Giornata Mondiale del Malato: in arrivo l'Indulgenza

L'evento culminerà con il pellegrinaggio al santuario mariano di Altötting

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 713 hits

La XXI Giornata Mondiale del Malato sarà arricchita da uno specifico Sussidio. L’opuscolo, curato dal Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari ed edito dalle Edizioni Camilliane, viene offerto dalle Conferenze Episcopali che ne fanno richiesta, affinché possa essere pubblicato dalle diverse case editrici di riferimento.

Come ha spiegato stamattina in conferenza stampa, padre Augusto Chendi, M.I., sottosegretario del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, il Sussidio “secondo la volontà del Santo Padre Benedetto XVI, vuole essere utile per tutto l’Anno Liturgico ed aiutare a costituire e ad accrescere un’unica sinfonia di fede, di preghiera e di riflessione nella Chiesa intera per il variegato mondo della sofferenza e della salute”.

Il testo è scandito in tre momenti fondamentali (Avvento-Natale; Giornata Mondiale del Malato; Quaresima-Pasqua) ed include una Via Crucis “per offrire ai malati, agli operatori sanitari, agli operatori pastorali, alle famiglie, alle parrocchie e ai volontari spunti di riflessione teologica, approfondimenti pastorali e formulari di preghiera” in linea con il tema scelto dal Santo Padre.

“Affidando questo Sussidio a tuttala Chiesa – ha proseguito padre Chendi - e in particolare al mondo della salute, alle parrocchie, all’articolato mondo del volontariato si intende quindi creare quella comunione di grazia, di preghiera e di carità vicendevole che vede nel mistero della sofferenza e nel mondo sanitario la testimonianza speculare, concreta e quotidiana della fede, che dal letto del dolore e accanto a chi soffre è sorgente non secondaria di evangelizzazione e di speranza”.

Quanto alla celebrazione delle Giornate Mondiali, padre Chendi ha specificato che ad Altötting, sarà il presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, monsignor Zygmunt Zimowski a rappresentare il Santo Padre come suo legato.

In occasione della Giornata Mondiale del Malato, Benedetto XVI ha inoltre concesso l’Indulgenza con l’intenzione che, nell’Anno della Fede, “si riveli una sempre più efficace catechesi sul senso salvifico della sofferenza e sensibilizzi maggiormente tutti coloro che, a vario titolo, sono impegnati a servizio di chi soffre nell’anima e nel corpo”.

L’Indulgenza plenaria sarà concessa a tutti i fedeli che, alle consuete condizioni (confessione sacramentale, comunione eucaristica, preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre), che in un giorno dal 7 all’11 febbraio, nel santuario di Altötting o in qualsiasi altro luogo stabilito dall'Autorità ecclesiastica, parteciperanno devotamente ad una cerimonia celebrata per impetrare da Dio i propositi della Giornata Mondiale del Malato e reciteranno il Padre Nostro, il Credo ed una pia invocazione alla Beata Vergine Maria.

L’Indulgenza parziale è destinata a tutti quei fedeli che si rivolgeranno a Dio con cuore contrito, nei giorni sopra segnati, devote preghiere in aiuto degli infermi nello spirito del corrente Anno della fede.

Durante la conferenza stampa è intervenuto anche il rettore del santuario di Altötting, monsignor Ludwig Limbrunner, che ha ricordato la notevole prossimità - geografica e spirituale - di questo luogo sacro, con le origini di papa Ratzinger. Altötting, ha spiegato monsignor Limbrunner, citando Benedetto XVI, è “nel cuore della Baviera e dell’Europa” e vanta “circa un milione di pellegrini l’anno”.

La devozione popolare al santuario bavarese è legata soprattutto alla statua lignea della “Madonna nera” che, alla fine del XV propiziò il miracolo della resurrezione di un bambino morto annegato in un fiume.

Gli aspetti congressuali della Giornata Mondiale del Malato sono stati trattati da Jansusz Surkykiewicz, sacerdote e docente all’Università Cattolica di Eichstätt-Ingolstadt, che ha sottolineato l’occasione di dialogo tra scienza e teologia che si profila dall’evento.

Surkykiewicz si è poi soffermato sul ruolo del malato, del quale va garantito il “diritto a godere anche dell’assistenza religiosa” durante la degenza. Al tempo stesso l’infermo non è soltanto passivo: “Nella sofferenza – ha spiegato il sacerdote – egli può essere apostolo e imprimere un’impronta nella vita degli altri”.