Giornata di riflessione ebraico-cristiana alla Università Lateranense

Giovedì 16 gennaio, l'appuntamento incentrato sull'Ottava Parola, "Non rubare", con il rabbino Di Segni e l'economista Zamagni

Roma, (Zenit.org) | 216 hits

Giovedì 16 gennaio, dalle 17.30 alle 19.30, si svolgerà la tradizionale Giornata di riflessione ebraico-cristiana alla Pontificia Università Lateranense (Aula Multimediale Pio XI) che quest’anno sarà incentrata sull’Ottava Parola: “Non rubare” (Esodo 20,15).

L’incontro, presieduto da monsignor Marco Gnavi, incaricato dell’Ufficio diocesano per l’ecumenismo e il dialogo che lo organizza, si aprirà con il saluto del vescovo Enrico dal Covolo, rettore della Pontificia Università Lateranense. Seguiranno gli interventi di Riccardo Di Segni, rabbino capo della Comunità ebraica di Roma, e dell’economista Stefano Zamagni, docente dell’Università di Bologna.

«Tutti i fenomeni italiani di malessere e di corruzione - commenta monsignor Marco Gnavi - rivelano l’abbassamento del livello di civiltà e di dignità della persona umana, a svantaggio dei più deboli e a vantaggio della cultura dello scarto e di un economicismo disumano. Le crisi finanziarie hanno come fondamento primo una crisi di visione della dignità dell’uomo. Il nostro Paese deve recuperare il senso della dignità dell’uomo, cosa che deve avvenire anche a livello europeo e planetario». La consueta differenza prospettica, tra esegesi ebraica e cristiana, «aiuterà a dibattere sulle sfide che ci attendono».

«L’incontro tra il rabbino Di Segni e il professor Zamagni - aggiunge l’incaricato diocesano per l’ecumenismo e il dialogo - ci farà ritrovare una visione più umana e più vera del nostro vivere associato. Il richiamo biblico impone a tutti una riflessione sull’equità sociale e sul fine ultimo dei beni al servizio dell’uomo. Papa Francesco ha parlato della cultura dello spreco e della falsa idea che il benessere economico sia di per sé portatore di equità sociale. Al contrario - conclude monsignor Gnavi - una distribuzione equa dei beni può venire solo sulla base di una forte accoglienza dell’Ottava Parola».