Francescani dell'Immacolata: fare chiarezza non significa perseguitare

Il Commissario Apostolico, padre Fidenzo Volpi, spiega quanto sta accadendo realmente nella Congregazione

Roma, (Zenit.org) Redazione | 1004 hits

Da alcuni mesi circolano articoli che descrivono i Francescani dell’Immacolata come vittime di una persecuzione operata da parte della Santa Sede. Nel suo Blog, "San Pietro e dintorni" (4 dicembre 2013), il vaticanista Marco Tosatti ha pubblicato parti della lettera di un laico vicino ai Francescani dell’Immacolata che lamentava una situazione di notevole durezza e crudeltà da parte di coloro che stanno guidando l’Ordine verso una realtà più aperta e coerente con le indicazioni del Pontefice. 

Per evitare che si continui a speculare su argomenti non conosciuti, con considerazioni confuse e in contrasto con la realtà dei fatti, padre Fidenzo Volpi, Commissario Apostolico dei Frati Francescani dell'Immacolata, ha scritto e inviato una lettera, che riportiamo intrgralmente.

“Allo scopo di ristabilire la verità e la carità all’interno del nostro Istituto religioso, - ha scritto padre Volpi - per il quale sono stato preposto Commissario Apostolico ad nutum Sanctae Sedis, estendo il mio dovere di giustizia e di misericordia anche nei confronti di ignari lettori, vittime da tempo di un’azione disinformativa avente scopo vendicativo e personalizzato verso religiosi degni e rispettabili, “colpevoli” di aver segnalato abusi e irregolarità nel loro Istituto e di aver obbedito alla Chiesa con la conseguente messa in discussione del proprio ex governo della loro famiglia religiosa. 

Il loro esposto, accolto favorevolmente dalle Congregazioni per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica e per la Dottrina della Fede, ha determinato l’invio di un Visitatore Apostolico presso l’Istituto con nomina della CIVCSVA in data 5 luglio 2012, decreto n. 52741/2012.Il risultato dell’indagine, fondato su numerose testimonianze di  vescovi, parroci e chierici, religiosi, ex religiosi/e nonché laici legati o meno all’Istituto, attivava a sua volta il provvedimento di commissariamento con la mia nomina dell’11 luglio 2013, munita di approvazione in forma specifica del Santo Padre Francesco in data 3 luglio 2013. 

Pur essendomi sforzato di agire con spirito fraterno, ricercando la più ampia collaborazione dei religiosi e senza mai ricorrere ad alcun provvedimento disciplinare, il decreto approvato ed emanato dalla più alta Autorità della Chiesa viene ancora dipinto come un’usurpazione, con la conseguente instaurazione di un regime arbitrario.Accanto ad aspetti positivi ed incoraggianti sono emerse nell’Istituto non poche difficoltà inerenti la coesione interna, le attività apostoliche, la formazione iniziale e permanente dei frati, lo stile di governo e l’amministrazione dei beni temporali”. 

In merito alla notizia secondo cui il fondatore ed ex Ministro Generale, Padre Stefano Maria Manelli sia stato esiliato, Padre Volpi ha precisato: “Il fondatore ed ex Ministro Generale, Padre Stefano Maria Manelli, che già nel gennaio del 2012 si era sottratto al dialogo costruttivo con i religiosi che lamentavano una deriva cripto-lefebvriana e sicuramente tradizionalista, al mio recente invito di chiarimento del 16 novembre scorso, in cerca di una ricomposizione, come anche al fine di chiedere conto,  di tutte le opere e di tutti i beni mobili ed immobili dell’Istituto affidati a suoi familiari e figli spirituali durante il commissariamento, rispondeva con un certificato medico emanato da una clinica privata in cui è tuttora ricoverato su sua richiesta. 

In esso, il medico curante dichiarava che il paziente doveva osservare “riposo fisico assoluto” e che non solo non poteva viaggiare, ma non poteva nemmeno ricevere visite, il che rendeva vano il mio proposito di recarmi da lui. Data l’importanza delle questioni da sottoporgli, gli inviavo quindi una lettera, ricevendo però delle risposte insoddisfacenti.

Il 29 novembre scorso, dalla stessa clinica e dallo stesso medico, ricevevo un identico certificato con l’aggiunta asserzione dell’impossibilità di padre Stefano Manelli di “scrivere o ricevere corrispondenza”. Per quanto riguarda l’accusa secondo cui altri Frati sarebbero stati traferiti, padre Volpi, ha spiegato “Quanto ai frati trasferiti, ricordo che l’itineranza è una caratteristica della tradizione francescana che non conosce la stabilitas loci monastica. Ogni cambio di governo, in tutte le istituzioni civili ed ecclesiastiche, comporta parallelamente una revisione delle funzioni con i relativi trasferimenti. Per quanto mi riguarda, si è sempre trattato di provvedimenti amministrativi e non disciplinari. Dispiace se alcuni religiosi o laici ad essi legati non siano rimasti contenti, superando in resistenze quanto accade per i militari e gli impiegati dello Stato. 

Il Voto di Obbedienza, implementato per l’Istituto dei Frati Francescani dell’Immacolata dallo specifico Voto Mariano, richiederebbe sempre un’aderenza alla Volontà di Dio, pronta, gioiosa e amorosa, così come scriveva lo stesso Padre Fondatore. Ricordo che la maggior parte dei religiosi trasferiti erano impegnati nella formazione, settore costituente uno dei nodi che la Santa Sede mi ha chiesto di sciogliere.E’ sempre bene per dei chierici fare esperienza pastorale e missionaria, in virtù della loro vocazione e del loro ministero sacerdotale. E’ da questa ricchezza che potranno più concretamente trasmettere dei valori ai più giovani formandi.Ho sempre agito in perfetta sintonia con la Sede Apostolica e – in qualche caso – il Vescovo Diocesano mi ha persino ringraziato in segno di approvazione”.Chiariti questi punti, entro nell’ultima parte della mia replica a proposito delle mie disposizioni del 27 novembre 2013. 

Un'altra delle accuse sostenute dal laico che ha scritto a Tosatti, è quella della sospensione delle attività dei cenacoli e fraternità MIM e Terz’Ordine (TOFI). Nella lettera, il laico in questione avrebbe parlato “di una guerra senza limiti anche contro i laici”, con l’ “appoggio di padre Alfonso Bruno”, Segretario Generale dell’Istituto. A proposito della persona e dell’operato di padre Alfonso Bruno, padre Volpi afferma: “Per il Segretario Generale dell’Istituto, alla stima di cui gode presso di me e presso la Santa Sede per i sacrifici e i servizi resi alla Chiesa, prima e durante il Commissariamento, si aggiunge l’aumento quotidiano di manifestazioni di solidarietà della gente comune che sa leggere tra le righe e capire chi davvero è paziente, chi davvero è attaccato, chi davvero ama la Chiesa e l’Istituto. E’ questo quello che davvero conta!” 

“Se ho disposto di una mera sospensione delle attività dei laici legati all’Istituto, - precisa il Commissario Apostolico - è per evitare che ogni riunione, come di fatto già accaduto, si trasformi in occasione di dileggio pubblico contro il Papa, contro di me e contro altri frati. Il movimento dei laici appartenenti a un Istituto religioso vive con coerenza la sua scelta se ne riconosce l’autorità legittima e se il suo percorso conduce a Cristo, e non agli uomini. Diversamente ci troveremmo in presenza di una dinamica settaria.La Chiesa, Madre e Maestra dei battezzati, da sempre si è preoccupata di correggere errori e deviazioni sia dottrinali che disciplinari. L’agitazione sui blog e nei Cenacoli MIM palesa e conferma nuovi e più profondi problemi, che confermano la bontà del provvedimento di Commissariamento in corso. 

Se è vero che i Frati Francescani dell’Immacolata hanno realizzato e continuano a realizzare tante cose buone e belle per la gloria di Dio, - ha conclude padre Volpi - è altrettanto vero che alcuni di essi, un tempo al governo o assegnati in posti di responsabilità, “hanno fatto qualcosa di meno buono e di meno bello…”. (P.D.M.)