Geova a Messa

Confronto tra cattolicesimo e geovismo sulle Letture della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio

Roma, (Zenit.org) Sandro Leoni | 319 hits

Mercoledì 1 Gennaio 2014 – MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO – Solennità

Prima Lettura Nm 6, 22-27

Il Signore parlò a Mosè e disse: «Parla ad Aronne e ai suoi figli dicendo: "Così benedirete gli Israeliti: direte loro: Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace". Così porranno il mio nome sugli Israeliti e io li benedirò».

E’ Parola di Dio non è vero? Chi è che la rispetta, i sacerdoti della “cristianità” (1) che, ad imitazione di Mosé, usano benedire il popolo di Dio o i ministri dei TG che non danno benedizioni? Eppure la WT vanta continuamente di comportarsi come dice la Bibbia.

O forse il geovismo, che insegna che non siamo più sotto la Legge di Mosé (comandamenti compresi!) pretendeva che tale comando biblico venisse reiterato da Gesù agli apostoli per metterlo in pratica? 

Seconda Lettura Gal 4, 4-7

Fratelli, quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l'adozione a figli. E che voi siete figli lo prova il fatto che Dio mandò nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, il quale grida: Abbà! Padre! Quindi non sei più schiavo, ma figlio e, se figlio, sei anche erede per grazia di Dio. 

La NM non si discosta sostanzialmente dalla traduzione della CEI ma interpreta diversissimamente, falsandone il significato, queste brevi, per noi consolantissime righe.

Detta in breve il geovismo insegna che tali parole, riguardanti l’adozione a figli con l’eredità che ne consegue, sono riservate a 144.000 Unti (=consacrati), che sono i soli ad essere stati adottati come figli da Geova, i soli ad essere “fratelli spirituali” di Cristo, i soli “dichiarati giusti”, i soli a conseguire i troni nel Reame dei cieli per governare con Cristo. I TG normali, definiti "Altre Pecore" resteranno invece eternamente sulla terra (se però righeranno sempre secondo le regole bibliche e altre regole che verrebbero aggiunte dai rotoli di cui si parla in Apocalisse).  

Insomma i normali TG vengono privati della figliolanza adottiva. Questo sarebbe il grande “beneficio” che un cattolico otterrebbe aderendo al geovismo; senza contare tanti altri impoverimenti che andremo conoscendo nella nostra sconcertante ma illuminante analisi di questa singolare denominazione sedicente cristiana. E’ da sapere comunque che la divisione in salvati di serie “A” e di serie “B” non è originaria nel geovismo. I salvati sulla terra paradisiaca sono stati scoperti (inventati?) solo dopo mezzo secolo di predicazione geovista che insegnava un’unica salvezza, quella degli Unti. E gli Unti sarebbero quelli che si sentono tali per una mozione interiore, grazie ad un preteso appoggio biblico tratto da Romani 8,16 “Lo spirito stesso attesta col nostro spirito che siamo figli di Dio” (NM). Al che si aggiunge la gratuita affermazione del CD che nel primo secolo tutti i cristiani erano Unti.

San Paolo quindi avrebbe riferito questa dottrina dell’unzione e dell'adozione divina, che la cristianità riferisce ad ogni seguace di Cristo che ha fede in lui e riceve il battesimo, solo agli Unti. I quali però sono dichiarati santi ma non realmente santificati e resi nuove creature. Essi manifesterebbero tale loro condizione assumendo gli emblemi (pane e vino) durante la "commemorazione della morte di Cristo". Un argomento su cui ritorneremo perché è un pilastro della dottrina geovista che ha sempre mostrato vistose crepe e che con le ultime vicende ha cambiato radicalmente fisionomia ed è quasi del tutto crollato. Dateci tempo… 

Su Maria Madre di Dio 

Il Vangelo di ieri, molto breve, parla del Bambino Gesù figlio di Maria, ma non accenna alla sua divinità e pertanto neanche alla verità collegata su Maria Madre di Dio, oggetto specifico di questa solennità. Ma la maternità divina è vista dalla nostra teologia come la radice e la fonte di tutti gli altri privilegi mariani, perciò è bene che ci riflettiamo un momento, anche se la cosa sarà abbastanza impegnativa.

Come è noto la nostra dottrina di fede ci chiede di credere che a Maria spetta la qualifica e il conseguente titolo di “Madre di Dio”. Contro questa verità, creduta da tutta la cristianità sin dai tempi più antichi e codificata in dogma di fede nel Concilio di Efeso (431) con il titolo di theotòkos (genitrice  di Dio), il geovismo (che si autoqualifica esponente unico del vero cristianesimo!) oppone la sua dottrina di un Gesù semplice uomo perché Geova non avrebbe generato alcun Figlio ma prodotto solo creature.

A parte l’idea grottesca di immaginare un Dio sessuato che per generare un figlio naturale avrebbe avuto bisogno di “una persona di sesso femminile in cielo”, noi possiamo spiegare ai TG più aperti a “capire” la dottrina cattolica il perché di questo titolo-qualifica che la Chiesa ha riconosciuto confacente e appropriato per la relazione tra Maria Santissima e Dio. Il discorso richiede di accogliere - e se non si conviene preventivamente in questo si fa un discorso tra sordi perché si equivoca anche sul modo di comprensione dell’essere umano! - richiede di accogliere la differenza tra il concetto di “natura” e quello di “persona”. Quindi ci si può spiegare facendo leva su tre punti:

1) Base comune dei concetti che si adoperano nel discorso

Si ricordi che la fede si basa su una comprensione analogica del misteri divini, cioè li capisce e li esprime dottrinalmente in analogia ai concetti umani. Prendendo dunque le mosse dal nostro modo umano di concepire le relazioni umane abbiamo che noi esseri umani siamo “persone” distinte che vivono nella “natura” umana; natura che è superiore, per la spiritualità, e simile, per la corporeità, rispetto alla natura puramente animale, vegetale, e minerale. La fede poi, come forma di conoscenza ulteriore, ci assicura dell’esistenza anche di nature puramente spirituali; angelica e divina. La relazione parentale tra genitori e figli (quindi nel caso di Maria e Gesù, di maternità e filiazione) non si realizza nei confronti della natura, ma della persona. Generando dei figli si diventa padri-madri di persone diverse e non di nature che sono la stessa in tutti. La natura umana preesiste alle persone generate e viene trasmessa dai genitori traendola dalla propria biologia, invece le persone che vengono al mondo sono  dei soggetti unici e irripetibili. E se il Figlio di Dio, che “è diventato carne” in Gesù di Nazaret è unicamente Persona divina, ecco che la Madre di Gesù è Madre sia del Gesù uomo che del Verbo di Dio che ha assunto come propria quella natura umana dal grembo di Maria.

2) Base biblica

Quando Elisabetta, visitata da Maria, l'ha salutata, era “piena di spirito santo”, ovvero parlava sotto ispirazione e perciò non poteva sbagliarsi. Ebbene essa disse “Come mai ho dunque questo [privilegio] che la madre del mio Signore venga da me?" (Luca 1.43 – NM). Ora l’unico Signore che poteva esistere nella mente della pia ebrea Elisabetta era esclusivamente Dio. Perciò ella con tale esclamazione ispirata dichiarava che Maria era la Madre di Dio, ovvero che il Figlio da lei concepito era il Signore in persona. E questo senza rendersi conto che tale verità includeva la verità della tripersonalità divina che sarebbe stata fatta capire in seguito alla Chiesa dallo Spirito Santo (cf Giovanni 14,26). Di certo l’esclamazione di Elisabetta, nella sua mente, riguardava il Figlio da Maria concepito e non Colui che Gesù poi chiamerà “il Padre mio”, altrimenti avrebbe dovuto esclamare “a che debbo che la madre di Geova venga a me?” il che sarebbe stato un assurdo. 

3) Base del sensus fidei diffuso nel popolo di Dio

Abbiamo l’antichissima preghiera del “Sub tuum praesidium” (II secolo) con cui il popolo, due secoli prima della dichiarazione dogmatica di Efeso, invocava Maria “Dei genetrix” (gr. Theotòkos) "Madre/genitrice, di Dio"

4) Base della trasmissione (= Tradizione) della fede apostolica

Parliamo della dichiarazione ufficiale delle verità di fede controverse che ci viene dalla Chiesa Cattolica. Chiesa che, parlando alla maniera dei TG, potremmo definire il nostro “Canale” con cui Dio ci trasmette la sua verità rivelata e il modo di comprenderla. I passi biblici sono noti a tutti: “Ricevete lo Spirito Santo… come il Padre ha mandato me così io mando voi, andate predicate, battezzate, chi crederà sarà salvo chi non crederà sarà condannato… Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me e chi disprezza me disprezza Colui che mi ha mandato… io sarò con voi tutti i giorni fino alla fine… riceverete lo Spirito Sabnto che vi farà capire ogni cosa…” ecc… Quindi, radicalizzando, il problema si sposta al controllo-verifica di quale dei due “Canali” sia quello autentico: o lo "Schiavo-Corpo Direttivo" dei TG o il Magistero della Chiesa Cattolica. E’ l’indagine che noi stiamo svolgendo da tempo confrontando le diverse fedi proposte dal Canale geovista, pro Cristo uomo, e dal nostro Magistero, pro Cristo uomo-Dio, in rapporto ai dati biblici per vedere quale dei due organismi sia davvero rispettoso dei sacri testi.

Appendice

Sempre in vista di approfondimento della comprensione, noi cattolici aggiungiamo che Gesù uomo-Dio, secondo la fede delle grandi Chiese storiche, è unica Persona divina proprietaria sia della natura umana che di quella divina. E che le due nature non si mescolano nell’incarnazione dando per risultato una qualcosa di indefinibile, né uomo né Dio. Ciò perché la natura divina non può essere mai perduta da Dio che si incarna (neanche se, per ipotesi assurda, Egli lo volesse).(2) E infatti dal modo di parlare e agire di Gesù risulta che egli possiede la natura divina in proprio e ne fa uso quando fa miracoli e profezie, così che, come dice San Paolo, abbiamo che Gesù esisteva nei cieli come Dio ed è solo “apparso in forma umana… nell’aspetto di servo”  (cf Filippesi 2,6-8) incarnandosi (Giovanni 1,14); unico modo per rappresentare davanti al Padre l'umanità e realizzare il riscatto redentivo con la sua passione, perché, “come Dio, non poteva né soffrire né morire”, direbbe il nostro Catechismo.

E’ importante ribadire che (sempre procedendo per analogia!) noi umani, divenendo genitori, non generiamo nature umane, che come tali sono identiche a noi, ma persone ben diverse da noi e perciò la relazione parentale riguarda i rapporti interpersonali. La natura non la generiamo, essa preesiste alla generazione e noi la comunichiamo traendola dal nostro stesso essere.

Maria dunque, generando Gesù ha generato la natura umana del Figlio di Dio che l'ha assunta come propria. natura umana e natura divina sono unificate nell’unica Persona del Verbo che è quel soggetto, unico nell'universo, che chiama padre dio Padre da cui ha ricevuto la natura divina e madre Maria da cui ha ricevuto la natura umana. Controprova: Maria non è professata nella fede come Madre della natura divina, il che significherebbe aver generato tutte e tre le divine persone. Essa è madre solo della Persona divina che è il Figlio di Dio Padre. Così come (e lo abbiamo già scritto) è figlia della Persona di Dio Padre, suo Creatore, e sposa della Persona di Dio Spirito Santo.

Di più e di meglio la fede non sa dire. E’ un balbettamento che riguarda i due più grandi misteri della fede (unità e trinità di Dio, incarnazione del Figlio). L’importante è far capire ai TG che questa comprensione del mistero ci viene imposta dai dati biblici. E’ da essi che si ricava inequivocabilmente sia la distinzione tra le persone del Padre e del Figlio sia la loro comunione nella divinità, sia infine la manifestazione umano-divina del Cristo.

In conclusione se la nostra spiegazione non rende chiaro il mistero, almeno ne evita la contraddittorietà della concezione geovista che immagina una natura divina che di divino ha ben poco ed è costretta – come abbiamo visto e continueremo a vedere - a ritoccare i testi per nascondere la divinità di Gesù.

***

NOTE

1) Si ricordi che il geovismo con il termine “cristianità” indica tutti coloro che non sono TG. Li classifica come falsi cristiani, appartenenti a una “cristianità apostata” dal vero cristianesimo che sarebbe invece rappresentato solo dagli aderenti alla sedicente “Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova”.

2) La formulazione teologica dice che il Dio Figlio ha assunto la natura umana in unità alla sua Persona. Il che significa che tra la natura biologica umana di Gesù e il verbo eterno che è Dio e quindi Spirito non si è realizzata una unione sostanziale, come avviene tra lo spirito umano e il corpo. Gesù è l’unico ad avere con Dio una unione ipostatica.