Genitori adottivi e valore simbolico della gravidanza

La psicologa Nazarena Prina spiega come va vissuto l'accostamento alla maternità e alla paternità per chi non può avere figli naturali

Roma, (Zenit.org) Anna Fusina | 267 hits

Qual è il valore della gravidanza? Possono i genitori adottivi vivere il valore simbolico della gravidanza? Secondo la dott.ssa Nazarena Prina, psicologa e mamma adottiva, i genitori adottivi possono sperimentare nel percorso adottivo tutto quello che la gravidanza insegna ai genitori naturali.

La gravidanza insegna ad aspettare, ad attendere: “Quest'attesa, quest'aspettare nove mesi che il bambino si formi, che il bambino cresca, insegna la pazienza. Ma ognuno di noi, aspirante genitore adottivo, l'ha vissuta: i colloqui con gli psicologi, le pratiche, i documenti e, se qualcuno è nato un po' più lontano, le corse per andarseli a fare nel luogo di nascita (…). La gravidanza mi insegna ad esercitare la pazienza, perché probabilmente, come genitore, mi servirà la pazienza e, se mi è dato di vivere questo periodo è perché la devo imparare. (…) La pazienza, quindi, è proprio una competenza che devo avere, che devo interiorizzare come genitore; è un ingrediente che mi serve nel compito educativo”.1

Continuando nell'analisi di questa gravidanza simbolica, la dott.ssa Prina osserva che anche il genitore adottivo deve gestirsi tutta l'ansia che deriva da essa, come del resto avviene per la gravidanza naturale. Per il genitore 'biologico' l'ansia sarà causata dall'incertezza sulla salute del figlio, sull'eventuale presenza di handicap, sul fatto di poter portare a termine la gravidanza, ecc.

Per il genitore adottivo essa sarà determinata dall'incertezza sull'acquisizione dell'idoneità, sul tempo dell'arrivo del bambino in famiglia, sulla scelta di affidarsi ad un determinato ente autorizzato piuttosto che ad un altro, ecc.

L'ansia si deve imparare a gestire sin da subito per riuscire poi, in tempi successivi, a non proiettarla sul figlio. Durante la gravidanza biologica la madre vive la bellissima esperienza del portare una nuova vita dentro di sé.

La Dott.ssa Prina osserva che anche durante il periodo che precede l'arrivo del figlio adottivo in famiglia, si ha la sensazione di avere il figlio già dentro di sé, si vive l'esperienza di essere già in due.

In gravidanza si fantastica sul bambino, si prova ad immaginare come sarà, a chi somiglierà. Se sarà maschio o femmina, ecc.

Anche i futuri genitori adottivi immaginano il bambino che arriverà. Se il figlio non si immagina, ci si considera così poco degni di avere un figlio da non poter permettersi neppure di pensarlo; se, invece, lo si immagina troppo, si vuole un figlio preconfezionato.

“Anche il fantasticare sul bambino, il progettare sul bambino, nel giusto modo, ci aiuta ad avere certo delle aspettative, ma delle aspettative che non lo incapsulino, cioè che gli permettano comunque di diventare quello che è; aspettative che partono dalla coscienza dei talenti e dei limiti che lui ha.”2

In gravidanza si vive l'esperienza dell'accoglienza: “Il genitore adottivo non sa niente del passato del suo bambino. È un'accoglienza totale. 'Ti accolgo con il tuo passato fisico e psichico'. Che cosa t'insegna l'accoglienza? Ti insegna a non giudicare. 'Ti accolgo così come sei' (…). l'accoglienza in fondo è proprio un non-giudizio”.3

Le caratteristiche della gravidanza naturale, presenti con modalità diverse nella gravidanza simbolica dell'esperienza pre-adottiva, costituiscono, a parere della dott.ssa Prina, elementi guida del rapporto educativo: “Attraverso la pazienza, la gestione dell'ansia, l'interiorizzazione del mio bambino, gli permetterò poi di staccarsi e vivere la sua vita autonoma. Attraverso l'accoglienza, che è un non-giudizio, riesco a vedere il mio bambino proprio come altro da me e riesco a valorizzarlo in tutte le sue fatiche, le sue gioie, i suoi difetti; solo allora riesco a stimolarlo perché anche questi difetti, queste fatiche, il suo passato, diventino elementi di crescita”.4

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1) N. PRINA, Educare è evidenziare il positivo nel presente: come valorizzare la storia dei figli adottivi? (a cura di Famiglie per l'Accoglienza), Sintesi degli incontri sull'adozione anno 1997, Testo pro-manuscripto non rivisto dai relatori, pp. 4-5

2) N. PRINA, cit., p. 8

3) N. PRINA, cit., p. 8

4) N. PRINA, cit., p. 11-12

[Fonte: vitanascente.blogspot.it]