Gesù, la "porta d'amore" che non inganna

Durante la messa del mattino a Santa Marta, padre Francesco mette in guardia dall'arrivismo che si annida anche nella Chiesa

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 801 hits

È Cristo l’unica porta per entrare nel Regno di Dio. Lo ha affermato papa Francesco durante la Santa Messa celebrata stamattina nella cappella della Casa Santa Marta. L’omelia è stata incentrata dal Santo Padre su Cristo Buon Pastore, tema del Vangelo odierno (Gv10,1-10).

Alla funzione erano presenti padre Federico Lombardi e pare Ciro Benedettini, rispettivamente direttore e vicedirettore della Sala Stampa Vaticana, accompagnati da alcuni dipendenti della stessa Sala Stampa e da alcuni tecnici della Radio Vaticana, operativi nel Centro Trasmittente di Santa Maria di Galeria.

“Chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro o un brigante”, ovvero qualcuno che “vuole fare profitto per se stesso”, ha ricordato Francesco nell’omelia.

“Arrampicatori” sociali di questo genere sono presenti “anche nelle comunità cristiane”, ha ammonito il Papa. Costoro “coscientemente o incoscientemente fanno finta di entrare ma sono ladri e briganti”, in quanto “rubano la gloria a Gesù”, e ambiscono solamente alla propria gloria.

In questo modo la fede cristiana tradisce se stessa e degenera in una “religione da negozio”, un mercimonio, lo stesso che portava Gesù a dire ai farisei: “Voi girate la gloria l’uno all’altro”.

Di certo chi scende a tali compromessi, non passa per la vera porta che è Cristo. Come è possibile, tuttavia, riconoscere tale porta? Attraverso le Beatitudini, ovvero rendendosi “umile”, “povero”, “mite”, “giusto”.

Tuttavia Gesù, ha aggiunto il Pontefice, non è soltanto la porta ma anche il “cammino, la “strada”. E sebbene possano esservi “tanti sentieri, forse più vantaggiosi”, essi sono tutti “ingannevoli” e “falsi”; solo Gesù è la strada.

“Qualcuno di voi dirà: ‘Padre, lei è fondamentalista!’”, è stata la provocazione di papa Francesco. In realtà, ha spiegato, è semplicemente una presa d’atto di Gesù che dice: ‘Io sono la porta’ e ‘il cammino’ per “darci la vita”.

Cristo è quindi “una porta bella, una porta d’amore, è una porta che non ci inganna, non è falsa”. Gesù “dice sempre la verità” ma lo fa “con tenerezza” e “con amore”.

Per colpa del peccato originale, pretendiamo sempre “di avere la chiave interpretativa di tutto” ed il “potere di fare la nostra strada”, di “trovare la nostra porta, qualsiasi essa sia”.

Troppo spesso, in definitiva, cadiamo nella “tentazione di essere troppo padroni di noi stessi e non umili figli e servi del Signore”, ovvero di cercare “altri porte o altre finestre per entrare nel Regno di Dio”, quando l’unica vera porta è Gesù. Dobbiamo quindi chiedere al Signore “la grazia di bussare sempre a quella porta”.

Eppure, a volte, la porta di Gesù “è chiusa” e ciò può produrre in noi scoraggiamento e il ripiego a bussare ad altre porte in apparenza “più facili” e “più confortevoli”.

Invece, Gesù “non delude” e “non inganna” mai: la nostra sfida è quindi avere il coraggio di supplicarlo: “tu che hai dato la vita per me, per favore, apri, perché io possa entrare”.