Gli Esseni a Qumran? Nuove scoperte suscitano gli interrogativi degli esperti

| 1477 hits

Di Mirko Testa

GERUSALEMME, lunedì, 29 gennaio 2007 (ZENIT.org).- La scoperta di una latrina di 2.000 anni fa presso Qumran, uno dei siti archeologici più importanti nel mondo, secondo alcuni studiosi, sembra portare nuovi argomenti a favore della presenza degli Esseni nell’insediamento.

Tre ricercatori sostengono che l’area rinvenuta, destinata ai “servizi”, prova che in quell’epoca gli Esseni abitarono la zona, spiega lo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme.

“Fino ad oggi i reperti scoperti a Qumran sono notevoli: i resti di un insediamento con un acquedotto e bagni rituali, antiche calzature e ceramica, i Rotoli del Mar Morto”, ha reso noto questa Facoltà di Scienze Bibliche ed Archeologia.

I Rotoli, che includono frammenti dell’Antico Testamento e trattati sulla vita comunitaria e sulla guerra apocalittica, hanno contribuito notevolmente alla comprensione sia dell’ebraismo che del cristianesimo.

“Ora, grazie al lavoro di un antropologo israeliano, uno studioso americano e una scienziata francese, alle precedenti scoperte se ne può aggiungere un’altra”: escrementi umani.

Dai primi scavi negli anni Cinquanta, l’opinione dominante affermatasi tra gli studiosi fu che l’insediamento fosse appartenuto ai monaci esseni, inflessibili nell’osservare le rigide regole di purità rituale e del celibato ed estensori di molti dei Rotoli rinvenuti a Qumran.

Una corrente posteriore, ridiscutendo i dati archeologici e le fonti, ha sostenuto che gli abitanti di Qumran fossero coltivatori, vasai o soldati, e che non avessero alcun legame con gli Esseni. I Rotoli vennero scritti a Gerusalemme e poi messi in salvo nelle caverne da rifugiati ebrei in fuga dalla conquista dei Romani del I secolo.

Giuseppe Flavio racconta che, secondo le loro regole, gli Esseni, per espletare le loro funzioni, dovevano allontanarsi dall’abitato, scavare un buco profondo un piede, e in seguito richiudere il buco. Sulla base di questa indicazione, l’antropologo Joe Zias e l’esperto dei Rotoli del Mar Morto James Tabor hanno voluto dare uno sguardo alla latrina.

Partendo da queste indagini hanno dedotto che l’esistenza degli escrementi lontani dal sito è una prova della presenza degli Esseni a Qumran. Le tracce degli escrementi sotterrati sono state rinvenute, sopra la collina, a nove minuti di cammino dall’insediamento.

Stephanie Harter-Lailheugue, una scienziata specializzata in parassiti antichi, vi ha riscontrato segni di presenza di vermi parassiti e di altri due parassiti dell’intestino che si trovano solo negli escrementi umani. Non si può sapere con esattezza a quando risalgono questi ultimi che, non è escluso, possono essere stati lasciati dai Beduini, anche se non sembra sia costume dei nomadi ricoprirli con la terra.

“Sta di fatto che già era stata identificata una latrina a Qumran e proprio all’interno dell’insediamento. Zias pensa a servizi di emergenza: non sempre si possono attendere nove minuti prima di andare in bagno”, spiega lo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme.

Norman Golb, professore di storia all’università di Chicago e critico nei confronti del legame tra Qumran e gli Esseni, ha definito la pubblicazione “un’affermazione scandalosa”. Secondo lui, non vi sono connessioni tra il ritrovamento e la presenza degli Esseni a Qumran.

L’esperto dei Rotoli del Mar Morto Stephen Pfann, dell’University of the Holy Land di Gerusalemme, è del parere che, sebbene la scoperta dei parassiti non sia del tutto chiara, può essere ad ogni modo indicativa.

Pfann aggiunge che a Qumran possono essersi avvicendati diversi abitanti in periodi successivi: prima Giudei della dinastia (Asmonei) nel II secolo; poi un gruppo di monaci esseni fuggiti in seguito a un terremoto, rimpiazzati più tardi da un gruppo di coltivatori esseni; poi di nuovo un gruppo di ascetici esseni; infine ribelli giudei, quando la Giudea crollò sotto la pressione delle legioni romane.