Fertilità e infertilità: testimoni di speranza

Un libro risponde all'appello dell'Humanae vitae

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di Antonio Gaspari

ROMA, venerdì, 3 ottobre 2008 (ZENIT.org).- Per rispondere all'appello dell'Enciclica Humanae vitae a una paternità e maternità responsabile coerente con i disegni del Creatore, la bioeticista Angela Maria Cosentino ha scritto e pubblicato il libro "Testimoni di speranza- Fertilità e infertilità: dai segni ai significati" (Cantagalli Siena, 2008, pp. 256, 17 euro).

Con la Prefazione di Monsignor Sergio Nicolli, Direttore dell'Ufficio Famiglia CEI e la Presentazione di Medua Bodoni Dedé, già Presidente della Confederazione Italiana Centri per la Regolazione Naturale della Fertilità, il libro raccoglie cinquanta testimonianze provenienti da diverse aree (educativa, familiare, culturale, socio-formativa e pastorale) che evidenziano alcuni frutti del servizio di educazione alla procreazione responsabile con l'applicazione dei metodi naturali, in ordine sia alla fertilità che all'infertilità.

A quarant'anni dall'Humanae vitae di Paolo VI, Angela Maria Cosentino, docente ai Corsi estivi di pastorale familiare, all'Istituto Giovanni Paolo II e delegata per la Confederazione Centri per la Regolazione Naturale della Fertilità al Forum delle Associazioni Familiari, riserva particolare attenzione alle coppie che, "ricercando la gravidanza, hanno sperimentato come l'educazione alla procreazione responsabile apra a prospettive di fecondità anche diverse dalla procreazione".

"Le coppie che hanno vissuto problemi di fertilità - ha spiegato la Cosentino a ZENIT - testimoniano che è possibile non essere travolti dal ‘miraggio' del figlio a tutti i costi e la loro esperienza può incoraggiare altre coppie in analoghe situazioni".

"A conferma che, in un tempo difficile ma collocato in un orizzonte di speranza, il mondo contemporaneo - come ha segnalato Paolo VI - ha bisogno non solo di maestri ma anche di testimoni", ha affermato la bioeticista.

Le coppie che hanno applicato i metodi naturali riportate nel volume sono divise in 5 gruppi: coppie che hanno ottenuto la gravidanza; che si sono rivolte all'adozione; che si sono aperte ad un servizio di volontariato; che hanno accettato l'infertilità; che hanno applicato la conoscenza della fertilità per distanziare/evitare la gravidanza.

Ogni gruppo è caratterizzato da un albero-simbolo e da una poesia (che si ispira alla prima testimonianza riportata). Ogni storia, che valorizza la sofferenza e la gioia, è preceduta da una breve sintesi che accompagna a cogliere lo specifico significato del contributo.

"Le esperienze raccolte, segni credibili di una fede amica dell'intelligenza, rappresentano alcuni frutti di un servizio nato in risposta all'appello dell'Humanae vitae di valutare la natalità nel rispetto dei valori in gioco", ha sostenuto la Cosentino, aggiungendo che si tratta di "un richiamo che appare particolarmente attuale ancora oggi, alla luce degli interrogativi sollevati sia dalle tecniche applicate alla procreazione umana sia dall'urgente emergenza educativa".

Le testimonianze, ha precisato la bioeticista, "segnalano alcuni indicatori della valenza di un servizio che, con oltre 1000 insegnanti della Confederazione (www.confederazionemetodinaturali.it), accompagna a risalire dai segni ai significati (tra i quali, essere immagine e somiglianza di Dio), contribuendo a contrastare alcune frammentazioni degli attacchi incrociati contro la famiglia e la vita che caratterizzano l'onda lunga del '68".

Il testo, che richiama la continuità del Magistero di Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, è consigliato non solo agli studenti di pastorale familiare, morale speciale, agli operatori impegnati nella tutela della vita e della salute procreativa, tra i quali gli insegnanti dei metodi naturali, ma anche alle coppie e a tutti coloro che si interessano dei valori non negoziabili della famiglia e della vita.

Il volume è corredato da ricchi riferimenti bibliografici e da un glossario contenente spunti di riflessione su alcune attuali questioni bioetiche, per valorizzare la portata antropologica del messaggio dell'Humanae vitae.