Gli statunitensi si oppongono a qualsiasi tipo di clonazione di esseri umani

Aumenta l’opposizione al finanziamento federale della ricerca su embrioni umani

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WASHINGTON, D.C., domenica, 22 maggio 2005 (ZENIT.org).- Due sondaggi nazionali, commissionati all’impresa International Communications Research dalla Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti (USCCB), segnalano con assoluta chiarezza la crescente opposizione dei cittadini statunitensi nei confronti della clonazione di embrioni umani e della ricerca sulle cellule staminali embrionali.



Svolti a tre giorni di distanza l’uno dall’altro, i sondaggi telefonici, che hanno coinvolto poco più di mille adulti in tutto il territorio degli Stati Uniti, mostrano un movimento contrario all’utilizzazione di embrioni umani per presunti fini scientifici sempre più forte.

La maggioranza degli statunitensi, il 52%, si oppone all’utilizzo di fondi federali per sostenere la ricerca sulle cellule staminali, mentre il 36% degli intervistati è d’accordo. Il finanziamento sarebbe allo studio del Congresso degli Stati Uniti, che prossimamente voterà l’iniziativa conosciuta come H.R. 810 per destinare fondi alla ricerca su embrioni umani che verrebbero distrutti per estrarne cellule staminali.

Quando è stato chiesto se si preferisce che le cellule staminali provengano da embrioni umani distrutti o siano adulte (della placenta o derivanti da altre fonti), il 60,2% delle persone intervistate si è dichiarato a favore dell’ipotesi di fornire fondi federali per la ricerca sull’uso di cellule staminali adulte o per studiare alternative alla distruzione di embrioni umani.

E’ a questo proposito che emerge più chiaramente la corrente d’opinione che coincide con la disposizione delle Nazioni Unite del marzo 2005,che incoraggiava i Paesi a proibire ogni tipo di clonazione umana: i tre quarti della popolazione adulta degli Stati Uniti si oppongono all’ipotesi di autorizzare i ricercatori a clonare embrioni umani a qualsiasi scopo, anche se il motivo fosse quello di portare alla nascita di un nuovo essere in coppie non fertili o di creare embrioni che verrebbero distrutti in ricerche mediche.

Alla domanda: “Potrebbero gli scienziati usare esseri umani clonati per le coppie sterili?”, il 10% degli intervistati ha risposto di sì, mentre l’84,3% era contrario (il resto non sa o non ha voluto rispondere). Alla domanda: “Potrebbe la comunità scientifica usare esseri umani clonati perché vengano distrutti in nome dello sviluppo medico?”, il 14,7% ha risposto di sì, contro il 77,4% che ha detto di no.

Richard M. Doenfinger, direttore delegato del Segretariato per le Attività Pro-Vita della USCCB, ha commentato che questo tipo di sondaggi mostra chiaramente che la grande maggioranza degli statunitensi è contraria all’idea della clonazione e dell’utilizzo di embrioni umani in nome del progresso scientifico, e che il passo successivo dev’essere quello di dimostrare al Congresso che questa maggioranza ha la capacità di influire sulla questione.