Gesù e i Dodici

Meditazione quotidiana sulla Parola di Dio

Roma, (Zenit.org) | 687 hits

Lettura

Il testo del profeta Geremia ci prepara a saper riconoscere ciò che accade agli apostoli di Gesù e che cosa Gesù stesso insegnerà. Accanto al profeta ci sono persone che si convocano per «tramare insidie contro Geremia». La preghiera di Geremia è altamente educativa nei nostri riguardi: «Ricordati, signore, quando mi presentavo a te, per parlarti in loro favore…». 

Meditazione

Il brano di Vangelo di Matteo sia nell’insegnamento iniziale, sia nella valutazione del comportamento della madre e dei figli di Zebedeo, ci richiama fortemente alle scelte e stile di Gesù e all’unica possibile interpretazione del nostro vivere storico di persone “riuscite” e “vincenti”, su tutte le paure e su tutti i conati d’orgoglio e d’egoismo. Gesù sale a Gerusalemme: è la sua ultima andata. Prende «in disparte i dodici discepoli»: è una scelta voluta esplicitamente, in certo senso programmata e perseguita. Infatti, parla loro «lungo il cammino». Gesù annuncia, di fatto, il prossimo «essere consegnato» con la condanna a morte, le divisioni, la flagellazione, la crocifissione. Conclude: «il Figlio dell’Uomo… il terzo giorno risorgerà». In forma redazionale, l’evangelista collega a questo annuncio profetico fondamentale di Gesù, l’intervento della madre dei figli di Zebedeo. Gesù si lascia interpellare e volutamente sollecita la domanda esplicita di questa mamma: «Di’ che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno». Meditiamo con partecipazione il proseguire del dialogo che direttamente coinvolge i due figli, apostoli, e poi causa la vistosa reazione di «sdegno» degli altri dieci apostoli, nei riguardi dei due fratelli. I due sono interpellati da Gesù, come coloro che «non sanno quello che chiedono». Vale per ciascuno di noi come evangelico discernimento sui nostri desideri non esplicitati o anche sulle nostre richieste palesi. Di fatto potranno i due «bere il calice» di Gesù; c’è un divino disegno d’amore, grazie al quale potranno vivere la stessa sofferenza oblativa di Gesù; ma il “poi” della storia, il “posto” in cui porsi, è esclusiva decisione del Padre. La rilettura finale della storia tutta è il vertice salvifico dell’insegnamento di Gesù; con Lui riconosciamo come si comportano i governanti e i capi delle nazioni; tra gli apostoli deve essere totalmente diverso, a imitazione e piena configurazione di Gesù «non venuto per farsi servire, ma per servire…». 

Preghiera

Signore, ti ringrazio perché ancora una volta mi hai annunciato e mi hai fatto capire le tue scelte in piena disponibilità del disegno del Padre. Grazie al comportamento dei due apostoli e la reazione degli altri dieci, riveli che la vera buona strada di tutti e di ciascuno di noi è iniziare e testimoniare il voler e saper servire. 

Agire

L’impegno deve orientarsi nel saper dare a noi stessi questa risposta: che cosa implica per me, dove mi trovo, nei rapporti che vivo, «servire»?

Meditazione del giorno a cura di monsignor Luciano Pacomio, vescovo di Mondovì, tratta dal mensile “Messa Meditazione”, per gentile concessione di Edizioni ART. Per abbonamenti: info@edizioniart.it