Giovanni Paolo II: “Sulla famiglia si gioca il futuro dell’Europa”

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CITTA’ DEL VATICANO, venerdì, 25 giugno 2004 (ZENIT.org).- “Sulla famiglia si gioca il futuro dell’Europa”, e per reagire alla “crisi profonda” che sta attraversando il nostro Continente occorre “riaffermare” il primato delle “istituzioni del matrimonio e della famiglia come realtà che derivano dalla sapiente volontà di Dio”, ha affermato Giovanni Paolo II.



Questo il discorso che il Santo Padre ha rivolto, questo venerdì, nel ricevere in udienza i partecipanti al Simposio europeo dei Docenti universitari sul tema "La Famiglia in Europa", impegnati a Roma fino al 27 giugno a riflettere e a confrontarsi su “fondamenti, esperienze e prospettive della famiglia in Europa”.

“La famiglia è lo specchio della società, e pertanto anche dell’Europa che si va costruendo”, ha esordito il Papa tenendo poi a sottolineare che “l’evoluzione della famiglia è e sarà il più importante rivelatore degli sviluppi culturali ed istituzionali del Continente”.

Di qui l’opportunità richiamata poi dal Pontefice, per le università ma ancora di più per i “docenti cristiani”, di seguire “con attenzione le dinamiche familiari, promuovendo nelle nuove generazioni una responsabile e consapevole riflessione”.

Le “vicende” del “modello europeo di famiglia”, frutto dell’incontro “tra il diritto romano e il messaggio cristiano”, secondo il Santo Padre “coincidono con quelle della stessa civiltà occidentale”, e a metà del secolo scorso “nelle comunità socialmente ed economicamente più sviluppate sono emersi in modo dirompente fenomeni sintomatici di una crisi profonda, con le conseguenze che oggi sono sotto gli occhi di tutti”.

“Di fronte a tale crisi la famiglia è sempre stata un elemento di coesione e di forza e, anche quando aspramente contestata, è rimasta oggetto di aspirazioni, desideri, progetti, nostalgie”, ha poi continuato.

Il Santo Padre ha poi spiegato che “l’origine della crisi è, in realtà, di tipo culturale, al punto che oggi le nuove generazioni appaiono fortemente attratte dall’ideale della famiglia tradizionale, ma quasi incapaci di assumerne la responsabilità in modo adeguato”.

“La questione centrale” che si pone a questo punto è: “Si può ancora parlare oggi di un modello di famiglia?”. A questa domanda il Papa ha risposto affermando che “la Chiesa è convinta che, nel contesto odierno, sia più che mai necessario riaffermare le istituzioni del matrimonio e della famiglia come realtà che derivano dalla sapiente volontà di Dio”.

“A tal fine, accanto ad iniziative propriamente pastorali, diventa altamente significativo il ruolo di quanti operano nell’ambito della cultura e della ricerca scientifica, dove il metodo è quello del dialogo e del confronto tra diverse discipline interessate alle tematiche familiari”, ha poi indicato.

Prima di congedarsi il Pontefice ha così auspicato che questo Simposio rappresenti una “opportuna iniziativa” affinchè “nell’Europa di oggi e di domani la famiglia possa adeguatamente svolgere il ruolo che compete alla sua altissima dignità".