"Giovani, siate una minoranza creativa"

Monsignor Luigi Negri invia un messaggio di auguri pasquali ai fedeli di Ferrara-Comacchio ed una nota di ringraziamento per la Giornata Mondiale della Gioventù diocesana

Ferrara, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 457 hits

L’annunzio “pieno di pace e di gioia” che giunge con la Santa Pasqua, incontra gli uomini “in un momento di crisi che sembra addirittura inutile evocare per l’evidenza macroscopica che essa ha nella nostra vita sociale”. Lo afferma monsignor Luigi Negri, arcivescovo di Ferrara-Comacchio, nel messaggio di auguri ai fedeli della sua diocesi.

“È una crisi – scrive il presule - che ormai si afferma in tutti gli spazi, in tutte le dimensioni, in tutti i rapporti, nelle problematiche della vita quotidiana, personale e sociale, e nelle dimensioni anche più ampie della vita economico – politica a livello globale: è possibile che l’uomo muoia”.

In quest’epoca ritornano le “grandi trepidazioni” di Sant’Ireneo di Lione che, nel II secolo, ammoniva i suoi contemporanei sulla “possibilità reale” che “l’uomo scompaia come avvenimento di vita, di libertà, di coscienza, di impegno morale e di attenzione alla vita familiare e sociale”.

La scomparsa dell’uomo, osserva Negri, è un rischio reale alla luce di una “prassi di vita personale e sociale che sembra costruita sul nulla e non sulla domanda di verità, di bellezza, di bene e di giustizia che caratterizzano l’uomo di ogni tempo e in ogni tempo, e che costituiscono la radice ultima della sua identità e della sua dignità”.

Fuori dalla Pasqua, tutto sembra andare a vantaggio dello storico avversario di Gesù Cristo, il demonio, che il Figlio di Dio ha però sconfitto, insieme ai suoi “piani empi e perversi”.

Allora è proprio nell’apertura del cuore umano al Risorto che si potrà vedere “la radice della vita nuova e il movimento di fede che fa diventare questa vita nuova, esperienza, sacrificio e letizia quotidiana”.

Monsignor Negri ha quindi rivolto il proprio augurio ai “più deboli”, ovvero ai “poveri che hanno fame di pane, di fede, di verità e di cultura”. Il “tremendo dilagare” della povertà in forme inedite e gravissime, tende a spegnere in molti la stessa capacità di rischiare e di osare”, ha ammonito.

Ulteriori e speciali auguri sono indirizzati dall’arcivescovo di Ferrara-Comacchio “ai malati, e soprattutto a quelli che sono nella fase conclusiva della loro vita”; ai “bambini che nel mondo di oggi finiscono per essere un grande popolo di umiliati” ma “soprattutto violati, troppo violati, anche nel contesto della vita della nostra società, nella loro innocenza e quindi nella loro dignità”; agli “anziani, soprattutto a quelli che sono ancora in grado di contribuire in maniera vera e viva alla vita delle famiglie e della società”; alle “famiglie perché trovino in Cristo la forza per accogliere le gravi sfide lanciate dalla Modernità”; ai “sacerdoti” e ai “seminaristi” della Diocesi che in questo primo anno di ministero episcopale, monsignor Negri ha “conosciuto, apprezzato e cercato di guidare con amorevole fermezza”.

I giovani sono stati oggetto di menzione anche in un messaggio specifico in cui l’arcivescovo di Ferrara-Comacchio esprime la sua gratitudine per la loro partecipazione alla Giornata Mondiale della Gioventù nella diocesi emiliana, individuando in essi una “minoranza creativa” in grado di “creare, nella vita della Chiesa e della società, fatti nuovi di intelligenza e di amore, di capacità di dedizione, di creatività positiva, legata al riconoscimento e all’attuazione della propria vocazione cristiana”.

Monsignor Negri li ha quindi invitati a rivolgersi alla “maggioranza” di loro coetanei “che assiepa i luoghi di divertimento e non si presenta come un popolo bensì come un insieme di individui soggetti ad una vita consumistica”, trasmettendo loro il messaggio che “l’uomo è infinitamente superiore all’immediatezza istintiva con cui è tentato di vivere la propria vita e il proprio rapporto con il reale, semplicemente secondo la logica del consumo e del possesso”.

“La vostra testimonianza di cristiani autentici apra davanti al cuore dei vostri fratelli giovani una nuova possibilità di vita che può essere percorsa fin da subito se ciascuno impegna tutta l’intelligenza e tutto il cuore di cui è dotato per riconoscere Cristo e seguirlo”, ha quindi aggiunto il presule.