Giappone: controllo d'identità degli stranieri nei luoghi di culto

La protesta inedita dei vescovi cattolici

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di Anita Bourdin

ROMA, domenica, 8 luglio 2012 (ZENIT.org) - I vescovi cattolici del Giappone chiedono alla polizia di non controllare più l'identità degli stranieri nei luoghi di culto. Lo rivela il sito Eglises d'Asie (EDA), l'agenzia della Missioni Estere di Parigi, che richiama l'attenzione su questo caso di limitazione della libertà religiosa.

Secondo l'agenzia, monsignor Ikenaga Jun, arcivescovo di Osaka e presidente della Conferenza Episcopale del Giappone, ha chiesto al governo di Tokyo di “non far più effettuare dei controlli d'identità prendendo di mira gli stranieri in o nei pressi delle chiese”.

Come riferito da EDA, il 2 luglio scorso, il presule ha consegnato una lettera al governo giapponese chiedendo dei chiarimenti sulle istruzioni date alla polizia.

L'iniziativa dell'episcopato giapponese - inedita nella sua forma - arriva dopo l'incidente verificatosi il 27 maggio scorso, domenica di Pentecoste, quando poliziotti sono entrati in una parrocchia cattolica di Yokohama (sul lato occidentale della baia di Tokyo) per controllare l'identità degli stranieri presenti nel luogo di culto. Gli agenti avevano arrestato anche un cittadino filippino, sospettato di essere un clandestino.

Il presidente dell'episcopato giapponese ha consegnato la sua lettera a Jin Matsubara, presidente della Commissione nazionale per la sicurezza pubblica, la Kokka kōan iinkai.

A nome dei vescovi giapponesi, il presule ha invitato la polizia a “non disturbare le attività della Chiesa e di astenersi dall'entrare senza un mandato nella sua proprietà”.

L'arcivescovo di Osaka ha chiesto inoltre alla polizia di “non far seguire gli stranieri nei luoghi di culto che frequentano né di procedere a controlli d'identità nelle proprietà della Chiesa o nelle immediate vicinanze”.

Come sottolinea EDA, l'impegno dei vescovi giapponesi nella difesa dei diritti delle popolazioni immigrate non è nuovo. Già nel 1994, avevano chiesto giustizia per chi aiutava lavoratori immigrati in situazione irregolare.

Allo stesso tempo, è la prima volta che la Chiesa lancia un'iniziativa pubblica ad un livello così alto dello Stato.

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Per maggiori informazioni: 
http://eglasie.mepasie.org/asie-du-nord-est/japon/les-eveques-demandent-justice-pour-ceux-qui-aident

[Traduzione dal francese a cura di Paul De Maeyer]