Giornalismo religioso senza giudizi sommari

Il Direttore della Libreria Vaticana propone una formazione professionale

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di Sergio Mora

ROMA, sabato, 28 gennaio 2012 (ZENIT.org).- “Editoria, media e religione”, è il libro di Don Giuseppe Costa, direttore della Libreria Editrice Vaticana, uscito nel 2009 e ripresentato il 27 gennaio ne “I venerdì di Propaganda: temi e autori”, a Roma presso la libreria internazionale Paolo VI”.

Il dibattito su giornalismo ed editoria religiosa è stato animato da professionisti del settore: Giovanna Chirri, dell’agenzia Ansa; Salvatore Mazza, del giornale Avvenire; ed Enzo Romeo, direttore del Telegiornale di Rai 2 (Tg2). Il tutto moderato da Neria De Giovanni.

Un dibattito vivace, con spunti come quello di Giovanna Cirri, che ha ironizzato che nella fretta attuale a volte i giornalisti neanche leggono quello che si ‘copia e incolla’. Ha ricordato la mancanza di stagisti nelle redazione, e la difficoltà con tanti super laureati che sanno lingue e master, ma che in redazione non sanno cosa fare.

Salvatore Mazza ha rilevato la quantità enorme di notizie che passano nello schermo del computer, così tante che non basterebbe neanche una giornata per leggere tutti i titoli. E della difficoltà di linguaggio, nell’uso di parole come ‘laico’, che nella Chiesa ha un significato e nel linguaggio secolare un altro.

Enzo Romeo, ha ricordato come si arrivava nei giornali, facendo il ragazzo di bottega e prima di arrivare a una specializzazione bisognava essere un giornalista ‘tout court’. “Per addentrarsi nella specializzazione, ha detto, bisogna innamorarsi di quella materia, contrariamente ci si trasforma in un tecnocrate”.

L’autore del volume, “Editoria, media e religione”, Don Giuseppe Costa, ha raccontato a ZENIT che nel libro ha raccolto l’esperienza di una vita dedicata al giornalismo:

“Mi sono da sempre occupato e giornalismo religioso e ho insegnato giornalismo religioso. Da giovane sacerdote ho studiato teologia pastorale giovanile e siccome avevo iniziato da dilettante a scrivere articoli mi mandarono a fare giornalismo alla LDC, al Bollettino Salesiano e all’università in America. Così sono rimasto nel giro dell’informazione religiosa”.

“Un libro che è nato - ha proseguito il religioso - dalla consapevolezza che esiste un problema comune a tutti i media, che è quello del linguaggio. Chiunque affronta l’informazione religiosa ha il dovere di conoscere il linguaggio, e deve adattarlo allo strumento che usa”.

Il linguaggio “è il problema chiave per l’informazione religiosa. Tanti equivoci, tanti stereotipi ci sono perché il linguaggio non è recepito. E linguaggio significa, storia, cultura, filosofia, teologia e così via”.

Un problema riguarda il giornalista laico è quello che da un giorno all’altro lo inviano a coprire lìinformazione religiosa. In questi casi “dovrebbe documentarsi, dovrebbe superare questo gap. Perché anche il giornalista più capace non può scrivere di una attività sportiva se non conosce il regolamento. Non può usare il linguaggio del basket per il calcio o per la pallavolo. Quindi così anche per la religione dove i problemi sono ancora più profondi, più particolari, più complessi”.

Una formazione che un giornalista può costruirsi. Come? “Attraverso letture e studi. Esistono anche luoghi deputati all’informazione religiosa, luoghi istituzionali, persone con cui confrontarsi su temi religiosi, e poi corsi nelle università che preparano i giornalisti. Per esempio nelle università pontificie ci sono dei corsi di formazione per i giornalisti”.

“Quindi i mezzi ci sono – ha proseguito - ma ci vuole la volontà. C’è molta superficialità, si pensa che si può fare l’informazione religiosa fondandosi su giudizi sommari”.

E ha anticipato: “Avevo preparato un libro su “Cinquant'anni di giornalismo religioso in Italia” (Frontiere della comunicazione). Questo libro sarà rieditato con la collaborazione di due giovani ricercatori, Merola e Caruso e lo presenteremo fra un mese e mezzo. Il libro avrà per titolo “Giornalismo religioso, storia metodo, e testi” è una novità che uscirà fra un mese.