Gli archivi vaticani aprono la loro documentazione dal 1922 al 1939

Si comprenderà meglio il rapporto con il comunismo, il nazismo e il fascismo

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CITTA’ DEL VATICANO, domenica, 2 luglio 2006 (ZENIT.org).- Benedetto XVI ha dato indicazioni perché si apra tutta la documentazione contenuta negli archivi vaticani, incluso l’Archivio Segreto, sul pontificato di Pio XI, che abbraccia il complicato periodo che va dal 6 febbraio 1922 al 10 febbraio 1939.



Grazie a questa decisione, annunciata dalla Santa Sede il 30 giugno, i ricercatori potranno consultare tutte le fonti relative a quel periodo “conservate nelle diverse serie degli Archivi della Santa Sede e principalmente nell’Archivio Segreto Vaticano e nell’Archivio della Seconda Sezione della Segreteria di Stato (già Congregazione degli Affari Ecclesiastici Straordinari)”.

L’annuncio è stato fatto attraverso un comunicato firmato dai sacerdoti Marcel Chappin, S.I. e Sergio Pagano, B., rispettivamente Responsabile dell’Archivio Storico della Segreteria di Stato e prefetto dell’Archivio Segreto Vaticano.

I ricercatori accreditati potranno consultare tutta la documentazione presso l’Archivio Storico Vaticano, secondo quanto spiega l’annuncio.

Si tratta di un annuncio estremamente atteso, già desiderato da Giovanni Paolo II, perché il pontificato di Pio XI è stato testimone di alcuni dei fatti più drammatici del XX secolo, caratterizzato dai totalitarismi: comunismo, nazismo e fascismo.

Gli archivi permetteranno di comprendere meglio l’atteggiamento del Papa di fronte a questi totalitarismi, che ha portato alla pubblicazione di alcuni dei suoi più importanti documenti.

Si spiegherà il rapporto tra la Chiesa e il fascismo di Benito Mussolini. Nell’enciclica “Non abbiamo bisogno” (29 giugno 1931), Pio XI definì il fascismo “dottrina totalitaria”, “vera e propria statolatria”.

Si analizzerà meglio il rapporto tra la Chiesa e l’ascesa al potere del nazismo in Germania. Il 14 marzo 1937, il Papa che aveva affermato “siamo tutti semiti” pubblicò l’enciclica “Mit Brennender Sorge” contro il nazismo, e in particolare contro la sua esaltazione della razza.

Si illustrerà più in dettaglio il rapporto della Chiesa con il comunismo, “intrinsecamente perverso”, come affermò nell’enciclica “Divini Redemptoris” (19 marzo 1937).

Il rapporto della Chiesa con la persecuzione religiosa messicana è un altro dei dossier di quegli anni. Il Papa lodò la fedeltà dei cattolici messicani nella lettera “Firmissimam constantiam” (28 marzo 1937).

Gli archivi mostreranno inoltre nuovi documenti sul rapporto della Santa Sede con la Spagna prima e durante la Guerra Civile spagnola e l’arrivo al potere del generale Francisco Franco.