Grandi aspettative in Messico e Cuba per la visita del Papa

Fioccano le indiscrezioni sulle tappe del viaggio di Benedetto XVI

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di Nieves San Martín

ROMA, giovedì, 22 dicembre 2011 (ZENIT.org) - La commissione organizzatrice della visita, guidata da Alberto Gasbarri, il laico responsabile della preparazione dei viaggi pontifici, si è recata in Messico e Cuba.

Secondo alcune previsioni, il Papa arriverebbe in Messico il 23 marzo, con eventi il 24 e il 25 - cioè la festa dell’Annunciazione (o dell’Incarnazione del Verbo) - per poi partire per Cuba il giorno 26 marzo.

Per i media messicani, la visita si concentrerebbe nello stato di Guanajuato - essendo il centro geografico del Paese faciliterebbe la partecipazione - con eventi nell’omonima capitale, ed inoltre a León e Silao.

Da parte loro, i vescovi messicani hanno negato che la visita di Papa Benedetto XVI nel loro paese possa essere collegata con le elezioni presidenziali e legislative, che si terranno il 1 luglio 2012 nel Paese e potrebbero sancire un cambiamento storico.

In un’intervista all’agenzia Notimex, l’arcivescovo di Puebla, monsignor Víctor Sánchez, e il suo vescovo ausiliare, monsignor Eugenio Lira, hanno ribadito che i viaggi del Papa non sono condizionati dalle congiunture elettorali.

“I tempi dei candidati e delle elezioni non sono i tempi del Papa: il Pontefice va perché vuole andare in Messico, che ci sia questa coincidenza è un’altra cosa, che taluni cerchino di strumentalizzarla è un’altra cosa ancora, ma i tempi sono distinti”, ha dichiarato monsignor Sánchez.

Il presule ha ricordato che sin dall’inizio del suo pontificato, Benedetto XVI è stato invitato a visitare le terre messicane, e adesso che ha formalmente accettato “è una grande notizia per un popolo che vuole bene al Papa”.

Il vescovo ausiliare di Puebla, monsignor Eugenio Lira, ha respinto le letture inappropriate di un viaggio pastorale, il cui obiettivo principale è sopperire ai bisogni spirituali dei fedeli. “È importante notare che il Papa va in Messico per confermare la nostra fede, come ha detto nella Messa di Nostra Signora di Guadalupe, il 12 dicembre nella Basilica di San Pietro”, ha ribadito il presule.

“Le altre letture che si vogliono prestare al viaggio sono totalmente arbitrarie, perché il Papa non va per appoggiare un partito, un candidato, e in nessun modo farà proselitismo, se qualcuno osasse usare le sue parole sarebbe molto fuori posto”, ha osservato.

In Messico, ha spiegato monsignor Lira, l’aspettativa è grande, anche se la notizia non è stata ancora confermata, e già ci sono numerose richieste di biglietti per le Messe che il Papa celebrerà. I vescovi hanno già creato delle commissioni per organizzare le catechesi preparatorie alla visita, che offriranno riflessioni sulla Chiesa, sul ministero del Papa ed in particolare su Benedetto XVI.

A Cuba invece, il 18 dicembre scorso, il presidente Raúl Castro ha ricevuto la stessa delegazione della Santa Sede. Dalle informazioni diffuse dall’agenzia Fides emerge che l’incontro si è svolto nel palazzo del Consiglio di Stato, nella Piazza della Rivoluzione, nel centro della capitale L’Avana.

Secondo un comunicato ufficiale, Castro ha mostrato la sua piena disponibilità per la visita papale. La notizia, pubblicata nei media ufficiali cubani e latino-americani, ha evidenziato le “eccellenti relazioni” tra Cuba e il Vaticano.

Il giornale del Partito comunista, Granma, ha pubblicato in prima pagina una foto di Raúl Castro e del delegato del Vaticano, Alberto Gasbarri. Alla riunione con il generale Castro, hanno partecipato anche il cardinale arcivescovo dell’Avana, Jaime Ortega, il nunzio apostolico a Cuba, monsignor Bruno Musar, e il presidente della Conferenza Episcopale, monsignor Dionisio Garcia, arcivescovo di Santiago de Cuba.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Paul De Maeyer]