Giovanni Paolo II affida il popolo svizzero alla Vergine Maria

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BERNA, lunedì, 7 giugno 2004 (ZENIT.org).-Prima dell’Angelus di domenica scorsa, mentre si trovava a Berna, in Svizzera, dove si è recato in viaggio apostolico in occasione dell’“Incontro nazionale dei Giovani cattolici della Svizzera”, Giovanni Paolo II ha affidato alla Vergine Maria il popolo elvetico, affinchè possa continuare a far germogliare in esso il desiderio di una società pacifica, rispettosa dei diversi gruppi etnici che la abitano, e attenta ai bisogni di chi è in difficoltà.



“Vegli Maria sulle famiglie, custodendo l’amore coniugale e sostenendo la missione dei genitori. Conforti gli anziani e li aiuti a non far mancare alla società il loro prezioso contributo”, ha affermato il Pontefice.

“Alimenti nei giovani – ha poi proseguito – il senso dei valori e l’impegno nel perseguirli. Ottenga per l’intera comunità nazionale la costante e concorde volontà di costruire insieme un Paese prospero e pacifico, al tempo stesso attento e solidale verso quanti sono in difficoltà”.

“Al termine di questa celebrazione – ha poi confessato il Santo Padre nella Solennità della Santissima Trinità, dimostrando ancora una volta la propria profonda devozione alla Vergine – vorrei recarmi in spirituale pellegrinaggio ai tanti Santuari e chiese che anche in Svizzera sono dedicati a Maria”.

“Da questi luoghi santi Maria veglia sulle valli e sulle contrade del vostro Paese, aiutando i credenti a conservare ed accrescere i beni preziosi della fede, della speranza e dell’amore”, ha proseguito.

Il Pontefice ha voluto poi affidare “in modo speciale” a Maria “la gioventù della Svizzera, alla quale il Papa guarda con affetto e gratitudine. Da cinque secoli, infatti, sono i giovani di questo Paese ad assicurare al Successore di Pietro e alla santa Sede il prezioso e stimato servizio della Guardia Svizzera Pontificia”.

Secondo il Papa, nella “generosa fedeltà” delle Guardie Svizzere tutti possono ammirare “lo spirito di fede e di amore alla Chiesa” di tanti cattolici svizzeri.

Il Pontefice ha auspicato, infine, che la Vergine Maria aiuti la Svizzera “a conservare l’armonia e l’unità fra i vari gruppi linguistici ed etnici che la compongono, valorizzando l’apporto di ciascuno”.

Al termine dell’Angelus, il Papa ha affermato: “E’ con grande gioia che ancora una volta vi dico: grazie Svizzera”. “Che il Signore vi benedica e rimanga con voi per tutta l’eternità”, ha infine concluso.