I cappellani aeroportuali siano "segno luminoso della carità di Cristo"

Benedetto XVI spiega il ruolo della Nuova Evangelizzazione nel mondo dell'Aviazione Civile

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di Luca Marcolivio

CITTA’ DEL VATICANO, lunedì, 11 giugno 2012 (ZENIT.org) – Nemmeno il mondo dell’aviazione è esente dalla missione cristiana: a questo proposito il Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti ha promosso il XV Seminario internazionale dei Cappellani cattolici e membri delle Cappellanie dell’Aviazione Civile, avente ad oggetto proprio La Nuova Evangelizzazione nel mondo dell’Aviazione Civile.

I partecipanti al Seminario sono stati ricevuti stamattina in udienza da papa Benedetto XVI presso la Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico Vaticano. Il Santo Padre ha, in primo luogo, ricordato che “gli aeroporti sono luoghi che rispecchiano sempre di più la realtà globalizzata del nostro tempo” e che in essi, oltre che persone di diversa nazionalità, religione, cultura e stato sociale, “si incontrano anche situazioni umane variegate e non facili, che richiedono sempre maggiore attenzione”.

Drammatica è infatti, ad esempio, la realtà del viaggio di coloro che tentano di “transitare senza i documenti necessari, in qualità di migranti o di richiedenti asilo”, mentre notevoli “disagi” possono scaturire “dalle misure per contrastare gli atti terroristici”.

I cappellani aeroportuali, quindi, come tutti i ministri della Chiesa, sono tenuti “ad annunciare con forza rinnovata la Buona Novella”, con la parola e l’esempio di vita”, anche nella “occasionalità degli incontri” che è tipica di luoghi come gli aeroporti.

Sia la “mobilità continua” che la “tecnologia costantemente in progresso”, inoltre, sono elementi che “rischiano di oscurare la centralità che deve avere l’essere umano”. Con il risultato che spesso “l’attenzione maggiore viene riservata all’efficienza e alla produttività, a scapito dell’amore del prossimo e della solidarietà, che devono, invece, caratterizzare sempre i rapporti umani”.

A fronte di queste miserie sociali e culturali, il cappellano aeroportuale deve “essere segno luminoso di questa carità di Cristo che porta serenità e pace” e le loro cappelle devono essere “luoghi di silenzio e di ristoro spirituale”, ha aggiunto il Papa.

Benedetto XVI ha poi menzionato la Madonna di Loreto, quale patrona dei viaggiatori in aereo, “in ossequio alla tradizione che attribuisce agli angeli il trasporto da Nazaret a Loreto della Casa di Maria”.

C’è tuttavia un altro “volo”, ancor più significativo per l’umanità intera: quello dell’arcangelo Gabriele, che annuncia a Maria il suo concepimento virginale del Figlio di Dio: “Così l’Eterno è entrato nel tempo, Dio si è fatto uomo ed è venuto ad abitare in mezzo a noi”, ha commentato il Santo Padre.

Dio, dunque, non è rimasto “nell’alto dei cieli” ma “si è immerso nelle gioie e nelle angosce degli uomini del suo tempo e di tutti i tempi, condividendo la loro sorte e ridonando loro la speranza”.

Benedetto XVI ha concluso, citando il proprio Messaggio per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2012, in cui sottolinea “l’urgenza di promuovere, con nuova forza e rinnovate modalità, l’opera di evangelizzazione in un mondo in cui l’abbattimento delle frontiere e i nuovi processi di globalizzazione rendono ancora più vicine le persone e i popoli, sia per lo sviluppo dei mezzi di comunicazione, sia per la frequenza e la facilità con cui sono resi possibili spostamenti di singoli e di gruppi”.