Geova a Messa

Confronto tra cattolicesimo e geovismo sulle Letture di domenica 13 luglio 2014 - XV Domenica del Tempo Ordinario (ciclo A)

Roma, (Zenit.org) Sandro Leoni | 243 hits

Prima Lettura Is 5,10-11; Seconda Lettura Rm 8,18-23; Vangelo Mt 13,1-23

Tutti e tre i testi di questa Domenica non hanno né deformazioni particolari nella traduzione della NM geovista né la WT ne ricava interpretazioni contro la nostra fede. Perciò approfittiamo di questa occasione per rivolgerci ai nostri fratelli di fede (parroci compresi) per: 1) sottolineare un aspetto della Scrittura che raramente viene avvertito, almeno non con la stessa insistenza con cui si raccomanda di nutrirsi della Parola di Dio; 2) illustrare la forza di persuasione che la WT ha sui suoi adepti, così da non incorrere nell’errore di sottovalutare i TG, magari falsamente tranquillizzati dalla loro generale… sprovvedutezza culturale. E’ di Mons. Minuti la diagnosi che il geovismo, come altri MRA, fa più facilmente adepti in persone “culturalmente sprovvedute”; aspetto che però li rende più determinati che mai.

1) Sulla efficacia della Parola di Dio

È di fede (cioè verità rivelata) sia che Dio non fa mancare a nessuno dei suoi figli, vuoi direttamente vuoi con mediazioni, e con tanto di aiuti di comprensione e di “sapienza” e “consiglio” da parte dello Spirito Santo, la Sua Parola efficace per il perseguimento della propria santità personale e lo svolgimento del proprio ruolo nel disegno della salvezza universale. La prima Lettura dice anche che funzionerà certamente. Ma già la Seconda Lettura ci avverte di un qualcosa che rende faticoso l’effetto della “liberazione dalla caducità” terrestre. E il Vangelo ci pone davanti con chiarezza il “però” che potrebbe condizionare la Parola, così da renderla, poco vitale,  sprecata, e solo raramente efficace: e cioè la rispondenza del terreno, la libertà umana. La Parola di Dio quindi non ci esime dal lavorio personale, tanto più faticoso quanto più si è malmessi dal punto di vista ascetico e poveri di convinzioni forti già metabolizzate e fatte diventare idee luce, idee forza, a cui rifarsi per accogliere il “dolce giogo” di Cristo. E qui bisogna che i fedeli sappiano che perfino i sacramenti che darebbero sicuro effetto alla parola per la presenza potente di Cristo (e si ricordi che Battesimo e Confermazione, Matrimonio e Ordine sacro sono permanenti, senza dire della potenza  della Riconciliazione ed dell’Eucaristia), perfino i sacramenti ove agisce la potenza di Cristo Redentore, funzionano ma solo “non ponentibus obicem” (per coloro che non vi pongono ostacolo). Sì, noi abbiamo il tremendo potere, e la gravissima conseguente responsabilità, di far funzionare o no la grazia che Dio ci elargisce senza misura. Dovremmo ricordarcelo, noi fedeli; dovrebbero ricordarselo e ricordarcelo i nostri pastori quando ci invitano, con encomiabile pazienza e insistenza a dare testimonianza della fede che abbiamo accolto divenendo e confermandoci cristiani ogni Domenica, quando recitiamo il Credo.

2) Sulla capacità di convincimento che la WT ha verso i suoi fedeli Testimoni

Ci basterà elencare dei fenomeni molto eloquenti, alcuni perfino paradossali:

a) se c’è una parola del testo biblico Veterotestamentario che i Masoreti non hanno vocalizzato come si doveva, questa è proprio il tetragramma del santo nome di Dio, eppure la WT riesce a persuadere che, anche se è sbagliato si deve pronunciare “Geova” per non essere esclusi dal suo popolo; b) se c’è un qualcosa che per i TG è fortemente repellente questa è il “mangiare sangue”, eppure Gesù ha adoperato proprio questa forma per realizzare la più intima comunione possibile tra lui e i suoi seguaci; c) il TG, se ex cattolico, viene trasformato dalla WT da uno che “guardava rotocalchi” ad un lettore accanito di “pubblicazioni teocratiche” stucchevolmente ripetitive (chi ha letto la Torre di Guardia (soprattutto prima della recentissima revisione del look editoriale) sa benissimo la lungaggine di certi articoli che venivano spezzati con nuovi titoli ma continuavano spesso il discorso precedente. E ogni TG è sollecitato ad avere una propria “bibliotechina teocratica” cioè di sole pubblicazioni geoviste; d) la WT riesce a fare ciò che non riesce a quasi nessun parroco, cioè a far arrivare i TG in anticipo alle riunioni nella Sala del Regno; e) ancora, la WT riesce a galvanizzare tutti i TG in un impegno apostolico indefesso. E’ vero che sono aiutati anche dalla idea di… conquista del territorio, ma si pensi alle 5 ore settimanali di riunioni nella Sala del Regno, più lo studio personale e quello di “catechesi” della famiglia, e le visite di casa in casa di cui debbono dare rapporto mensile (e si tratta di 60 ore, 90, 120, a seconda se si è all’inizio o avanti nello “ammaestramento”). Esiste al riguardo una barzelletta che circola tra loro e che merita di essere raccontata: poniamo che da un grattacielo precipitino un Cattolico e un Testimone, entrambi dello stesso peso. La domanda: chi si sfracellerà per primo al suolo? Di sicuro il cattolico perché… perché il TG si fermerà ad ogni finestra per “dare testimonianza”!; f) i TG sono pronti a soccorrere la fede del fratello se si trova in difficoltà (poniamo in un dialogo di confronto in casa) precipitandosi a qualsiasi ora per dare manforte; g) hanno una totale fiducia nella loro dirigenza al punto da credere ad una “verità progressiva” che smentisca tranquillamente ciò che precedentemente era stato dato (anche per anni) come certo. Stanno cioè sempre all’ultimo “ipse dixit” della WT; h) sono talmente convinti della prossima fine del mondo che fanno di tutto per ottenere un lavoro part-time per dedicarsi maggiormente alla predicazione (e ciò nonostante le numerosi deludenti predizioni false circa la data della fine; i) sono pronti a… dimenticare le riviste in treno, nelle sale di aspetto ecc… per seminare la loro dottrina; l) la WT fa passare dei semicredenti cattolici da una… intollerabile infallibilità pontificia a una amata infallibilità settimanale al ritmo delle riviste; m) aspirano tutti “ai carismi più grandi” cioè a privilegi di… servizio, laddove da cattolici era grasso che cola se davano una mano in qualche attività; n) e c’è l’aspetto della accettazione della persecuzione fino al sacrificio della vita, sia per martirio (come avvenne per il rifiuto del servizio militare, o sotto il nazismo, o in Malawi per rifiuto del servizio militare, o come tutti sanno per rifiuto di trasfusioni di sangue. Idea sbagliata ma inculcata fino a indurli a portare al collo una dichiarazione liberatoria per i medici in caso di incidenti che, a giudizio del medico, richiederebbero una trasfusione).

Si potrebbe continuare… terminiamo dicendo che i TG si sentono tutti individuati nella loro specificità proprio dall’essere Testimoni di Geova. Cioè laddove si domandasse a un gruppo di uomini “tu che dici di te, cosa sei?” Ci sarebbe chi si qualificherebbe poniamo… come terrestre, come italiano, romano, panettiere, impiegato, studioso, politico, sportivo, padre di famiglia ecc… Il TG si suppone che direbbe sempre con orgoglio “io sono un Testimone di Geova!”. Non va sottovalutato chi ha una psicologia siffatta. Rutherford li esortava a “dare testimonianza” “enfaticamente”, “come locuste all’assalto”, quindi con pericolo di sforare nel fanatismo, ma non sono tutti così. Il TG insomma non è un soggetto facile da far ricredere. E’ assai meglio prevenire questa deriva dalla vera fede. E se proprio si vuole dialogare con loro occorre prepararsi bene: sia preconoscendo la loro dottrina e astuzie e trucchi tattici per presentarla come verosimile, così da evitare mosse che darebbero loro l’estro di passare da catechizzati a catechizzatori, ottenendo il deplorevole effetto di galvanizzarli; sia conoscendo bene la nostra dogmatica che dalla WT viene ridicolizzata con molta leggerezza. Il GRIS (Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-religiosa), con la sua esperienza pluridecennale, può aiutare se richiesto. Una sorta di “vaccinazione” preventiva ai fedeli sarebbe l’ideale per far conoscere il problema del geovismo e la sua insidiosità, come per far sapere a tutti dove potersi rivolgere per aiuto e, ai più volenterosi e capaci, di passare nelle fila dei GRISsini che aiutano.