Giappone: La "Pacem in terris" in giapponese contagia la società

Una nuova traduzione dell'Enciclica è stata preparata dalla Commissione episcopale per le questioni sociali

Roma, (Fides.org) | 237 hits

A 50 anni dalla sua pubblicazione, l’enciclica “Pacem in terris”, rivolta da Papa Giovanni XXIII alla Chiesa e a tutti gli uomini di buona volontà, resta di fortissima attualità e sta vivendo in Giappone una “seconda giovinezza”: come riferiscono fonti di Fides nella Chiesa nipponica, una nuova traduzione del testo, preparata dalla Commissione episcopale per le questioni sociali sta circolando nelle diocesi, in associazioni, movimenti e comunità, destando forte interesse anche dei non cristiani. “L’enciclica trasmette un forte messaggio alla società moderna anche dopo 50 anni. Il suo messaggio è pilastro per costruire la pace nel mondo e rappresenta uno spunto di riflessione utilissimo nell'Anno della Fede”, spiega in una nota inviata Fides S. Ecc. Mons. Peter Takeo Okada, Arcivescovo di Tokyo e presidente della Conferenza episcopale del Giappone. Il testo, spiega l’Arcivescovo, riscuote forte attenzione in tutta la società giapponese perché offre insegnamenti sui diritti e le responsabilità degli uomini, sull'autorità statale e sul bene comune, e perchè tocca tematiche come verità, giustizia, solidarietà, disarmo e sviluppo economico. A interpellare in modo speciale la popolazione nipponica è l'idea per cui le fondamenta della pace poggiano sulla protezione della dignità e dei diritti dell'uomo. “L’enciclica insegna che la pace può realizzarsi solo quando una società permette a ogni persona di vivere la propria vita in pienezza, in modo pienamente umano. Questa verità interroga nel profondo il modello di sviluppo di ogni paese moderno, incluso il Giappone”, rimarca l’Arcivescovo. 

Mons. Okada, a 50 anni dall’enciclica, ricorda un dibattito che attraversa oggi la società nipponica: la proposta di cambiamento della Costituzione, specialmente dell'art. 9, che stabilisce che il paese non può avere un esercito offensivo ma solo “truppe di autodifesa”. Per i Vescovi “l'art. 9 è un tesoro di cui il Giappone va orgoglioso. Rispecchia l’insegnamento di Gesù Cristo sull'amore. Grazie a questo approccio, il Giappone non ha mai ucciso nessuno in guerra e nessun cittadino giapponese ha perso la vita in un conflitto. È nostra responsabilità fondamentale, proteggere questo articolo e fare il possibile per preservarlo”. “In quanto fedeli e cittadini, portiamo sul piano della politica la nostra fede nella via della pace”, conclude l’Arcivescovo.

(Fonte: Agenzia Fides 10/10/2013)