Generare bellezza: nuovi inizi alle periferie del mondo

L'opera dell'AVSI per gli ultimi della terra, in una mostra al Meeting di Rimini

Rimini, (Zenit.org) Redazione | 305 hits

Tra le periferie del mondo di Papa Francesco, ci sono anche i luoghi più poveri del pianeta, dove miseria, guerra e fame rischiano di soffocare la dignità della persona.

La fede incide sulla realtà fino a offrire risposte a queste grandi sfide? Quali sono i fattori che generano sviluppo? L’opera di realtà del terzo settore come AVSI è efficace o è solo assistenziale “distribuzione di briciole”?

Tali temi ed interrogativi saranno affrontati in una delle mostre del prossimo Meeting dell’Amicizia fra i Popoli: Generare bellezza. Nuovi inizi alle periferie del mondo, a cura di John Waters, in collaborazione con AVSI, in programma a Riminifiera dal 24 al 30 agosto.

Il percorso della mostra, una vera e propria immedesimazione, attraversa tre realtà molto differenti: un gruppo di scuole in Kenya, nate per offrire educazione di qualità anche ai ragazzi più poveri; un centro di recupero ed educazione nutrizionale a San Paolo, basato sulla responsabilità dei genitori e il legame famigliare e comunitario; un intervento di educazione infantile e non formale nelle periferie di Quito, mirato alla valorizzazione della persona e delle sue risorse, magari sepolte dalla povertà.

Attraverso la bellezza, queste realtà diventano il luogo di un nuovo inizio per la vita di ragazzi, mamme, padri, famiglie e quindi comunità intere. Il coraggio di una “Chiesa in uscita”, di quell’ultimo miglio che ci separa dal “diverso” offre la sorpresa dell’umanità che fiorisce: un incontro con qualcuno che dice “tu vali” e la vita cambia, comincia un cammino.

Cyprian, Joakim, Anthony, Gisela, Leo, Stefania, Amparito e tanti altri sono usciti, hanno rischiato e “generato bellezza” per intere comunità. Ignatius, Theresia, Ruth, Alex, Araceli, Amanda, Bruno, Luciano, Samuel sono rinati.

Umanità e talenti altrimenti sepolti dalla miseria si affacciano così sulla scena della storia, e sono per noi oggi un segno di speranza: l’unica vera possibilità di uno sviluppo sostenibile.