I bambini hanno bisogno di una mamma e di un padre

Un libro di Guido Crocetti a servizio della famiglia

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A cura di Luca Marcolivio

ROMA, giovedì, 20 dicembre 2012 (ZENIT.org).- Ieri, mercoledì 19 dicembre, alle ore 16, presso l’Istituto Sacro Cuore di Via Marsala 42, è stato presentato il volume di Guido Crocetti, dal significativo titolo “I bambini vogliono la coppia”, appena edito dalla Editrice LDC.

Il prof. Crocetti è direttore e docente della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Psicoanalitica per l’Infanzia e l’Adolescenza.

Il libro solleva diversi interrogativi e interpella la coppia nel contesto della vita familiare.

ZENIT ha formulato più domande.

Le risposte stimolano a saperne di più, e il contesto della presentazione risulta favorevole per individuare altre risposte dalla viva voce dello stesso prof. Crocetti.

Cosa succede nella coppia alla nascita di un bambino?

Crocetti: La nascita di un bambino e il suo accudimento, comportano inevitabilmente cambiamenti e riformulazioni della coppia che hanno come fine ultimo il suo benessere. La coppia diventa coppiamadre, intesa come relazione complessa tra un uomo e una donna illusa, cioè coinvolti in un gioco generativo partecipato e goduto nell’intimità della coppia.

Quale ruolo per la coppiamadre?

Crocetti: La coppiamadre sintetizza in sé tensione progettuale e illusione generativa, in cui la madre riattualizza le proprie esperienze infantili per contattare i bisogni del sé corporeo del bambino. Il padre, d’altro canto, ha il dovere di mitigare gli eccessi emotivi che tale rapporto quasi simbiotico può creare, facendola riemergere. La coppia madre si attiva e opera almeno fino ai 3 anni del bambino per lasciare poi il posto alla coppia genitoriale.

Quali sono i cambiamenti imposti dalla realtà odierna?

Crocetti: L’influenza dei cambiamenti sociali che investe anche le relazioni amorose rende necessaria una riflessione sulla riformulazione dei ruoli genitoriali che vengono stravolti o imposti, tra le altre cose, dal ritmo serrato del lavoro e della pressione culturale circa l’emancipazione della donna, incidendo sia sulle relazioni familiari che sulla crescita del bambino.

Qual è la cornice teorica del lavoro?

Crocetti: Nel libro si esamina dapprima il ruolo del feto-persona che è già qualcosa di più di un mero aggregato di cellule, ma è già desiderio della coppia, e poi, in seguito al parto, il “non ancora bambino” tenuto nella mente e accudito fisicamente dalla coppia madre. In questo excursus il protagonista principe rimane il bambino che, in un viaggio in parte immaginato e in parte reale, attraversa varie tappe cui si associa anche il divenire delle sensazioni.

Qual è l’obiettivo prioritario del volume?

Crocetti: L’obiettivo è sottolineare la necessità della coppia e il nutrimento che deriva dalla divisione dei ruoli che sono biologicamente e socialmente definiti e quindi condivisi: i codici materni e paterni, le loro funzioni e come queste definiscono l’adattabilità e il benessere del bambino.

Professore, il suo volume si colloca all’interno di un servizio che si svolge soprattutto nel Policlinico Umberto I di Roma con l’Associazione Alma Salus: qual è il rapporto tra questa sua ultima fatica e tale accompagnamento?

Crocetti: Per i bambini la malattia è un ”è accaduto”. Sono gli adulti che connotano l’accaduto come malattia, come evento stressante, come minaccia di un cambiamento radicale. Conoscere la coppia significa aiutare gli adulti-genitori a ritrovare di quell’“è accaduto” la fluidità degli affetti che può trasformare un dramma in una risorsa. In questa prospettiva lavorano i volontari che l’Associazione Alma Salus (www.almasalus.org) prepara e accompagna nel loro tirocinio o nell’attuazione di progetti specifici.