Firmato a Bangui, in Centrafrica, il "Patto Repubblicano" stilato a Sant'Egidio

L'Accordo impegna le forze vive della nazione nella difesa della democrazia e dei diritti umani e nella promozione dei valori della Repubblica per una governance di pace e progresso per il paese

Roma, (Zenit.org) | 248 hits

Un importante passo verso la pace e la stabilizzazione del Centrafrica è stato compiuto oggi a Bangui. Alla presenza del corpo diplomatico e dei rappresentanti delle organizzazioni internazionali, nonché dell’intero governo della Repubblica Centrafricana, il Presidente della Repubblica, Michel Djotodia, il Primo Ministro, Nicolas Ntiangaye, e il presidente del Consiglio Nazionale di Transizione, Alexandre-Ferdinand Nguendet , hanno firmato il “Patto Repubblicano”. Il documento era stato stilatoa Roma, nella sede della Comunità di Sant’Egidio durante i colloqui di pace per il Centrafrica avvenuti il 6 e 7 settembre, che hanno coinvolto rappresentanti del governo di Bangui, del Consiglio nazionale di transizione, della società civile e delle confessioni religiose. Della firma dà notizia un comunicato della Comunità.

Il “Patto Repubblicano” mira ad impegnare le forze vive della nazione nella difesa del quadro democratico e dei diritti umani e nella promozione dei valori della Repubblica per una governance di pace e di progresso per tutto il paese, predisponendo altresì una serie di meccanismi permanenti per la prevenzione e la gestione dei conflitti. Il patto repubblicano indica alcune linee guida per l’azione di tutti all’interno dello stato e della società. Ribadisce i seguenti punti: 

1) la necessità di dare sicurezza ai cittadini attraverso il disarmo delle milizie ed il ritorno alla normale attività dello stato

2) la necessità di garantire il ritorno dei rifugiati interni ed esterni alle loro case e di aiutare il loro reinserimento

3) il rifiuto della violenza come mezzo per accedere al potere

4) la scelta per una collaborazione e un dialogo costruttivo tra le parti politiche e il rifiuto  dello scontro

5) la necessità di rafforzare le istituzioni e di lavorare durante l’attuale fase di transizione politica (che è prevista della durata di poco meno di due anni) per preparare il paese e le sue strutture alla democrazia rappresentativa, per garantire la piena libertà di tutti i cittadini

6) la lotta alla corruzione e la difesa dei beni pubblici e privati

7) la necessità di agire per il bene comune a favore del popolo centrafricano, che è la principale risorsa nazionale.

8) la richiesta alla Comunità di Sant’Egidio di continuare la sua azione di promozione della pace e del dialogo in Centrafrica.