Guantánamo: agenti cubani trattengono in modo ingiustificato alcuni missionari claretiani

Denuncia in un comunicato un rappresentante della diocesi

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GUANTÁNAMO, mercoledì, 14 dicembre 2005 (ZENIT.org).- Agenti cubani hanno trattenuto in modo ingiustificato dei missionari claretiani e dei ragazzi che partecipavano ad un corso vocazionale, secondo quanto denunciato la diocesi cubana di Guantánamo-Baracoa.



La detenzione ha avuto luogo nel contesto di un altro arresto ingiustificato: quello di un sacerdote della stessa comunità religiosa, come ha denunciato in un comunicato inviato a ZENIT Elme Castillo, del Dipartimento di Mezzi di Comunicazione Sociale della diocesi.

Il 2 dicembre scorso – riferisce la nota – padre Lambert Okere, CMF (cittadino italiano) è stato fermato a Guantánamo dalle 10.30 alle 16.30 per aver risposto ad alcune persone che avevano tentato di provocarlo chiamandolo “yankee”. Poco prima infatti alcuni lavoratori sociali non avevano voluto vendergli un litro di benzina per il suo autoveicolo.

Di fronte alla risposta di padre Lambert che chiedeva spiegazioni per gli insulti, un poliziotto è intervenuto arrestandolo.

Dopo una mediazione di monsignor Carlos Baladrón, Vescovo di Guantánamo, e dei padri Salvador Salgado e Roselio Días, claretiani della comunità di Guantánamo, padre Lambert è stato liberato senza essere accusato, “ma con le dovute avvertenze”.

Questo mese si sta svolgendo a Guantánamo il Corso Vocazionale Claretiano, al quale partecipano sei aspiranti e due seminaristi dell’Avana.

Domenica 11 dicembre padre Roselio Días, promotore vocazionale, stava portando i partecipanti alla periferia della città per alcuni momenti di meditazione e di svago, quando un poliziotto li ha fermati per la strada e li ha arrestati.

Padre Roselio è stato portato all’Unità Operativa e poi a quella per l’emigrazione, l’autista della jeep e due giovani alla stazione di pattuglia, gli altri all’unità centrale della PNR (Polizia Nazionale Rivoluzionaria), da dove sono stati liberati quattro ore dopo con multe di 7,5 pesos ciascuno (circa 6,25 Euro), perché non avevano con sé i documenti.

In seguito anche gli altri sono stati liberati senza accuse. Anche padre Roselio è stato liberato con “avvertenze”.

“Quattro ore per fare una multa a quattro giovani di meno di vent’anni perché erano senza documenti?”, si chiede il comunicato emesso dall’organo diocesano.

“Quattro ore di arresto perché volevano allontanarsi dal rumore della città?”, prosegue.

“Sarà un caso o sono parte delle pietre nel ‘Cammino della Speranza’? I commenti si sprecano”, sottolinea il comunicato, che termina invocando preghiere per questa comunità di missionari claretiani.