Gli scout: un'alternativa moderna per la generazione delle playstation

Quest'anno si celebra il centenario della nascita dello scoutismo

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Di Mirko Testa

ROMA, venerdì, 23 febbraio 2007 (ZENIT.org).- La conferenza stampa di presentazione delle iniziative per il centenario dello scoutismo, tenutasi il 21 febbraio presso la “Radio Vaticana”, ha rappresentato l'occasione per sottolineare la modernità e la bellezza di questo modello educativo, il cui padre fondatore è Lord Robert Baden Powell (1857-1941).

A fare gli onori di casa è stato Giovanni Franchi de’ Cavalieri, Presidente Federale dell’Unione Internazionale delle Guide e Scouts d’Europa, il quale ha delineato brevemente la filosofia-scout, descrivendola come “un cammino personale di autonomia e responsabilità crescenti, in un sobrio stile di vita all'aperto”.

“L'alternativa che gli scout d'Europa propongono alla generazione delle playstation è di giocare, di ridere, di mangiare, di scherzare, di pregare, di cantare in armonia con i propri compagni e senza che nessuno disegni la loro adolescenza, ma vivendola da protagonisti per poi diventare, come diceva il nostro fondatore, quelli che guideranno da soli la propria canoa”, ha quindi sottolineato.

Successivamente, ha preso la parola il sacerdote slovacco, Cyril Vasil’, S.I., Assistente Federale dell’Unione Internazionale delle Guide e Scouts d’Europa, giunto in Italia nel 1987, “quando all'epoca si parlava ancora di una fuga più che di un arrivo”, ha ironizzato alludendo alla presenza della Cortina di Ferro.

Padre Vasil’ ha detto di aver scelto di dedicarsi alla pastorale giovanile nell'ambito di questa associazione, in modo particolare, dopo uno dei primi incontri ad Assisi organizzati dai gruppi scout, quando vide i ragazzi in ginocchio nel fango, intenti ad adorare di notte il Santissimo Sacramento.

Il sacerdote ha poi posto l'accento sulla sfida dell'unità europea a cui lo scoutismo tenta di porre rimedio “attraverso la promozione di attività concrete tra i giovani intese a togliere queste barriere e questi muri nei cuori”, ancora presenti nei popoli del Vecchio Continente come un triste retaggio di diffidenze, “perché non basta buttare giù i muri”.

Successivamente è intervenuto il Cardinale Ersilio Tonini, Arcivescovo di Ravenna-Cervia, il quale ha affermato che “la Chiesa di oggi ha il compito di preparare uomini diversi dal passato” e che per questa ragione i bambini assumono un ruolo decisivo.

“La prima preoccupazione della Chiesa è il bambino. Chi vuole garantire il futuro del mondo deve puntare su quelle creature. Ed è in questo quadro che io, come Vescovo, guardo allo scoutismo”, ha aggiunto.

Nel suo discorso il porporato ha sottolineato che “il fanciullo è la primizia da offrire a Dio”, è “l'attesa di Dio”, e che per questo “la Chiesa ha dedicato da sempre la propria attenzione all'età dell'innocenza”, ha continuato.

“Il metodo scout non parla per linee generali ma fa fare esperienze personali, per cui sei costretto a scoprire capacità che non pensavi di avere”, ha aggiunto il Cardinal Tonini.

Inoltre, nello scoutismo “la cura del singolo prevale sulla cura della comunità” e “la comunità ha ragione in quanto riesce a dare al singolo il suo posto giusto”.

Rivolgendosi infine agli scout presenti ha quindi detto: “Ricordate che il vostro compito è quello di svegliare il mondo intimo dell'individuo e la sua coscienza netta”.

“L'Unione Internazionale delle Guide e Scouts d'Europa – Federazione dello Scoutismo Europeo” (UIGSE-FSE) è stata fondata nel novembre 1956. Attualmente conta circa 60.000 ragazzi e ragazze e riunisce associazioni di “Guide e Scouts d'Europa” in 19 nazioni europee e in Canada.

L'Associazione Italiana Guide e Scouts d'Europa Cattolici, fondata il 14 aprile del 1976, vuole contribuire alla formazione religiosa, morale e civica dei giovani attraverso la pratica del metodo scout, secondo lo spirito del suo fondatore, e nella tradizione dello scoutismo cattolico iniziato da personaggi come padre Jacques Savin, il Conte Mario di Carpegna, e il professor Jean Corbisier.

Il metodo adottato è quello dell'intereducazione, nel senso ampio di “educazione all'altro” e quindi di maturazione costante nel rapporto con gli altri, o nell'aspetto particolare di rapporto fra i due sessi.

Tuttavia, per motivi educativi e per rispetto della vocazione di ognuno, le associazioni delle Guide e Scouts d'Europa accolgono ragazzi e ragazze in Unità distinte con attività separate per i due sessi, pur rifuggendo da separazioni artificiose e prevedendo anche momenti di incontro.

L'Associazione è strutturata in due “Sezioni”, maschile e femminile, e a sua volta ogni Sezione è suddivisa in tre branche che abbracciano complessivamente una fascia di età che va dagli 8 ai 21 anni. Oltre i 21 anni si resta nell'Associazione come dirigenti e responsabili.

A livello mondiale gli scout sono circa 38 milioni. In Italia attualmente è presente in un centinaio di Diocesi con oltre 200 gruppi scout, a sottolineare la caratteristica fedeltà alle direttive pastorali del Santo Padre e dell'episcopato. Stando alle stime aggiornate alla chiusura del 2006, in Italia i membri sono invece 19.265.

Con lettera del 24 giugno 2003, il Pontificio Consiglio per i Laici ha comunicato la sua decisione di riconoscere l'UIGSE-FSE come Associazione internazionale privata di fedeli di diritto pontificio e di approvarne lo Statuto “ad experimentum” per un periodo di cinque anni.

La Federazione dello scoutismo europeo pur essendo aperta ad associazioni o a gruppi appartenenti alla Chiesa Ortodossa Orientale o ad una delle Chiese Evangeliche ha come regola intangibile quella di non riunire nelle stesse Unità ragazzi o ragazze di confessioni differenti.