Festa del Sacro Cuore di Gesù nella Basilica Salesiana a Roma

Conferenza di Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani, sulla Basilica a 150 anni dall'Unità d'Italia e a 125 anni dalla dedicazione

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di Eugenio Fizzotti

ROMA, lunedì, 11 giugno 2012 (ZENIT.org).- Risale al 1870 la decisione del Papa Pio IX di acquistare a Roma un terreno lungo la via Marsala, accanto all’attuale Stazione ferroviaria Termini, per edificarvi un tempio da dedicare a San Giuseppe che l’8 dicembre dello stesso anno aveva dichiarato “Patrono della Chiesa Universale”.

Toccò concretamente al suo successore Leone XIII, eletto il 3 marzo 1878, di incaricare la Federazione Piana delle Società Cattoliche di riscuotere delle offerte e di affidare a una commissione presieduta dal marchese Giulio Merighi e formata dal cardinale Vicario, dal marchese Patrizi e dall’avvocato Tongiorgi, di far avviare la costruzione della Chiesa, poiché alla morte del suo predecessore esisteva solo il terreno per edificarla.

Ed è interessante sapere che il Cardinale Gaetano Alimonda, che alcuni anni dopo fu inviato a Torino come Arcivescovo, convinse il Papa di affidare l’impresa della costruzione a Don Bosco e avendogli detto nell’incontro: «Non potrò tuttavia somministrarvi danari» il Papa ricevette come risposta da Don Bosco un’espressione particolarmente consolante: «A Vostra Santità io non chiedo danari: imploro soltanto l’apostolica benedizione e quei favori spirituali che potessero giovane all’impresa».

E ottenuta l’approvazione dei membri del suo Consiglio generale, Don Bosco decise di far costruire accanto alla chiesa, che fu dedicata al Sacro Cuore invece che a San Giuseppe, anche un ospizio per l’educazione dei giovani. Ed effettuò viaggi in Francia e in Spagna per raccogliere tra i benefattori la somma necessaria per portare avanti la realizzazione del progetto. E fu il 13 maggio 1887 quando, accolto amorevolmente dal Papa, gli offrì la costruita chiesa del Sacro Cuore come «un monumento perenne dell’affetto e della devozione che stringe me e tutti i Salesiani, le Figlie di Maria Ausiliatrice e il Cooperatori dell’opera nostra alla Cattedra di Pietro».

Dopo aver assistito con molta commozione alla Consacrazione della Chiesa, fatta il 14 maggio dal Cardinale Vicario Lucido Maria Parocchi, Don Bosco due giorni dopo volle celebrare la Messa all’altare di Maria Ausiliatrice e più di 15 volte ruppe in lacrime, impressionando talmente i presenti che molti si misero a piangere anch’essi e, al termine, gli si strinsero attorno, gli baciarono i paramenti e le mani e lo supplicarono di benedirli con entusiasmo e profonda tenerezza.

Sul retro della Basilica ancora oggi viene conservato un ambiente che ricorda il passaggio e la permanenza di Don Bosco a Roma e che familiarmente viene chiamato “le Camerette di Don Bosco”, avendovi alloggiato dal 30 aprile al 18 maggio 1887.

In quel tempo lo spazio era suddiviso in due stanze separate da una parete che qualche anno fa è stata abbattuta per consentire l’ampliamento in funzione di una cappella per la preghiera personale o dei gruppi. In forma estremamente concreta la prima stanza veniva utilizzata da Don Bosco come studio per il ricevimento di quanti desideravano incontrarlo, mentre la stanza attigua era attrezzata come camera da letto, con l’aggiunta di un altare ad armadio per la celebrazione privata della Messa da parte del Santo, ormai molto affaticato e in condizioni precarie di salute. E quando la Chiesa riconobbe la santità di Don Bosco questi ambienti divennero meta di continui pellegrinaggi e di devota permanenza in preghiera. E in fase di studio è un progetto di ulteriore intervento strutturale dell’ambiente, allo scopo di migliorare l’accesso dei pellegrini, la possibilità della sosta in preghiera e il contatto con la storia di Don Bosco attraverso spazi museali e documentari.

La vigilia della Festa del Sacro Cuore, che quest’anno viene celebrata venerdì 15 giugno, alle ore 18.00 la S. Messa sarà presieduta da Mons. Andrea Lonardo, direttore dell’Ufficio catechistico della Diocesi di Roma, e alle ore 19.00 il prof. Antonio Paolucci, storico dell’arte italiana, nominato dal Papa nel novembre 2007 direttore dei Musei Vaticani, ex Ministro per i Beni Culturali e Soprintendente per il Polo Museale a Firenze, fornito di una consolidata e riconosciuta esperienza, anche a livello internazionale, terrà una conferenza sul tema: “La Basilica del S. Cuore nel contesto dell’arte romana a 150 anni dall’Unità politica d’Italia e a 125 anni dalla sua costruzione e dalla sua consacrazione”.

Il giorno della Solennità del S. Cuore, venerdì 15, alle ore 18.00 la S. Messa sarà presieduta dal Card. Giuseppe Versaldi che prenderà anche possesso del Titolo della Basilica diaconale. Con un discreto itinerario (partendo da Via Marsala, attraversando Piazza Indipendenza e percorrendo Via Palestro, Via Milazzo, Via Magenta e Via Vicenza) alle 19 avrà poi luogo la Processione, accompagnata dalla banda musicale di Torrimpietra, e al suo termine la Banda Nazionale della Polizia di Stato terrà un appassionato e apprezzato concerto.