Giovanni Paolo II: speranza vibrante per il futuro dell'umanità

Intervista a George Weigel, biografo di Wojtyla, sulla canonizzazione del Papa polacco e su quanto il suo ministero influenzi oggi la Chiesa e il pontificato di Francesco

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Junno De Jesús Arocho Esteves | 409 hits

Mentre sta per scadere il conto alla rovescia in vista della canonizzazione dei due Papi Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, la Sala Stampa della Santa Sede organizza, in questi giorni, diverse conferenze per far conoscere al meglio la vita di questi due uomini, Pontefici, Santi. Durante il briefing di ieri, ospite d'eccezione, insieme allo storico portavoce Joaquin Navarro-Valls, è stato George Weigel, uno degli autori che più ha scritto sulla vita e sul pontificato di Giovanni Paolo II. Nel suo intervento, l'autore ha spiegato l’importanza della nazionalità e della cultura polacca nel pontificato di Wojtyla e ha indicato i due Pontefici come “espressioni rilevanti del Concilio Vaticano II". Al termine dell'incontro, ZENIT lo ha intervistato.

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Che cosa significa questa Canonizzazione per lei?

Weigel: E' un grande evento per la Chiesa, un buon evento per il mondo, perché Giovanni Paolo II ha toccato il cuore delle persone in tutto il mondo, uomini e donne, diverse per convinzioni religiose o per nessuna convinzione religiosa. La canonizzazione di Wojtyla è quindi, a mio parere, importante per sollevare la storia del mondo, in un momento dove esso sembra circondato da ombre scure. Papa Giovanni Paolo II è stato un uomo che ha suscitato una vibrante speranza per il futuro dell'umanità. La sua canonizzazione non può che essere dunque una bella notizia per il mondo e per la Chiesa.

Milioni di fedeli gioiscono per la canonizzazione di Giovanni Paolo II , ma alcuni criticano il fatto che il processo sia stato un po' troppo veloce. Qual è il suo parere in proposito?

Weigel: Il processo di beatificazione e canonizzazione è stato serio e scrupoloso, e se qualcuno non lo capisce dovrebbe approfondirne la conoscenza. Siamo di fronte al giudizio ufficiale della Chiesa, raggiunto dopo che il popolo si era espresso chiaramente l’8 aprile 2005, gridando al funerale “Santo subito”. Il processo non ha fatto altro che confermare la santità del Pontefice. 

Alcuni giornali statunitensi hanno messo in discussione la canonizzazione di Giovanni Paolo II, sostenendo che durante il suo pontificato sono stati coperti casi di abusi sessuali su minori da parte del clero. Qual è il suo pensiero a riguardo?

Weigel: La prima cosa da dire su Giovanni Paolo II e i sacerdoti cattolici è che lui è stato un grande riformatore del processo di formazione e accompagnamento al sacerdozio. Nel 1978 quando è stato eletto Pontefice la situazione del sacerdozio era in condizioni terribili, migliaia di preti avevano lasciato il ministero. Giovanni Paolo II si può dire abbia riformato il sacerdozio cattolico. Posso ben confermare che appena ebbe le informazioni necessarie per affrontare i casi di abusi negli Stati Uniti, prese decisioni responsabili e severe. Un esempio di quanto bene ha fatto è nei seminari di tutto il mondo, con migliaia di uomini che hanno offerto la propria vita a Cristo ed alla Chiesa, seguendo il suo esempio. Tutte le nuove vocazioni sono frutto della riforma del Papa polacco e confermano la bontà del suo esempio.

Quale secondo lei l’influenza spirituale di Giovanni Paolo II nel pontificato di Papa Francesco?

Weigel: Beh, il fatto che questa canonizzazione si svolge nella Domenica della Divina Misericordia, che era un’iniziativa di Giovanni Paolo II e che la misericordia di Dio è il tema centrale del pontificato di Papa Francesco, dimostra che vi è un legame chiaro e profondo tra questi due uomini. Ed è anche il senso che il mondo sta cercando oggi. Il mondo è spesso confuso su ciò che desidera, ci sono ferite profonde nel tessuto dell'umanità e la Divina Misericordia è la risposta più appropriata ed efficace che la Chiesa sta fornendo.