Giovani per una Chiesa giovane

A settembre in Camerun il secondo congresso panafricano organizzato dal Pontificio Consiglio per i Laici

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CITTA’ DEL VATICANO, domenica, 19 agosto 2012 (ZENIT.org).- Il prossimo mese si svolgerà nella capitale del Camerun, Yaoundé, il 2° congresso panafricano del laicato cattolico. Per presentare l'evento, riportiamo un articolo tratto dall'edizione odierna de L'Osservatore Romano.

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Si terrà dal 4 al 9 settembre prossimi, a Yaoundé, in Camerun, il secondo congresso panafricano del laicato cattolico. È organizzato dal Pontificio Consiglio per i Laici in collaborazione con la Chiesa locale, in continuità con i precedenti appuntamenti in altri continenti, l’ultimo dei quali quello tenutosi a Seoul, in Asia, nel settembre 2010. L’incontro avrà per tema «Essere testimoni di Gesù Cristo in Africa oggi» e per obiettivo il sostegno ai fedeli laici di quelle terre, in un momento in cui viene chiesto loro di «approfondire la vocazione cristiana», in vista dell’imminente inizio dell’Anno della fede.

Ai lavori sono attesi trecento delegati, provenienti dalle Conferenze episcopali, dalle associazioni e dai movimenti diffusi in tutta l’Africa: una realtà giovane, se si pensa che la fascia d’età tra i 15 e i 24 anni rappresenta più del 20 per cento della popolazione africana; e che il 42 per cento degli abitanti del continente hanno oggi meno di 15 anni.

Tra i luoghi già scelti per la celebrazione del congresso, la cattedrale di Yaoundé e la basilica minore Regina degli Apostoli di Mvolyé. Dopo un’analisi della situazione geopolitica e delle priorità della Chiesa nel continente, ci si interrogherà sulla vocazione e sulla missione dei fedeli, facendo riferimento alla magna charta dell’apostolato dei laici, l’esortazione apostolica Christifideles laici (1988), cercando di cogliere le peculiarità della loro vocazione in un contesto così particolare e insistendo sulla necessità di un’adeguata formazione. Altri documenti fondamentali di riferimento sono l’enciclica Redemptoris missio(1990), le due esortazioni apostoliche che hanno fatto seguito ai Sinodi dei vescovi africani,Ecclesia in Africa (1995) e Africae munus (2011).

Per quanto riguarda il contesto ecclesiale, «l’idea guida» sarà quella della Chiesa «Famiglia di Dio» e l’attenzione verrà posta sulla corresponsabilità dei laici nella costruzione della comunione. In questo ambito sarà avviata una riflessione sulla stagione aggregativa e sulla presenza di nuovi movimenti e comunità ecclesiali nel continente. Particolare attenzione sarà data all’impegno nei molteplici ambiti della vita pubblica e per la giustizia, la pace e la riconciliazione, cui verrà dedicata per intero l’ultima giornata dei lavori.

Del resto l’Africa è nel cuore del pontificato di Benedetto XVI. Lo dimostrano i due viaggi che egli ha voluto compiere nel continente, entrambi collegati alla convocazione e al successivo svolgimento della seconda assemblea speciale per l’Africa del Sinodo dei vescovi: quello in Camerun e in Angola, dal 17 al 23 marzo 2009, per la pubblicazione dell’Instrumentum laboris; e quello in Benin, dal 18 al 20 novembre 2011, per la consegna dell’esortazione apostolica postsinodale Africae munus. Nella visione di Papa Ratzinger il continente africano non è il grande malato del mondo, che soffre a causa della povertà estrema di molti suoi abitanti, delle guerre che si combattono sul suo territorio o delle pandemie che uccidono come e più di un conflitto armato. Pur senza chiudere gli occhi su queste realtà, Benedetto XVI considera il continente africano il «polmone spirituale dell’umanità» e ritiene che la sua visione della vita predisponga «ad ascoltare e a ricevere il messaggio del Cristo e comprendere il mistero della Chiesa» (Africae munus, n. 69). Il messaggio di Benedetto XVIè esigente, ma al tempo stesso libera grandi energie: quelle dei cristiani d’Africa, cui chiede un impegno a servizio della riconciliazione, della giustizia e della pace nel continente, ma anche della Chiesa universale. Molte tra le priorità indicate nell’esortazione apostolica postsinodale attengono alla sfera secolare e riguardano quindi, in maniera speciale i laici, esortandoli a un rinnovato impegno ecclesiale e civile.

Per questo il Pontificio Consiglio è impegnato in una fase di approfondimento del magistero e di analisi delle sfide, con le quali i fedeli africani si confrontano in questa fase storica. Per farlo è stato convocato un gruppo ad hoc di esperti che sostengono il dicastero nella preparazione dell’avvenimento e a partire dal dicembre 2010 sono stati coinvolti i rappresentanti di associazioni e movimenti ecclesiali presenti nel continente.

(©L'Osservatore Romano 19 agosto 2012)