I cardinali Ruini e Martino rivendicano la libertà religiosa e la pace

| 635 hits

MILANO, martedì, 7 settembre 2004 (ZENIT.org).- Quali sono le radici del terrorismo e delle guerre e come le religioni possono contribuire alla sconfitta di queste minacce globali all’umanità, sono i temi che hanno catalizzato maggiore attenzione al meeting su “Religioni e culture: il coraggio di un nuovo umanesimo”, organizzato a Milano dal 5 al 7 settembre dalla Comunità di Sant’Egidio .



Già all’apertura, avvenuta domenica 5 settembre, il cardinale Camillo Ruini, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha affermato che “i conflitti si evitano se c’è libertà religiosa”.

“La condizione fondamentale affinchè siano evitati conflitti è che tutte le religioni accolgano senza riserve la libertà religiosa e la promuovano in concreto” – ha spiegato il cardinale – “così esse contribuiranno all’affermazione anche delle altre libertà, che hanno con la libertà di religione un legame profondo”.

Ruini ha poi posto all’attenzione delle autorità e dei presenti la questione antropologica, affermando che “la riduzione dell’uomo alla natura, sulla base di un integrale scientismo, non lascia a Dio alcuno spazio reale”.

In un passaggio ripreso anche dal quotidiano “Avvenire” (7 settembre 2004), il Presidente della CEI ha sottolineato: “Orientare in senso favorevole all’uomo e alla sua dignità i cambiamenti che caratterizzano la nostra epoca, può aiutare le religioni a ritrovare quel ruolo di promozione dell’uomo, della sua intelligenza e della sua libertà, che l’infausta contrapposizione tra primato dell’omo e primato di Dio sembrava aver fatto perdere”

Il cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, introducendo a Milano il 7 settembre la tavola rotonda sulle “nuove” guerre, ha spiegato che: "Col terrorismo assistiamo all'irrompere della guerra nella quotidianità. Essa non è più un evento lontano, ma terribilmente vicino. Non è più possibile nascondersi nelle proprie case".

Dopo essersi detto convinto che “gli attentati al diritto alla pace provengono da molteplici attentati agli altri diritti dell’uomo”, il cardinale Martino ha concluso affermando che, se “la pace non è semplice assenza di guerra, allora vuol dire che le minacce alla pace non provengono solo dalle armi”.

“Ma, molto prima, da altre cause di vario genere che, proprio perché complesse, possono essere rimosse solo dall’azione congiunta di più soggetti locali ed internazionali”, ha così aggiunto.