Gli universitari scoprono l’opera di promozione della pace della Santa Sede all’ONU

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NEW YORK, lunedì, 5 giugno 2006 (ZENIT.org).- 29 studenti di Stati Uniti e Canada hanno partecipato al primo seminario sul magistero sociale e morale della Chiesa offerto dalla Fondazione Path to Peace, presieduta dall’arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore permanente della Santa Sede all’ONU.



L’incontro, che ha avuto luogo dal 21 al 26 maggio, aveva per tema “ Catholic Social Teaching in the Spirit of Pope John Paul II: Learning to Create a Just World, A Hands on Approach ” (“La dottrina sociale cattolica nello spirito del Papa Giovanni Paolo II: imparare a creare un mondo giusto. Un approccio pratico”).

Tra gli oratori c’erano la professoressa Mary Ann Glendon (dell’Università di Harvard, presidente della Pontificia Accademia delle Scienze) e il professor George Weigel (biografo di Giovanni Paolo II), oltre ad ambasciatori e funzionari delle Nazioni Unite.

Alcune delle università rappresentate erano l’Università di San Diego, la Fairfield University, la St. Thomas University, la St. John's University, la St. Bonaventure University, il College of St. Mary, il St. Peter's College, la Loyola University, la Fordham University.

Gli studenti hanno potuto scoprire la diplomazia della Santa Sede, che si basa sulla dottrina sociale cattolica, affrontando questioni come “ Poverty and Social Development”, “ World Peace and Security ”, “ Global impact and human rights ”, “ Christian Communities and peacekeeping - peacebuilding ”, “ Millennium Development Goals ”, “ Trafficking and Women’s Issues”, “ Terrorism and Drugs ”.

Gli universitari hanno anche potuto visitare i luoghi in cui si svolge l’azione della missione della Santa Sede alle Nazioni Unite compiendo una visita nella sede di questa istituzione.

Secondo quanto ha spiegato monsignor Migliore ai microfoni della “Radio Vaticana”, “l’idea è sorta proprio perché si vede ormai anche che in tante università, pure negli Stati Uniti, sta nascendo un interesse per l’insegnamento sociale della Chiesa, che mette al centro la persona umana. Sembrava importante cominciare proprio dagli studenti e dare loro un’introduzione nel luogo dove si cerca di applicare questa dottrina sociale della Chiesa!”.

Il presule ritiene che in questo momento nel palazzo di vetro dell’ONU ci sia un maggiore interesse per la dottrina sociale cattolica, perché “in tutti i campi c’è la convinzione che ci sia bisogno di un’etica dietro alle altre logiche”.

“Ogni argomento ha una sua logica particolare, ma spesso manca l’etica! Molti sono felici di sentire la parola, l’intervento della Santa Sede, proprio in questa luce”, ha osservato.

Monsignor Migliore ha riconosciuto che i giovani hanno trovato interessante soprattutto scoprire “come qualcuno in ‘colletto romano’, quindi nella divisa religiosa, possa essere pienamente parte della comunità diplomatica internazionale”.

Nel corso del seminario hanno scoperto che “la natura, la dimensione della sua diplomazia, è anzitutto una natura religiosa, morale, etica, giacché si occupa soprattutto della pace”, ha spiegato l’Arcivescovo.

“Ha una natura universale, che va al di là delle frontiere, si occupa quindi dei popoli, delle popolazioni, delle persone ed ha una natura umanitaria”, ha aggiunto.

“E’ importante, appunto, per questi ragazzi scoprire che le coordinate della diplomazia della Santa Sede sono coordinate anche specifiche e che da lì discende la loro natura, ma che anche i metodi sono propri della Santa Sede”.

“E’ importante scoprire il fatto che noi qui siamo osservatori e la nostra diplomazia usa metodi e modalità che adottano le vie lunghe, quelle della convinzione, della parola, della testimonianza, dell’intervento soprattutto a favore della persona, delle comunità, delle società”, ha concluso.