Gli intoccabili cristiani in India sono doppiamente discriminati

Per la loro origine e per la conversione religiosa

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ROMA, lunedì, 30 gennaio 2006 (ZENIT.org).- Un Vescovo cattolico dell’India ha denunciato che i “dalits”, o intoccabili, che si convertono al cristianesimo subiscono maggiori discriminazioni, perché perdono i vantaggi offerti dalle autorità.



“Il 90% dei cattolici della mia diocesi è composto da ‘dalits’ (intoccabili), ma i nostri credenti nutrono grande fiducia nel futuro”, ha spiegato monsignor Joseph Kariyil, Vescovo di Punalur, nello Stato del Kerala (nel sud dell’India), in alcune dichiarazioni ad “Aiuto alla Chiesa che Soffre”.

“Nonostante la Costituzione indiana abbia abolito il sistema delle caste, questo è ancora molto presente. Gli intoccabili continuano ad essere discriminati in molti aspetti, ma per quanti si convertono al cristianesimo la situazione è anche peggiore, perché perdono molti vantaggi sociali concessi dalle autorità”.

Il Vescovo Kariyil ha anche sottolineato la funzione chiave dell’istruzione per il progresso sociale: “Dobbiamo investire nelle risorse umane”, perché “solo l’istruzione può salvarci”, ha osservato.

Il presule ha segnalato che, dei 2,5 milioni di abitanti della diocesi di Punalur, i cattolici sono appena 35.000: “Rappresentiamo la minoranza più esigua”, ha rivelato.

Le priorità attuali della diocesi, secondo il Vescovo, sono la promozione delle vocazioni e dei leader laici e il sostegno alle religiose.