, colpite domenica scorsa da un terremoto che ha provocato numerose vittime e ingenti danni. Prego per i defunti e per i loro familiari, per i feriti e per quanti hanno perso la casa. Il Signore dia conforto, speranza e solidarietà nella prova.

[Saluto finale ai pellegrini italiani:]

Cari pellegrini di lingua italiana: benvenuti! Sono lieto di accogliere le Figlie dei Sacri Cuori di Gesù e Maria – Istituto Ravasco -, le Suore Teatine dell’Immacolata Concezione, le Serve di Maria Riparatrici e le Suore Francescane Adoratrici della Santa Croce, qui convenute in occasione dei rispettivi Capitoli Generali. Saluto i gruppi parrocchiali, i giovani che hanno portato la fiaccola della Speranza per la tendopoli di San Gabriele dell’Addolorata e le famiglie partecipanti alla terza Marcia francescana dalla Sicilia ad Assisi. La visita alle Tombe degli Apostoli accresca in voi il proposito di manifestare in concrete opere di carità la fede nel Signore.

Il nostro pensiero va oggi al Venerabile Servo di Dio Paolo VI, nell’anniversario della morte avvenuta il 6 agosto 1978. Lo ricordiamo con affetto e con ammirazione, considerando come egli visse totalmente dedito al servizio della Chiesa, che amò con tutto se stesso. Il suo esempio di fedele servitore di Cristo e del Vangelo sia di incoraggiamento e di stimolo per tutti noi.

Un particolare pensiero rivolgo ai giovani, agli ammalati e agli sposi novelli. La Festa della Trasfigurazione del Signore aiuti tutti a non perdere mai la speranza, ma ad abbandonarci nelle mani del Cristo che, senza nostro merito, ci ha salvati e redenti. Grazie.

[© Copyright 2013 - Libreria Editrice Vaticana]