Gran Bretagna: un Cardinale critica la politica estera anticristiana del Governo

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ROMA, martedì, 15 marzo 2011 (ZENIT.org).- Per il Cardinale Keith O'Brien, il Ministro degli Esteri britannico attua una “politica estera anticristiana”.



Il porporato ha espresso questi commenti dopo che il Governo britannico ha annunciato i suoi progetti di raddoppiare gli aiuti al Pakistan fino ad oltre 445 milioni di sterline, senza richiedere alcun impegno per la libertà religiosa dei cristiani.

Sottolineando i vari attacchi contro i cristiani, tra cui l'assassinio del Ministro per le Minoranze Shahbaz Bhatti, il Cardinale ha affermato che ogni aiuto dovrebbe essere condizionato al ricevere un impegno deciso alla protezione dei cristiani e di altre minoranze religiose, inclusi i musulmani sciiti.

I commenti del Cardinale sono giunti nel giorno in cui un nuovo rapporto sui diritti umani ha rivelato che il 75% di tutte le persecuzioni religiose nel mondo è diretto contro i cristiani. 100 milioni di fedeli nel pianeta affrontano la persecuzione. La popolazione cristiana in alcuni Paesi sta collassando. In Iraq, ad esempio, negli ultimi 25 anni è crollata da 1,4 milioni a meno di 150.000.

Il rapporto dell'assocazione caritativa internazionale “Aiuto alla Chiesa che Soffre” (ACS), dal titolo “Perseguitati e Dimenticati?”, è opera di John Pontifex, per il quale il testo “rivela che la persecuzione dei cristiani nel mondo è in drammatica ascesa”.

“Siamo di fronte a una scelta”, ha sottolineato. “Possiamo non far niente o possiamo pregare e agire. Aiuto alla Chiesa che Soffre sceglie la seconda opzione. E' per questo che sempre più persone – inclusi i politici – stanno iniziando a realizzare che la questione è forse il più grande scandalo dei diritti umani della nostra generazione e che bisogna fare qualcosa”.

“Esorto William Hague a ottenere garanzie dai Governi stranieri prima che vengano loro concessi degli aiuti”, ha affermato il Cardinale O'Brien parlando a Glasgow in occasione del lancio del rapporto sulla persecuzione dei cristiani questo martedì.

“Aumentare gli aiuti al Governo pakistano quando la libertà religiosa non viene rispettata e quanti si esprimono a suo favore vengono freddati equivale a una politica estera anticristiana”.

“Bisognerebbe esercitare pressioni sul Governo del Pakistan – e sui Governi del mondo arabo – per assicurare che la libertà religiosa venga rispettata. L'invio di aiuti deve richiedere un impegno per i diritti umani”, ha aggiunto.

Il rapporto, ha proseguito il porporato, “sottolinea il grande flusso di cristiani che fuggono dalla persecuzione. Rileva che il 75% di tutte le persecuzioni religiose nel mondo di oggi è anticristiano, e questa realtà è scioccante e intristisce”.

“In Paesi come l'Afghanistan, il Pakistan e l'Iraq, i cristiani affrontano violenze, intolleranza e perfino la morte a causa delle proprie convinzioni”.

“Ciò è intollerabile e inaccettabile”, ha dichiarato il Cardinale. “Qui in Scozia valorizziamo le nostre libertà, in particolare la libertà religiosa e il diritto di praticare la nostra fede al riparo da persecuzioni. Questo rapporto dettagliato e a volte sconvolgente ci ricorda che non tutti i nostri fratelli cristiani godono di una simile libertà”.

“Spero che le prove presentate da Aiuto alla Chiesa che Soffre incoraggino tutti noi a parlare a favore della libertà religiosa in ogni opportunità e a motivarci a sostenere quanti si battono per questa”, ha auspicato.

“Chiediamo che la libertà di praticare la nostra fede di cui godiamo si estenda presto a ogni parte del mondo, e che la tolleranza che mostriamo nei confronti degli altri credo presenti tra noi ottenga ovunque una reciprocità”.

Per l'Arcivescovo Bashar Warda di Erbil (Iraq), “il rapporto e l'opera di ACS sono fondamentali per noi come membri della comunità cristiana mondiale. Queste informazioni contribuiranno a costruire un sostegno e una solidarietà internazionale nei confronti dei cristiani del mondo laddove i nostri diritti umani e la nostra libertà religiosa ci sono stati strappati”.

“Come riferisce il rapporto, in molti Paesi - come l'Iraq - la situazione dei cristiani sembra peggiorare, a volte al punto da chiederci se sopravvivremo come popolo nel nostro Paese. Non c'è dubbio sul fatto che lo sconvolgimento politico e le lotte nazionaliste in aumento in Iraq stiano contribuendo alla perdita della nostra libertà religiosa”.