Giovanni Paolo II chiama le parrocchie ad “un costante sforzo di evangelizzazione”

| 269 hits

CITTA’ DEL VATICANO, lunedì 22 marzo (ZENIT.org).- Giovanni Paolo II nell’incontrare lo scorso sabato, 20 marzo , i fedeli di quattro parrocchie della diocesi di Roma ha ricordato loro che la priorità di una comunità parrocchiale consiste nel portare avanti un impegno costante verso l’evangelizzazione, animato da un sano spirito di accoglienza.



Ospiti della Celebrazione Eucaristica presieduta nell’Aula Paolo VI dal Santo Padre le parrocchie di San Massimiliano Kolbe al Prenestino, San Patrizio, Santa Maria Mediatrice e Santa Margherita Maria Alacoque, le quali, come ha anch’egli riconosciuto, sono costrette a convivere con il problema della “precarietà delle strutture” che domina il paesaggio urbano della periferia est di Roma.

Il Pontefice ha per questo ringraziato quanti “ frequentano assiduamente gli itinerari di formazione cristiana e di catechesi”e “si dedicano al servizio liturgico e della carità verso i fratelli bisognosi, come pure alla preparazione dei giovani al matrimonio e alla vita familiare” richiamando il “costante sforzo di evangelizzazione” a cui tutte le parrocchie sono chiamate.

Di fronte alle circa 10.000 persone riunitesi nell’Aula Paolo VI in Vaticano il Papa ha invitato le comunità parrocchiali ad essere “aperte ed accoglienti”, in special modo verso i “numerosi fedeli latinoamericani e polacchi” che abitano queste zone degradate della città.

A questo proposito in una intervista rilasciata ai microfoni di “Radio Vaticana” don Tomasz Porzycki, il parroco della parrocchia di Santa Maria Mediatrice, ha parlato della presenza di gruppi di immigrati latino-americani che già da qualche “sono abituati a venire a Messa guidati dai padri Scalabriniani”.

Affermando poi che per questi stranieri “avere un luogo dove incontrarsi è particolarmente importante: è un modo per sentirsi in famiglia. In tal modo, si avvicinano di più alla Chiesa che ha aperto loro le sue porte, quasi considerandola la loro famiglia”.

Il Pontefice poi, proseguendo nel suo discorso, ha chiesto esplicitamente di fare in modo che “questi nostri fratelli e sorelle si sentano amati come Cristo ha amato e servito ogni uomo e ogni donna fino al sacrificio di sé”. Perchè “è questa la concreta testimonianza della fede che tocca il cuore anche dei cosiddetti lontani”.

Invitando, successivamente, i giovani presenti a partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù, che quest’anno si celebrerà a livello diocesano a Roma con due appuntamenti speciali: una vigilia – il 1° aprile in piazza San Pietro in Vaticano – e la messa della Domenica delle Palme, sempre nella stessa piazza. Ad entrambi gli incontri prenderà parte anche il Santo Padre.

“Cari giovani, fate della Croce il vostro essenziale riferimento – ha detto il Papa -. Attingete da Cristo crocifisso e risorto il coraggio per evangelizzare il nostro mondo così travagliato da divisioni, odi, guerre, terrorismo, ma ricco di tante risorse umane e spirituali”.

Giovanni Paolo II continua in questo modo il suo appuntamento settimanale con le parrocchie della sua diocesi, cominciato all’inizio del suo pontificato. Poichè il suo stato di salute gli rende difficile di recarsi in visita presso le diverse parrocchie di Roma, a giungere in Vaticano ora sono le stesse comunità parrocchiali.