Fiuggi Family Festival: da un cuore aperto nascono cose vere

La presidente Antonella Bevere traccia un bilancio della sesta edizione

Fiuggi, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 299 hits

Il Fiuggi Family Festival ha concluso la sua sesta edizione. Come ogni estate, a partire dal 2008, tante famiglie di tutta Italia si sono date appuntamento nella località termale, per trascorrere una settimana all’insegna del cinema, della musica e della cultura, entrando a contatto diretto con personaggi dello spettacolo che condividono i loro valori.

La presidente del Festival, Antonella Bevere Astrei, ha espresso a ZENIT la sua soddisfazione per l’esito dell’evento, commentando le novità e le particolarità di questa edizione.

Dott.ssa Bevere, un bilancio complessivo del Festival?

Antonella Bevere: Abbiamo avuto otto giorni, con momenti di festa la sera, dalle cinque a mezzanotte, mentre le attività più “culturali” le abbiamo lasciate alla mattina. Siccome è una vacanza, questi sono i nostri incontri: momenti di incontro, momenti di svago in cui ci si diverte, ci si rilassa, si sta insieme, si gode delle relazioni familiari…

Quest’anno siete tornati alla formula della durata di una settimana (otto giorni per la precisione), rispetto ai tre giorni dello scorso anno…

Antonella Bevere: Il Festival in realtà è sempre stato di una settimana, poi c’è stata la scelta, da parte del direttore organizzativo, di accorpare tutto, e di svolgere tutto dalla mattina alla sera, per tre giorni, pensando che le persone potessero spostarsi più facilmente nell’arco di un tempo più breve ma non è risultato l’ideale: la cosa più bella è rilassarsi la sera.

Nell’edizione appena conclusa, c’è stato un personaggio-chiave?

Antonella Bevere: Sono in tanti: dal regista Paolo Bianchini ai ragazzi del nostro staff, che hanno lavorato e si sono impegnati molto. Se c’è stato qualcuno che ci ha accompagnato, è stato con noi e ci ha fatto l’onore di farci compagnia è stato Franco Fasano: lui, con il suo sorriso semplice, alla mano ha suonato e ha cantato assieme alle White Nymphs, ma ha cantato anche per strada con i ragazzi, suonando il pianoforte, e cantando assieme a tutti noi canzoni che non aveva mai interpretato prima. Venuto a Fiuggi con sua moglie e sua figlia di nove anni, Franco è stato con noi in questo Festival e lo ha segnato.

Può darmi un commento sulla proposta cinematografica, sia per quanto riguarda i film in concorso che quelli fuori concorso?

Antonella Bevere: La qualità dei film è molto alta, specie tra i film in concorso. Negli anni sono diventati film sempre meno “di nicchia”, al punto che ci spingono a favorirne la distribuzione. Sono film per tutti e adatti ad un target familiare. Quello che è cambiato sono le sale sempre più stracolme, ai limiti della regolarità per le misure di sicurezza, incredibilmente piene di persone.

Durante la mattina di sabato, avete lanciato un’iniziativa interessante per quanto riguarda l’occupazione giovanile.

Antonella Bevere: Abbiamo presentato il Progetto Cooperativo, per avvicinare i giovani al lavoro e per sostenere le famiglie – in particolare le donne - nella difficile opera di conciliazione tra famiglia e lavoro. Le iniziative, in particolare di Confcooperative, sono tantissime e la possibilità che abbiamo sempre avuto e in cui i nostri giovani si impegnano hanno portato buoni frutti. Si sta lavorando, nella difficoltà del momento, però è una realtà che va conosciuta.

Quest’anno il Fiuggi Family Festival si è svolto nella stessa settimana di un evento di caratura mondiale: la Giornata Mondiale della Gioventù. C’è uno spirito che accomuna quella manifestazione alla vostra?

Antonella Bevere: C’è una diversità infinita nel numero e nell’importanza ma c’è l’amore per la famiglia che ci accomuna, la consapevolezza che la famiglia è sacra. È un comune punto di partenza, poi noi raccontiamo la famiglia con i film e con le storie, non facciamo discorsi, apologetica o dibattito. Il nostro compito è raccontare storie perché le persone possano pensare e tirare fuori dal loro cuore quello che ritengono più giusto; generalmente da un cuore aperto nascono cose vere.