Giovanni Paolo II chiede di aiutare i media ad esprimere le loro “enormi” potenzialità

Per la celebrazione dei quarant'anni del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali

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CITTA’ DEL VATICANO, 10 marzo 2004 (ZENIT.org).- Questo martedì, 9 marzo, Giovanni Paolo II ha chiesto ai professionisti dei mezzi di comunicazione di esprimere le “enormi” possibilità dei media nella promozione dei valori umani e familiari.



Questo è stato il messaggio comunicato ai partecipanti dell’Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, che celebra in Vaticano il quarantesimo anniversario della sua fondazione (il 2 aprile del 1964 su iniziativa di Paolo VI, in risposta alle istanze avanzate dai partecipanti al Concilio Vaticano II).

L’Assemblea celebra anche i quarant'anni della pubblicazione del decreto conciliare “Inter Mirifica” sui mezzi di comunicazione sociale (4 dicembre 1963).

Nel breve discorso rivolto in inglese ai membri del Consiglio vaticano, guidati dal loro presidente, l’arcivescovo statunitense John P. Foley, il Pontefice ha affermato: “desidero incoraggiarvi a trarre ispirazione dal decreto conciliare per proseguire nella missione, volta ad aiutare coloro che lavorano in questo vasto settore per animarlo 'di valori umani e cristiani'".

“In tal modo – ha riconosciuto -, gli strumenti della comunicazione potranno mettere a maggior frutto il loro 'immenso potenziale positivo per la promozione di solidi valori umani e familiari, contribuendo al rinnovamento della società'", ha affermato ricordando il tema centrale del Messaggio per la 38ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2004.

Il Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, secondo l’articolo 169 della costituzione apostolica “Pastor Bonus” promulgata da Giovanni Paolo II nel 1988: "(...) si occupa delle questioni che riguardano gli strumenti di comunicazione sociale, affinché, anche per mezzo di essi, il messaggio della salvezza e l'umano progresso possano servire all'incremento della civiltà e del costume”.

“Il Consiglio attende alla precipua funzione di suscitare e sostenere tempestivamente ed adeguatamente l'azione della Chiesa e dei fedeli nelle molteplici forme della comunicazione sociale; di adoperarsi perché, sia i giornali e gli altri scritti periodici, sia gli spettacoli cinematografici, sia le trasmissioni radiofoniche e televisive siano sempre più permeati di spirito umano e cristiano”, indica il Santo Padre.

Nella costituzione si legge ancora : “Con speciale sollecitudine esso segue i quotidiani cattolici, le pubblicazioni periodiche, le emittenti radiofoniche e televisive, perché realmente corrispondano alla propria indole e funzione, divulgando soprattutto la dottrina della Chiesa, quale è proposta dal Magistero, e diffondendo correttamente e fedelmente le notizie di carattere religioso”.

Il Papa inoltre chiama ad incentivare “le relazioni con le associazioni cattoliche, che operano nel campo delle comunicazioni”, facendo in modo che tutto il mondo cattolico “specialmente in occasione della celebrazione della Giornata delle Comunicazioni Sociali, prenda coscienza del dovere, che spetta a ciascuno, di impegnarsi affinché tali strumenti siano a disposizione della missione pastorale della Chiesa”.

Attraverso la costituzione “Pastor Bonus”, il Papa ha costituito, come “speciale ufficio” dipendente dalla Prima Sezione della Segreteria di Stato, la Sala Stampa della Santa Sede, affidando ad essa il compito di pubblicare e divulgare "le comunicazioni ufficiali riguardanti sia gli atti del Sommo Pontefice sia l'attività della Santa Sede”.