Giovanni Paolo II chiede al popolo sloveno di rimanere fedele ai suoi valori cristiani

La ex Repubblica Jugoslava è entrata nella UE il 1° maggio scorso

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CITTA’ DEL VATICANO, venerdì, 28 maggio 2004 (ZENIT.org).- Giovanni Paolo II nel ricevere in udienza questo venerdì il Primo Ministro della Repubblica Slovacca, il Signor Anton Rop, insieme alla Consorte e al Seguito, si è detto certo che il suo paese potrà dare un grande contributo all’Unione Europea, forte della sua storia e della sua cultura permeata di valori cristiani.



Il Primo Ministro, accompagnata da una delegazione, si è recato questo venerdì nel Palazzo Vaticano, per prendere parte all’atto solenne dello scambio degli Strumenti di Ratifica dell’Accordo intervenuto fra la Slovenia e la Santa Sede, che riconosce alla Chiesa uno statuto giuridico all’interno dell’antica repubblica comunista.

Sottolineando in questo gesto “l’impegno della Repubblica di Slovenia di mantenere buoni rapporti con la Sede Apostolica”, il Pontefice ha poi affermato che “questi rapporti sono fondati sul mutuo rispetto e sulla leale collaborazione a vantaggio di tutti gli abitanti del vostro Paese, che da poco è entrato a far parte dell’Unione Europea”.

“So che la Slovenia desidera contribuire al comune impegno di fare dell’Europa una vera famiglia di Popoli in un contesto di libertà e di mutua cooperazione, salvaguardando al tempo stesso la propria identità culturale e spirituale”, ha aggiunto.

“Signor Primo Ministro – ha aggiunto il Santo Padre – sono certo che la Slovenia potrà offrire questo suo apporto in modo efficace, perché può fare riferimento anche ai valori cristiani, che costituiscono parte integrante della sua storia e della sua cultura”

L’ 82,62% dei quasi due milioni di abitanti di questa repubblica, che costituisce parte dell’antica Jugoslavia, è cattolico. La Slovenia, dichiaratasi indipendente nel 1991, è entrata a far parte dell’Unione Europea il 1° maggio scorso.

“A questi valori resti sempre fedele!”, è stato l’appello del Papa alla Slovenia, prima di impartire la propria Benedizione, invocando l’intercessione di Dio affinchè aiuti il popolo sloveno “a progredire costantemente sulla via dello sviluppo e della pace”.

L’accordo, firmato a Ljubljana il 14 dicembre 2001, come risultato, riferisce la “Radio Vaticana”, di 10 anni di trattative, è entrato in vigore con l’atto solenne compiuto quest’oggi dal Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, e dal premier della Repubblica di Slovenia.

Fra le varie questioni toccate nell’accordo, merita particolare attenzione il diritto riconosciuto alla Chiesa cattolica, e contemplato nell’art. 10, di istituire e gestire “scuole di ogni ordine e grado, collegi e altre istituzioni di insegnamento e di educazione”.

Affermando poi che lo Stato si impegna a sovvenzionare questi centri “secondo gli stessi criteri, seguiti per simili istituzioni private”, e che “gli alunni e studenti di questi centri godranno dello status di cui godono gli studenti dei centri di insegnamento pubblico”.