Gli aforismi al Meeting

L'infinito visto da autori diversi

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di Antonio Gaspari

RIMINI, lunedì, 20 agosto 2012 (ZENIT.org).- Nell’edizione del Meeting di questo anno c’è una piacevole novità. 

A salire le scale della Fiera si trovano degli aforismi che cercano di cogliere il senso più profondo della XXXIII edizione del Meeting.

“La natura dell’uomo è il rapporto con l’infinito”, ha scritto don Luigi Giussani, il servo di Dio che ha dato vita a Comunione e Liberazione.

E il matematico, fisico, filosofo e teologo francese Blaise Pascal ha scritto: “L’ultimo passo della ragione è il riconoscere che ci sono un infinità di cose che la sorpassano”.

Sullo stessa tema il poeta britannico Edward Young ha affermato: “Fabbrica troppo in basso chi fabbrica al di sotto delle stelle”. 

Il poeta tedesco Johan Wolfgang Goethe ha commentato: “La vita è l’infanzia della nostra immortalità”. 

“Tutte le cose finite mostrano infinitezza”, ha scritto invece il poeta americano Theodore Roethke. 

Per concludere con il poeta francese Charles Peguy, che ha scritto: “L’amnesia dell’eterno è il male del nostro secolo”. 

Se ci è permesso, a questi aforismi avremmo aggiunto il punto di vista di Charles de Foucauld, secondo cui “Il migliore, il vero infinito, la vera pace, sono ai piedi del divin tabernacolo”.  

Grazie Meeting di queste riflessioni.